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Imane Khelif, la pugile algerina denuncia anche Elon Musk e J.K. Rowling. E la procura francese apre un’inchiesta

(afp)

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L’indagine del polo giudiziario che si occupa di cyberbullismo è stata avviata per “molestie informatiche a causa del genere”. Il legale dell’atleta Boudi ha evocato la possibilità che sia aggiunto Donald Trump
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TUNISI – Imane Khelif non demorde: non si accontenta della sua medaglia d’oro nella boxe 66 kg alle Olimpiadi di Parigi. Imane andrà fino in fondo: ha depositato una denuncia per cyberbullismo presso il polo giudiziario francese, che si occupa di questi reati. E il documento cita espressamente due personalità, che sui social se la sono presa con la pugile algerina: Elon Musk, il miliardario proprietario di Tesla e di X, e J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter.

Proprio stamani la Procura di Parigi ha confermato l’avvio di un’inchiesta. La polemica era scoppiata dopo l’abbandono della pugile Angela Carini, nel primo incontro ai Giochi contro Khelif. L’italiana si era lamentata di uno dei colpi ricevuto dall’a…

TUNISI – Imane Khelif non demorde: non si accontenta della sua medaglia d’oro nella boxe 66 kg alle Olimpiadi di Parigi. Imane andrà fino in fondo: ha depositato una denuncia per cyberbullismo presso il polo giudiziario francese, che si occupa di questi reati. E il documento cita espressamente due personalità, che sui social se la sono presa con la pugile algerina: Elon Musk, il miliardario proprietario di Tesla e di X, e J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter.

Proprio stamani la Procura di Parigi ha confermato l’avvio di un’inchiesta. La polemica era scoppiata dopo l’abbandono della pugile Angela Carini, nel primo incontro ai Giochi contro Khelif. L’italiana si era lamentata di uno dei colpi ricevuto dall’avversaria e aveva abbandonato il ring. A quel momento Giorgia Meloni aveva denunciato un combattimento ingiusto e aveva addirittura dubitato sulla femminilità dell’algerina, affetta da iperandrogenismo. “Penso che atleti che hanno caratteristiche genetiche maschili non debbano essere ammessi alle gare femminili”, aveva detto il premier italiano. Khelif era stata espulsa nel corso dei Mondiali di boxe a New Delhi, nel 2023, a causa del livello di androgeni, giudicato troppo elevato dall’Iba, la Federazione internazionale della boxe, contrariamente al Cio, il Comitato internazionale olimpico, che ha poi deciso la sua ammissione alle ultime Olimpiadi. L’Iba è presieduta dall’oligarca russo Umar Kremlev, vicino a Vladimir Putin.

Sulla scia dell’incontro con Carini, numerose personalità erano intervenute, tra cui Musk, con un messaggio transfobico a sostegno della pugile italiana, e anche J.K. Rowling, già al centro di polemiche per altre sue dichiarazioni, che negavano l’esistenza dell’identità trans. L’autrice britannica aveva scritto diversi post su X contro l’atleta algerina. Si diceva, tra l’altro, scioccata dal fatto che il Cio autorizzasse “un uomo picchiare una donna in nome dello sport”. Nei giorni scorsi, l’avvocato di Khelif, Nabil Boudi, aveva dichiarato che “l’inchiesta penale determinerà di chi è stata l’iniziativa di questa campagna misogina, razzista e sessista, ma dovrà riguardare anche chi ha alimentato questo linciaggio digitale”. Stamani, in un’intervista alla rivista Variety, l’uomo ha fatto qualche nome. Musk e J.K. Rowling sono citati nella denuncia e Boudi ha evocato la possibilità che sia aggiunto Donald Trump. “Lui ha postato un tweet su Imane: quindi, che sia nominato o meno, verrà fuori nel quadro della procedura”, ha sottolineato l’avvocato. Su X, Trump aveva fatto addirittura una promessa: se eletto, «impedirò agli uomini di partecipare alle gare femminili”. Per il momento, non emerge il nome di Meloni.

Intanto Imane è rientrata ad Algeri, accolta trionfalmente lunedì all’aeroporto della città, anche dal ministro dello Sport, Abderrahmane Hammad. Non ha ancora incontrato il presidente Abdelmadjid Tebboune, ma potrebbe farlo molto presto. Sabato sera, a Parigi, dopo aver vinto l’oro, davanti alle telecamere delle tv algerine, aveva parlato con lui al telefono, dicendo: “Gliel’avevo promesso: è una medaglia per tutta l’Algeria”. Khelif è diventata il mito di un Paese intero, il simbolo di chi viene dal basso (è originaria di una famiglia povera e di una regione conservatrice, dove, per praticare la boxe in quanto donna, ha dovuto combattere contro i pregiudizi) e il simbolo di chi lotta contro l’ingiustizia, pure i “grandi” del mondo. Il regime autoritario algerino, ovviamente, è subito salito su questo treno in corsa, tanto più che il prossimo 7 settembre sono previste le elezioni presidenziali e Tebboune, anche se favorito, privo di seri oppositori in lizza, ha bisogno di un sostegno così popolare come Imane.

La vicenda, però, provoca incongruenze e imbarazzi, anche a livello geopolitico, perché proietta l’Algeria contro la Russia, da sempre suo alleato strategico. Mercoledì scorso, al Consiglio di sicurezza dell’Onu, il rappresentante russo aveva evocato in maniera polemica la vicenda, alludendo alla mascolinità di Khelif, e quello algerino gli aveva risposto a tono, ricordando che la pugile è una donna. Anche le dichiarazioni di Meloni non sono piaciute per niente in Algeria (i dirigenti politici non hanno commentato, ma sui social c’è stata una valanga di post contro l’Italia), mentre il nostro paese è il principale alleato di Algeri in Europa e ne dipende per le forniture di gas naturale, che lo hanno salvato da uno shock energetico, dopo l’inizio della guerra in Ucraina e il crollo dell’import del gas russo.

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