MOSCA – È il sesto giorno dall’inizio dell’offensiva ucraina nella regione di Kursk, e i media russi continuano ad aggiornare sulle rispettive homepage il conteggio delle vittime causate dalla caduta dei rottami di un razzo su un condominio del capoluogo: 15, al momento, con 70 feriti.
In mattinata le agenzie e i media federali hanno dato notizia dell’appello rivolto dalla garante per i diritti del cittadino Tatjana Moskalkova all’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, affinché condanni il «barbaro attacco» dell’Ucraina alla regione di Kursk. Le conseguenze dell’incursione del “regime terroristico” di Kiev sono al centro dell’attenzione mediatica. I danni subiti dai civili sono in cima alla scaletta dei telegiornali. Vesti, come altr…
MOSCA – È il sesto giorno dall’inizio dell’offensiva ucraina nella regione di Kursk, e i media russi continuano ad aggiornare sulle rispettive homepage il conteggio delle vittime causate dalla caduta dei rottami di un razzo su un condominio del capoluogo: 15, al momento, con 70 feriti.
In mattinata le agenzie e i media federali hanno dato notizia dell’appello rivolto dalla garante per i diritti del cittadino Tatjana Moskalkova all’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, affinché condanni il «barbaro attacco» dell’Ucraina alla regione di Kursk. Le conseguenze dell’incursione del “regime terroristico” di Kiev sono al centro dell’attenzione mediatica. I danni subiti dai civili sono in cima alla scaletta dei telegiornali. Vesti, come altri media televisivi nazionali, ha aperto il notiziario di metà giornata con le testimonianze dalle aree colpite.
A seguire, nella scaletta, c’è il resoconto delle azioni di respingimento dell’esercito russo: quattro missili Tochka-U un carro armato e due blindati distrutti, l’abbattimento di un drone pesante Baba-Jaga, velivolo progettato per uso agricolo e modificato dalle truppe ucraine per uso militare, la normalizzazione in vari distretti delle regioni di Kursk e Belgorod. Vesti ha anche dedicato ampio spazio al tema dei prigionieri ucraini, dando risalto alle testimonianze di chi afferma di essere stato mandato al fronte senza la dovuta preparazione. Mentre le immagini dell’esercito russo all’opera nel respingere il nemico si alternano a quelle dei militari bielorussi, intenti a caricare i carri armati da trasferire al confine con l’Ucraina.
I principali quotidiani – Kommersant, Rossijskaja Gazeta – forniscono continui aggiornamenti sull’andamento dei soccorsi, sul numero di cittadini che si sono rifugiati nei centri di accoglienza temporanea nelle regioni vicine di Voronezh e Tula, sul lavoro dei volontari per il soccorso materiale e psicologico.
Le emittenti private – Moskovskij Komsomolets, Komsomolskaja Pravda, Rtvi – raccolgono le testimonianze dei civili colpiti dall’attacco: dai paramedici che suggeriscono di tenersi lontani dalle finestre in caso di allarme aereo, agli abitanti degli edifici danneggiati, che raccontano la fuga. Alcune agenzie e testate – Rt, Gazeta, Lenta – riprendono l’agenzia cinese Asia Times, secondo cui «la strategia e le tattiche utilizzate dall’Ucraina nella regione di Kursk sono state sviluppate insieme alla Nato».