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Molotov contro la polizia, violenze, caccia al migrante: la gioventù bruciata dell’Irlanda del Nord

Bambini in bici sotto i murales protestanti a Belfast (reuters)
Bombe lanciate da bambini, anche di 7 anni, contro la polizia a Derry. Assalti a negozi di stranieri e moschee a Belfast. Nelle rivolte degli ultimi giorni, sono tanti i giovanissimi teppisti e razzisti coinvolti. Mentre l’integrazione tra le nuove generazioni di cattolici e protestanti resta un miraggio. E i muri crescono
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LONDRA - C’è un video che gira da sabato notte, eloquente e inquietante. Un gruppo di giovanissimi repubblicani, anche di 7 anni d’età secondo le autorità, attacca uno schieramento di polizia a Derry (o Londonderry), tra i Derry’s Walls e Alexander House. Sono bambini e teenager nazionalisti, e contro gli agenti lanciano molotov e razzi. I mezzi delle forze dell’ordine vanno in fiamme, mentre un bimbo che partecipa all’assalto mangia un sacchetto di patatine, di quelli che si trovano in bella vista negli alimentari popolari del Paese, mentre si gusta la scena.

Alla fine, sono dieci i poliziotti feriti dall’ennesima notte di follia di questa “gioventù bruciata” dell’Irlanda del Nord. Il ministro britannico per la nazione, Hilary Benn, si è detto "sconvolto" dagli attacchi: "Ringrazio la Polizia di Derry City e Strabane per aver lavorato per proteggere le persone, i nostri pensieri sono rivolti agli agenti feriti”.

Altri se la prendono con i genitori di questi giovanissimi teppisti…

LONDRA - C’è un video che gira da sabato notte, eloquente e inquietante. Un gruppo di giovanissimi repubblicani, anche di 7 anni d’età secondo le autorità, attacca uno schieramento di polizia a Derry (o Londonderry), tra i Derry’s Walls e Alexander House. Sono bambini e teenager nazionalisti, e contro gli agenti lanciano molotov e razzi. I mezzi delle forze dell’ordine vanno in fiamme, mentre un bimbo che partecipa all’assalto mangia un sacchetto di patatine, di quelli che si trovano in bella vista negli alimentari popolari del Paese, mentre si gusta la scena.

Alla fine, sono dieci i poliziotti feriti dall’ennesima notte di follia di questa “gioventù bruciata” dell’Irlanda del Nord. Il ministro britannico per la nazione, Hilary Benn, si è detto "sconvolto" dagli attacchi: "Ringrazio la Polizia di Derry City e Strabane per aver lavorato per proteggere le persone, i nostri pensieri sono rivolti agli agenti feriti”.

Altri se la prendono con i genitori di questi giovanissimi teppisti. Liam Kelly, presidente del sindacato di polizia Police Federation for Northern Ireland, ha detto: “I bambini non dovrebbero partecipare ad azioni simili. Dove sono i genitori? Hanno una responsabilità di tenere i loro figli dai guai. E invece dieci nostri agenti sono rimasti feriti”.

Per Colum Eastwood, leader del Social Democratic and Labour Party in Irlanda del Nord, “il video di quei minorenni che lanciano molotov contro le auto della polizia è disgustoso. Questi ragazzini sono manipolati da adulti che non hanno nulla da offrire a questa città. Ora pagheranno gravi conseguenze, dopo esser stati strumentalizzati dalle loro famiglie”. Concorda la ministra della giustizia nordirlandese, Naomi Long: “È estremamente preoccupante che bambini e giovanissimi vengano sfruttati in questo modo, così il loro futuro sarà distrutto. Chiedo a tutti, teenager inclusi, di considerare le conseguenze delle proprie azioni”.

Purtroppo non è il solo caso di minorenni protagonisti di gravi episodi negli ultimi giorni. Tra le decine di persone arrestate per le recenti rivolte arrivate anche in Irlanda del Nord dopo la strage di bambine nell'inglese Southport, ci sono stati almeno sette giovanissimi arrestati e rinviati a giudizio, per devastazioni, violenza a pubblico ufficiale ma anche per razzismo e crimini di odio.

