“Maduro liberi gli italo-venezuelani detenuti a Caracas”. L’appello al presidente del Venezuela è del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che al presidente recentemente rieletto tra le proteste chiede di scarcerare gli oppositori del governo di Caracas, in particolare i due leader della protesta anti-Maduro, Americo De Grazia e Williams Davila. Proprio quest’ultimo si era appellato ieri all’Italia per chiedere di intervenire. “Continuiamo a seguire gli sviluppi attraverso la task torce che ho attivato presso il ministero degli Esteri. Lavoriamo in coordinamento con i partner - affinché il Venezuela possa finalmente tornare ad essere un Paese libero", ha scritto Tajani su X.
Ma a intervenire sul caso è anche la presidenza del Consiglio. “Il governo italiano continua a seguire con forte preoccupazione la situazione in Venezuela, in stretto raccordo con i partner internazionali”, si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. “L'Italia - prosegue il comunicato - chiede alle autorità venezuelane di rispettare i diritti di tutti i cittadini e di procedere alla liberazione di tutti gli oppositori politici, condannando fermamente qualsiasi minaccia o privazione delle libertà civili”.
Stando agli ultimi dati forniti dal governo di Maduro, sono oltre 2.200 le persone arrestate in Venezuela per gli scontri dopo le contestate elezioni presidenziali. Riconfermato alla guida del Paese dopo il voto del 28 luglio, il presidente venezuelano si è fatto vanto di un'operazione di massa per catturare e arrestare i manifestanti che accusa di essere "terroristi" e "criminali". Secondo Amnesty International, evidenzia la Bbc, tra le oltre duemila persone arrestate dalle elezioni, ci sono più di cento minori di età compresa tra i 13 e i 17 anni,
L'opposizione e i sostenitori dei diritti affermano che nel mirino delle forze di sicurezza non ci sono solo leader politici, ma anche normali cittadini che hanno contribuito a monitorare il voto e chiunque chieda a Maduro di accettare la sconfitta al voto i cui risultati sono stati immediatamente contestati dall'opposizione con lo scoppio di proteste di massa.