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Gli Usa hanno inviato nel Mediterraneo un sottomarino nucleare con 154 missili cruise: un monito a Iran e Hezbollah

Lo Uss Georgia ha un numero di armi a lungo raggio sufficiente a condurre una guerra. Il Pentagono ne ha stavolta rivelato la presenza per mandare un messaggio
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Il Pentagono ha rivelato la presenza nel Mediterraneo del sottomarino nucleare USS Georgia, uno dei battelli che funzionano come una base lanciamissili in immersione: trasporta infatti 154 cruise Tomahawk, che può scagliare in salve di sei. Si tratta di una potenza di fuoco colossale, con un numero di armi a lungo raggio sufficiente per condurre una guerra. Ognuno ha una testata con 450 chili di esplosivo e può colpire a circa 1.500 chilometri di distanza, permettendo di tenere sotto tiro tutto il Medio Oriente.

Le missioni dei sommergibili a propulsione atomica normalmente vengono tenute segrete ma gli Stati Uniti hanno voluto trasmettere un avvertimento all'Iran e in particolare agli Hezbollah libanesi. Segno che l'allarme per la rappresaglia della milizia sciita sta tornando altissimo.

Il Pentagono ha rivelato la presenza nel Mediterraneo del sottomarino nucleare USS Georgia, uno dei battelli che funzionano come una base lanciamissili in immersione: trasporta infatti 154 cruise Tomahawk, che può scagliare in salve di sei. Si tratta di una potenza di fuoco colossale, con un numero di armi a lungo raggio sufficiente per condurre una guerra. Ognuno ha una testata con 450 chili di esplosivo e può colpire a circa 1.500 chilometri di distanza, permettendo di tenere sotto tiro tutto il Medio Oriente.

Le missioni dei sommergibili a propulsione atomica normalmente vengono tenute segrete ma gli Stati Uniti hanno voluto trasmettere un avvertimento all'Iran e in particolare agli Hezbollah libanesi. Segno che l'allarme per la rappresaglia della milizia sciita sta tornando altissimo.

Probabilmente il Georgia fa parte dei rinforzi annunciati il 2 agosto dal ministro della Difesa Lloyd Austin per fronteggiare la minaccia di ritorsione contro Israele. La Us Navy ha spiegato che - oltre a svolgere esercitazioni con gli incursori italiani e britannici - il sottomarino ha fatto manovre con la task force dei marines che si trova nella zona di Cipro. Avrebbe infatti provato l'integrazione di squadre esploranti dei marines, che spesso individuano e segnalano la posizione degli obiettivi per i lanci dei Tomahawk.

Nei giorni scorsi caccia americani F22 Raptor, F15E Eagle e F16 hanno preso posizioni negli aeroporti sauditi, giordani ed emiratini, dove si preparano per intercettare sciami di droni e di cruise nel caso di rappresaglia di Teheran contro Israele. Sarebbero state trasferite nella regione pure batterie terra-aria Thaad: le uniche, oltre al sistema Arrow israeliano, progettate per abbattere i missili balistici che - per velocità e traiettoria - sono la minaccia più insidiosa. Nella notte del 13 aprile l'Iran ha lanciato un centinaio di ordigni balistici, ma la metà è precipitata per guasti tecnici mentre circa 40 sono stati distrutti dalle difese. Meno di dieci sono caduti in prossimità di un aeroporto israeliano nel deserto del Negev.

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