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Offensiva ucraina nel Kursk. Medvedev duro: “Li puniremo”. Ma Kiev ribadisce: “Non vogliamo annettere territori”

(afp)

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Putin nomina l’ex capo della sicurezza presidenziale Aleksej Djumin a dirigere l’azione per respingere l’esercito di Kiev
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MOSCA – La Russia sostiene di aver ottenuto risultati importanti nel fermare l’avanzata delle forze ucraine nella regione di Kursk, nonostante qualche nuovo tentativo di sfondamento avvenuto in giornata e le operazioni di sfollamento dei civili che ormai proseguono da una settimana. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo, Dmitrij Medvedev, ieri ha rotto il silenzio durante una videoconferenza sull’assistenza ai civili sfollati. «Le Forze armate ucraine subiranno una meritata punizione», ha detto. Per poi aggiungere che «questo implica una serie di conseguenze, anche per la leadership del regime nazionalista di Kiev».

Dal canto suo il governo ucraino ha assicurato che non mira ad annettere parti di territorio russo. «Diversamente dalla Russia, l’Ucraina non ha bisogno delle proprietà degli altri - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Heorhii Tyhiy, ripreso da Rbc-Ucraina. Kiev mira a consolidare le posizioni occupate in territorio r…

MOSCA – La Russia sostiene di aver ottenuto risultati importanti nel fermare l’avanzata delle forze ucraine nella regione di Kursk, nonostante qualche nuovo tentativo di sfondamento avvenuto in giornata e le operazioni di sfollamento dei civili che ormai proseguono da una settimana. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo, Dmitrij Medvedev, ieri ha rotto il silenzio durante una videoconferenza sull’assistenza ai civili sfollati. «Le Forze armate ucraine subiranno una meritata punizione», ha detto. Per poi aggiungere che «questo implica una serie di conseguenze, anche per la leadership del regime nazionalista di Kiev».

Dal canto suo il governo ucraino ha assicurato che non mira ad annettere parti di territorio russo. «Diversamente dalla Russia, l’Ucraina non ha bisogno delle proprietà degli altri - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Heorhii Tyhiy, ripreso da Rbc-Ucraina. Kiev mira a consolidare le posizioni occupate in territorio russo, che intende trattare come un «fondo di scambio» per negoziare una «pace giusta». Le nuove conquiste dell’esercito - «altri 40 chilometri quadrati», secondo le stime di Kiev - accrescono la base negoziale dell’Ucraina. Lo ha scritto sui suoi profili social il presidente Volodymyr Zelensky: «Le nostre forze continuano ad avanzare nella regione di Kursk. 74 comunità sono sotto il controllo ucraino, vengono eseguite ispezioni e misure di stabilizzazione».

Secondo il generale russo Apti Alaudinov, al contrario, nelle aree in cui sono ancora presenti le truppe ucraine sarebbe in corso una “pulizia”. «Ormai è il terzo giorno che distruggiamo attrezzature e manodopera - ha dichiarato il comandante delle forze speciali Akhmat al canale tv Rossija-1. Il nemico si è già reso conto che la guerra lampo da lui pianificata non ha funzionato». L’avanzata «incontrollata», sostiene, è stata interrotta.

A dispetto di una situazione nella regione definita «sotto controllo», il ministero della Difesa in giornata ha aggiornato i resoconti sugli scontri con le forze ucraine avvenuti nelle zone di Mikhailovka, Korenevo, Nikolaevo-Daryino, Oleshnja, Sudzha e Nikolaevka. L’ufficio stampa del raggruppamento di forze “Sever” ha annunciato di aver respinto attacchi nelle zone di Obshchij Kolodez, Snagosti, Kauchuk e Alekseevskij e Martynovka.

In giornata sono anche circolate voci, non confermate, sull’attesa nomina di un commissario per il “regime antiterrorismo” a Kursk. Secondo un deputato e alcuni blogger militari, sarebbe stato individuato nella figura dell’ex capo della sicurezza presidenziale Aleksej Djumin.

La tensione nel Paese resta comunque elevata, tanto che stando alle fonti del canale Telegram Baza, a Mosca e nella regione circostante polizia e Guardia nazionale sarebbero state allertate per il rischio di infiltrazione di sabotatori ucraini.

Intanto, le autorità di Kursk hanno disposto una nuova evacuazione, che questa volta ha toccato i circa 10mila residenti del distretto di Bolshesoldatskij, vicino alla centrale nucleare di Kurchatov. Il distretto Krasnoyaruzhskij della vicina regione di Belgorod, invece, sta tornando alla normalità. Forse, ha detto il governatore Gladkov, i residenti che lunedì sono stati sfollati potranno tornare alle loro case nei prossimi giorni.

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