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L’effetto sorpresa, gli obiettivi, il bilancio e la risposta. Cosa sappiamo dell’offensiva ucraina in Kursk

(afp)

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Una cosa è certa: l'attacco delle forze di Kiev ha preso di sorpresa Vladimir Putin e lo ha fortemente imbarazzato. Forse più di ogni altro sviluppo militare nei due anni e mezzo del conflitto. Ecco una scheda su quello che è successo finora e su cosa può accadere.
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L'incursione in Russia delle truppe ucraine suscita molte incertezze: sui suoi obiettivi, sulle reazioni che susciterà da parte di Mosca, sulle conseguenze che può avere sulla guerra. Una cosa è certa: l'attacco delle forze di Kiev ha preso di sorpresa Vladimir Putin e lo ha fortemente imbarazzato. Forse più di ogni altro sviluppo militare nei due anni e mezzo del conflitto. Ecco una scheda su quello che è successo finora e su cosa può accadere.

L’incursione a sorpresa

Nessuno se l'aspettava. Da mesi la guerra si combatteva lungo una linea di frontiera artificiale lunga più di mille chilometri tra il territorio ucraino conquistato dai russi (circa un quinto dell'Ucraina) e le forze di Kiev, con Mosca che pareva avere l'iniziativa, pur ottenendo soltanto limitati avanzamenti sul terreno. Poi, all'improvviso, martedì della settimana scorsa una ingente forza ucraina è sconfinata in Russia lungo i 245 chilometri di confine con la regione russa di Kursk. C'erano già stati attacchi ucraini …

L'incursione in Russia delle truppe ucraine suscita molte incertezze: sui suoi obiettivi, sulle reazioni che susciterà da parte di Mosca, sulle conseguenze che può avere sulla guerra. Una cosa è certa: l'attacco delle forze di Kiev ha preso di sorpresa Vladimir Putin e lo ha fortemente imbarazzato. Forse più di ogni altro sviluppo militare nei due anni e mezzo del conflitto. Ecco una scheda su quello che è successo finora e su cosa può accadere.

L’incursione a sorpresa

Nessuno se l'aspettava. Da mesi la guerra si combatteva lungo una linea di frontiera artificiale lunga più di mille chilometri tra il territorio ucraino conquistato dai russi (circa un quinto dell'Ucraina) e le forze di Kiev, con Mosca che pareva avere l'iniziativa, pur ottenendo soltanto limitati avanzamenti sul terreno. Poi, all'improvviso, martedì della settimana scorsa una ingente forza ucraina è sconfinata in Russia lungo i 245 chilometri di confine con la regione russa di Kursk. C'erano già stati attacchi ucraini in territorio russo, ma erano stati sempre condotti da piccole unità, talvolta appoggiate da partigiani locali anti-Putiniani, in operazioni stile mordi e fuggi di breve durata. Ora invece almeno 10 mila uomini sono impegnati nell' incursione, membri di reparti di élite dell'esercito ucraino, appoggiati da mezzi blindati e droni.

Bilancio dell’offensiva

Dopo una settimana, secondo Mosca le truppe ucraine hanno preso il controllo di circa 400 chilometri quadrati di territorio russo nella regione di Kursk. Secondo Kiev il controllo sul territorio russo si estende su 1000 chilometri quadrati con una penetrazione di 30-40 chilometri dalla linea di frontiera tra i due Paesi. Rapporti indipendenti riferiscono che le forze ucraine hanno facilmente superato posti di blocco e fortificazioni lungo l'area di confine, avendo la meglio su unità militari russe composte da coscritti senza esperienza di combattimenti. Circa 120 mila civili russi sono fuggiti o sono stati evacuati dalle zone investite dall'attacco ucraino. Mosca ha dichiarato uno stato di "emergenza antiterrorismo" in tutta la regione di Kursk e in due regioni adiacenti, Belgorod e Bryansk, anch'esse apparentemente minacciate da incursori ucraini nelle ultime ore.

La risposta russa

Putin ha promesso una severa risposta a quella che ha definito "una grave provocazione". La prima reazione è stata un intenso bombardammo su un supermercato in territorio ucraino che ha fatto 14 morti e più di 40 feriti. Mosca sostiene di avere uccidso circa 900 soldati ucraini impegnati nell'attacco ma non c'è modo di verificare la veridicità di una cifra simile, così come non è chiaro quante perdite militari e civili abbia subito la Russia in una settimana di offensiva ucraina. Circolano notizie di numerosi soldati russi catturati e presi prigionieri e di alcune decine di civili russi morti o feriti. Non disponendo subito di truppe da inviare nella regione, nei primi giorni il Cremlino ha cercato di fermare l'attacco con aerei e elicotteri, ma almeno due di questi ultimi sarebbero stati abbattuti. Ora ex mercenari del Gruppo Wagner e altre truppe russe veterane del conflitto hanno raggiunto la regione di Kursk, ma per il momento non sembrano essere riuscite a fare indietreggiare le forze ucraine, che hanno preso il controllo di numerosi villaggi e cittadine in Russia.

Le intenzioni dei belligeranti

Mosca vuole riconquistare al più presto tutta la regione di Kursk, ma non si capisce se sarà possibile e in che tempi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che obiettivo dell'offensiva è mettere al sicuro le regioni ucraine lungo la frontiera, neutralizzando basi russe da cui partono attacchi e bombardamenti. Ma secondo gli analisti le vere ragioni dell' incursione sono altre: distogliere truppe e risorse russe dal Donbass e da altri teatri del conflitto in cui ultimamente sembravano avere la meglio; dimostrare alla popolazione e ai vertici politici e militari della Russia che l'Uceaina è ancora in grado di attaccarla e destabilizzarla; ottenere una possibile materia di scambio in un futuro negoziato di pace con Putin, offrendo un ritiro ucraino da territorio russo in cambio di un rituro russo da territorio ucraino. Mantenere per lungo tempo il controllo di una parte della regione di Kursk, tuttavia, potrebbe risultare difficile per le forze ucraine, numericamente limitate e con la priorità di difendere il proprio territorio nel Sud-est del Paese. Di certo, nel breve termine l'incursione ha rialzato il morale ucraino e cambiato lo scenario della guerra. Ma Putin accusa l'Occidente di essere dietro l'offensiva ucdaina e viene descritto come furioso: vedremo in che modo risponderà.

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