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Iran, il presidente Pezeshkian conferma il falco Eslami come capo del nucleare

(afp)

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Le Nazioni Unite hanno sanzionato Eslami nel 2008 con l’accusa di «essere coinvolto, direttamente associato e di aver fornito supporto alla proliferazione di attività nucleari sensibili
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Il nuovo presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, che si è presentato al Paese promettendo di riavviare i negoziati sul nucleare per far rimuovere le sanzioni, ha confermato alla guida dell’agenzia atomica iraniana il 67enne Mohammad Eslami, ingegnere, che era stato nominato dal procedente governo conservatore di Ebrahim Raisi, morto in un incidente aereo.

Le Nazioni Unite hanno sanzionato Eslami nel 2008 con l’accusa di «essere coinvolto, direttamente associato e di aver fornito supporto alla proliferazione di attività nucleari sensibili dell’Iran e allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari», quando era a capo dell’Istituto di ricerca e formazione per le industrie della Difesa. Come molti alti funzionari…

Il nuovo presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, che si è presentato al Paese promettendo di riavviare i negoziati sul nucleare per far rimuovere le sanzioni, ha confermato alla guida dell’agenzia atomica iraniana il 67enne Mohammad Eslami, ingegnere, che era stato nominato dal procedente governo conservatore di Ebrahim Raisi, morto in un incidente aereo.

Le Nazioni Unite hanno sanzionato Eslami nel 2008 con l’accusa di «essere coinvolto, direttamente associato e di aver fornito supporto alla proliferazione di attività nucleari sensibili dell’Iran e allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari», quando era a capo dell’Istituto di ricerca e formazione per le industrie della Difesa. Come molti alti funzionari della Repubblica Islamica, Eslami ha studiato negli Stati uniti, laureato in ingegneria civile alla Detroit University del Michigan con dottorato alla University of Toledo, Ohio. È considerato un falco.

Da quando Trump stracciò unilateralmente l’accordo sul nucleare nel 2018, l’Iran è venuto progressivamente meno agli impegni presi sui limiti all’arricchimento dell’uranio e sull’attivazione di nuove e più potenti centrifughe. Il Wall Street Journal citando l’intelligence americana scrive che Teheran starebbe intraprendendo attività di ricerca che la metteranno in una posizione migliore per lanciare un programma di sviluppo delle armi nucleari, abbandonato nel 2003. I servizi Usa comunque non ritengono che l’Iran stia al momento costruendo un ordigno nucleare.

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