(reuters)

Il fatto più grave si è verificato a Belfast, dove la settimana scorsa un branco di ragazzini ha prima distrutto un negozio di migranti, e poi ha circondato, picchiato e ferito un 15enne straniero a Falls Road - strada simbolo di repubblicani e cattolici - e per questo sono stati incriminati un 14enne e un 15enne nordirlandesi.

Altri adolescenti sono sospettati di aver lanciato molotov contro una moschea della capitale. Mentre un 16enne e un 14enne di Shankill Road - il quartiere per eccellenza unionista e protestante della capitale nordirlandese insieme a Sandy Row - sono stati arrestati per aver rubato un’auto per poi schiantarla contro un negozio gestito da musulmani.

Purtroppo, la violenza, talvolta brutale, di bambini e adolescenti in Irlanda del Nord non è una novità. Il contesto di disordini e rivolte degli ultimi giorni non aiuta. Ma i ceasefire babies, i ragazzi nati dopo gli accordi del Venerdì Santo del 1998, ogni tanto si mettono a fare la guerra. Anche se i Troubles, la guerra civile sull’isola di Irlanda del secolo scorso, non li hanno mai vissuti.

Nel 2021, avevamo raccontato da Belfast gli assalti di giovanissimi unionisti e protestanti innescati dalla Brexit e dalla possibilità di una riunificazione tra le due Irlande, visto che i cattolici sono sempre di più e nel frattempo Sinn Féin, l’ex braccio politico dei terroristi dell’Ira, ha vinto per la prima volta le elezioni in Irlanda del Nord due anni fa. Anche a quel tempo si parlò di bambini strumentalizzati e usati dagli adulti, non solo a livello ideologico ma anche per compiere le violenze contro la polizia o le comunità opposte di repubblicani e cattolici.

Allora, centinaia di ragazzini protestanti e unionisti della capitale nordirlandese, anche di soli 12 anni, misero a ferro e fuoco Belfast in vari quartieri, da Shankill a Tiger's Bay, fino al cattolico New Lodge, ma simili scene si videro anche a Derry, Carrickfergus e altre città. Alla fine, furono almeno 72 i poliziotti feriti, bus in fiamme a colpi di molotov, "muri della pace" bruciati, una manciata di arresti, i cannoni d'acqua degli agenti tornati in strada per quelle che vennero definite dalla polizia nordirlandese "le violenze peggiori degli ultimi anni”.

(reuters)

Uno dei problemi principali dell’Irlanda del Nord dopo la storica ma sempre fragile pace del 1998, è che negli ultimi decenni, sia i partiti unionisti che quelli repubblicani hanno preferito i calcoli politici all'integrazione tra comunità. Il risultato è che soltanto il 7% delle scuole pubbliche in Irlanda del Nord sono "miste". Anche le case popolari sono assegnate su base settaria, per evitare tensioni. E così le nuove generazioni, di entrambe le parti, non crescono in un ambiente misto, ma spesso si imbevono di settarismo e radicalismo delle famiglie e delle loro comunità.

Anche per questo, paradossalmente, crescono muri e barriere tra le comunità unionista e nazionalista/repubblicana in Irlanda del Nord, nonostante la pace di 26 anni fa. Le prime "linee della pace”, come vengono chiamate in maniera edulcorata, sono spuntate nel 1969, dopo attacchi ai soldati inglesi. Le barriere dovevano rimanere solo sei mesi. Invece, nonostante gli accordi del 1998 e il disarmo, i "muri della Pace" sono diventati 18 negli anni Novanta, poi 59 nel 2017. Oggi sono 80, tutti a Belfast, a parte uno a Derry, vittima della strage del Bloody Sunday del 1972 cantata dagli U2. Secondo un sondaggio, due terzi dei residenti hanno chiesto di non abbattere gli argini tra comunità.

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