Germania, boom del partito rossobruno di Wagenknecht: a Est tocca il 19% a tre settimane dalle elezioni
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniSahra Wagenknecht (EPA/FILIP SINGER)
BERLINO – Raramente una tornata elettorale ha fatto tremare la Germania come quella che si terrà a breve in tre land del vecchio Est comunista. Il primo settembre si vota in Turingia e Sassonia, il 22 dello stesso mese in Brandeburgo. Ed è noto che nei sondaggi l’ultradestra Afd è prima ovunque. Ma la notizia incredibile è che la popolarità di un partito fondato appena sette mesi fa e del tutto costruito intorno a una sola personalità – un unicum nel panorama tedesco - sta schizzando alle stelle. “L’alleanza Sahra Wagenknecht” (BSW), la forza politica fondata dalla controversa ex leader della sinistra radicale, che in questi ultimi dieci anni ha scippato alcuni dei maggiori temi alla destra, è data al 19% in Turingia, al 17% in Brandeburgo e all’11% in Sassonia.
Le posizioni politiche di Wagenknecht
Wagenknecht ha dato al BSW una connotazione personalissima, rossobruna. Ha assunto da subito u…
BERLINO – Raramente una tornata elettorale ha fatto tremare la Germania come quella che si terrà a breve in tre land del vecchio Est comunista. Il primo settembre si vota in Turingia e Sassonia, il 22 dello stesso mese in Brandeburgo. Ed è noto che nei sondaggi l’ultradestra Afd è prima ovunque. Ma la notizia incredibile è che la popolarità di un partito fondato appena sette mesi fa e del tutto costruito intorno a una sola personalità – un unicum nel panorama tedesco - sta schizzando alle stelle. “L’alleanza Sahra Wagenknecht” (BSW), la forza politica fondata dalla controversa ex leader della sinistra radicale, che in questi ultimi dieci anni ha scippato alcuni dei maggiori temi alla destra, è data al 19% in Turingia, al 17% in Brandeburgo e all’11% in Sassonia.
Le posizioni politiche di Wagenknecht
Wagenknecht ha dato al BSW una connotazione personalissima, rossobruna. Ha assunto da subito una posizione filorussa sull’Ucraina, da anni si scaglia contro i profughi e ha scelto una postura ferocemente anti-ambientalista. Ma potrebbe essere determinante per il futuro delle alleanze nei tre land dove otto milioni e mezzo di tedeschi sono chiamati nelle prossime settimane a rinnovare i parlamentini regionali.
Con l’estrema destra Afd data dai sondaggi tra il 20 e il 30%, sarà sempre più difficile per i partiti dell’"arco costituzionale” formare un governo. Prima della pausa estiva, il leader della Cdu Friedrich Merz è tornato ad escludere, dopo qualche ambiguità dei mesi scorsi, una coalizione con l’Afd. Ma molti scommettono che alla fine sarà costretto a scendere a patti con Wagenknecht.
Le “bugie” su Putin
Intanto, contro le bugie e omissioni su Vladimir Putin della leader rossobruna si sono clamorosamente mobilitati nei giorni scorsi numerosi ex dissidenti della Germania Est. Sono oppositori e attivisti oppressi dal regime di Erich Honecker che hanno scritto una durissima lettera chiedendo chiarimenti su alcune frasi che Wagenknecht continua a ripetere. La accusano apertamente di diffondere “bugie”.
Sulle ripetute affermazione dell’ex capa della Linke che in Ucraina stiano governando dei “fascisti”, gli ex dissidenti si chiedono “come può essere, se il presidente e il premier sono ebrei?”. E concludono: “Ciò che il BSW fa finta di non vedere è che al Cremlino regna un autocrate che si comporta da fascista”. Putin, ricorda la lettera, ha cancellato l’opposizione, ucciso attivisti e dissidenti, vietato giornali. “Perché il BSW non parla mai dell’abolizione della libertà di stampa?”. E i dissidenti ricordano le loro battaglie per ottenerla, nella ex Germania Est.
Il documento, sottoscritto tra gli altri dall’ex direttrice degli archivi della Stasi Marianne Birthler, da uno dei pastori protestanti che guidò le rivolte contro il regime, Rainer Eckert e dall’ex ministro degli Esteri del primo governo democratico della Ddr nel 1990, Markus Meckel, prende di mira diversi esempi della disinformazione wagenknechtiana, dimostrando che le fonti sono la disinformazione russa e siti pro-Cremlino come Sputnik. “Può essere – conclude la lettera – che la fondatrice del partito dica delle bugie? Evidentemente sì”. I dissidenti ne deducono che “i partiti democratici – e soprattutto la Cdu –dovrebbero riflettere a fondo se coalizzarsi dopo le elezioni regionali con bugiardi del genere”. Il partito di Wagenknecht, infatti, “è entrato nell’orbita di quei discutibili partiti tipo l’Afd che non si distinguono dalla propaganda anti-ucraina”.