Cyberattacco a X, l’intervista di Musk a Trump parte in ritardo. Il Tycoon: “L’Iran con me sapeva che non doveva fare casino”
di Massimo BasileNew York - Donald Trump ha lodato il presidente del Venezuela Nicolas Maduro per aver “abbattuto il crimine del 72 per cento”, definito lo Zar Vladimir Putin, il leader cinese Xi Jinping e il dittatore nordcoreano Kim Yong Un “innamorati del loro Paese”, escluso che l’Iran possa attaccare Israele e fatto i complimenti a Elon Musk per essere stato capace di non farsi intimorire dallo sciopero dei dipendenti, e averli cacciati. La conversazione evento andata in scena su X tra Musk e Trump non ha riservato colpi a sorpresa, a parte i problemi tecnici iniziali che hanno mandato in tilt il collegamento e costretto Musk ad annunciare un rinvio di quaranta minuti evocando complotti. Il proprietario della piattaforma ha parlato di “attacco di hacker” per far saltare l’appuntamento, e poi bollato i problemi tecnici come “segno del tentativo di non far parlare Trump”.
New York - Donald Trump ha lodato il presidente del Venezuela Nicolas Maduro per aver “abbattuto il crimine del 72 per cento”, definito lo Zar Vladimir Putin, il leader cinese Xi Jinping e il dittatore nordcoreano Kim Yong Un “innamorati del loro Paese”, escluso che l’Iran possa attaccare Israele e fatto i complimenti a Elon Musk per essere stato capace di non farsi intimorire dallo sciopero dei dipendenti, e averli cacciati. La conversazione evento andata in scena su X tra Musk e Trump non ha riservato colpi a sorpresa, a parte i problemi tecnici iniziali che hanno mandato in tilt il collegamento e costretto Musk ad annunciare un rinvio di quaranta minuti evocando complotti. Il proprietario della piattaforma ha parlato di “attacco di hacker” per far saltare l’appuntamento, e poi bollato i problemi tecnici come “segno del tentativo di non far parlare Trump”.
Il tycoon aveva presentato questo appuntamento come occasione storica per “aggirare il mainstream dei media e parlare direttamente al popolo americano”, ma non sono arrivati messaggi tali da sparigliare le carte o, secondo i commentatori americani, in grado di cambiare il trend della campagna elettorale, che vede la sua avversaria, la vicepresidente Democratica Kamala Harris passare in poche settimane da uno svantaggio di due punti a un vantaggio di quattro. La conversazione, in collegamento solo audio, è durata più di un’ora e mezza. Trump è tornato a parlare dell’attentato in cui è rimasto ferito il 13 luglio, raccontando che il suo primo pensiero era stato “quante persone erano morte”.
Il tycoon ha annunciato che tornerà a ottobre a Butler, in Pennsylvania, dove è avvenuto l’attentato a ottobre, e ha lodato il Secret Service per averlo protetto. In un clima di grande cordialità con Musk, con il quale si è scambiato più volte i complimenti, a colpire molti utenti, passati in poco tempo da centoventimila a un milione e trecentomila, è stato il tono della voce dell’ex presidente, 78 anni: la voce è parsa impastata, con una “lisca” pronunciata al punto che molti hanno chiesto cosa fosse successo. Il corrispondente dalla Casa Bianca dell’Huffington Post, S.V. Date, ha domandato alla campagna di Trump se ci fosse un problema reale o fosse solo legato all’audio. La risposta, mostrata su X, è stata: “Deve essere il tuo udito merd… fatti guardare dall’otorino”. Trump ha escluso che in Medio Oriente la situazione possa aggravarsi nelle prossime ore. “Tutti - ha detto - si aspettano un attacco dall’Iran, ma l’Iran non attaccherà, credimi. Quando c’ero io sapevano che non avrebbero dovuto fare casino”. Poi ha attaccato Kamala Harris, definendola “incompetente” e “candidata di terzo grado. Pessima quanto Biden”.
Il tycoon ha confermato l’intenzione di chiudere il dipartimento della scuola (“alcuni di questi posti sono amministrati davvero male”) e accusato di nuovo Joe Biden di non aver saputo gestire l’emergenza migranti al confine sud con il Messico (“sono entrati venti milioni di clandestini, arrivati dalle prigioni e dai manicomi, dall’Africa, dall’Asia, dal Medio Oriente”). Musk si è offerto di dare una mano nell’ipotetica amministrazione Trump a controllare la spesa pubblica per “assicurarsi che i soldi dei contribuenti vengano spesi nel modo giusto”. “Mi piace”, ha risposto l’ex presidente, che ha fatto i complimenti a Musk per aver licenziato migliaia di persone: “Sei il tagliatore più grande. Non voglio dire il nome della compagnia, ma loro hanno annunciato lo sciopero e tu hai detto, okay, andatevene tutti, andatevene tutti, sei stato un grande”. Musk ha ringraziato. La campagna di Harris ha preso sicuramente appunti e userà questo passaggio nei prossimi comizi nel Midwest americano, la cintura industriale d’America dove sul tema del licenziamento sono molto sensibili.