Guerra in Ucraina, ora Mosca evacua i civili dalla regione di Belgorod. Putin accusa: “Dietro c’è l’Occidente”
di Riccardo RicciMOSCA – Al settimo giorno, le forze ucraine occupano ancora 28 insediamenti della regione di Kursk, (circa 500 km quadrati, secondo la Russia, mentre Kiev sostiene siano il doppio). E ieri è arrivata la notizia dell’evacuazione dei civili anche dalla regione di Belgorod.
Per il presidente russo Vladimir Putin, che nel pomeriggio ha convocato i governatori delle regioni frontaliere, «è l’Occidente il responsabile delle azioni di Kiev, che - dice - mira a migliorare la sua posizione negli eventuali negoziati, ora ancora più lontani». Considerazioni simili le fa il ministro della Difesa Belousov, secondo cui l’intera “operazione militare speciale” in Ucraina è in realtà «un conflitto tra la Russia e il cosiddetto “Occidente collettivo, che mira a impedire la costruzione di un nuovo e più giusto ordine mondiale». Per tutto quello che fa Kiev «c’è un sostegno totale da parte occidentale», ha dett…
MOSCA – Al settimo giorno, le forze ucraine occupano ancora 28 insediamenti della regione di Kursk, (circa 500 km quadrati, secondo la Russia, mentre Kiev sostiene siano il doppio). E ieri è arrivata la notizia dell’evacuazione dei civili anche dalla regione di Belgorod.
Per il presidente russo Vladimir Putin, che nel pomeriggio ha convocato i governatori delle regioni frontaliere, «è l’Occidente il responsabile delle azioni di Kiev, che - dice - mira a migliorare la sua posizione negli eventuali negoziati, ora ancora più lontani». Considerazioni simili le fa il ministro della Difesa Belousov, secondo cui l’intera “operazione militare speciale” in Ucraina è in realtà «un conflitto tra la Russia e il cosiddetto “Occidente collettivo, che mira a impedire la costruzione di un nuovo e più giusto ordine mondiale». Per tutto quello che fa Kiev «c’è un sostegno totale da parte occidentale», ha detto la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova.
L’evacuazione
Il 12 agosto è iniziato il trasferimento verso zone più sicure di 11.500 residenti del distretto di Krasnojaruzhskij, nella regione di Belgorod. Il distretto, che conta in tutto circa 15 mila abitanti, si estende per una ventina di chilometri in profondità dal confine ucraino. È stata registrata «attività nemica al confine», ha detto il governatore Vjacheslav Gladkov. Nel caso della regione di Kursk, il trasferimento dei civili aveva preceduto di alcune ore la risposta delle forze di terra e dell’aviazione russa, che ha impiegato una bomba planante iperbarica.
Allo stato attuale, sono ventotto le località della regione di Kursk cadute nelle mani delle forze ucraine che, per il governatore Aleksej Sminov, sono avanzate fino a una profondità di 12 chilometri, su un fronte largo 40. Il bilancio delle vittime tra i civili è di 12 morti e 121 feriti, mentre sono 121 mila i residenti che hanno già dovuto lasciare le zone interessate dai combattimenti e sono in corso le operazioni per evacuarne altri 59mila. Verso sera il Ministero della Difesa ha annunciato il trasferimento nella regione di Kursk di altre truppe e mezzi.
Il fronte del Donetsk
L’offensiva nella regione di Kursk e ai confini delle vicine Belgorod e Brjansk, non frena tuttavia l’esercito russo impegnato nel Donetsk e nel Lugansk. Ieri è stato conquistato il villaggio di Lisichnoye, e la settimana scorsa era toccato a Timofeyevka e Veseloye. Il ritmo delle operazioni offensive – ha detto Putin - «non solo non è diminuito, ma è aumentato di una volta e mezza». Dal lato ucraino, invece, le perdite sarebbero «aumentate drammaticamente». La tesi del Cremlino è che con l’offensiva in territorio russo, Kiev miri a migliorare la posizione in vista di futuri negoziati. «Ormai è chiaro - ha detto ancora Putin - il motivo per cui il regime di Kiev ha rifiutato le nostre proposte di ritornare a un piano di soluzione pacifica, così come le proposte dei mediatori interessati e neutrali».
Mosca, tuttavia, non è disposta a scendere a patti con coloro «che colpiscono indiscriminatamente persone e infrastrutture civili, o cercano di costituire minacce per gli impianti di energia nucleare». Per ora, «il compito principale spetta al Ministero della Difesa: scacciare il nemico dai nostri territori e garantire una copertura affidabile del confine».