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Medio Oriente, la trattativa non ferma i combattimenti: stragi a Gaza e in Libano, razzi sul kibbutz

(afp)

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Il cessate il fuoco al centro dei negoziati sembra ancora lontano sul terreno. Almeno 18 morti in un raid israeliano nel centro della Striscia
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BEIRUT — Il cessate il fuoco a Gaza, che nei negoziati sembra difficile, sul terreno appare lontanissimo. Il giorno dopo il round di colloqui a Doha, il Medio Oriente si è svegliato con due nuove stragi. Almeno 18 persone, membri di una stessa famiglia, tra cui nove bambini tra i 2 e i 17 anni, sono rimasti uccisi in un raid israeliano che ha centrato la loro casa ad al-Zawayda, nel centro della Striscia. L’Idf dice di aver colpito obiettivi militari in un’area da cui erano stati lanciati razzi, spiegando che è stata aperta una verifica sull’ “incidente”. E ha emesso nuovi ordini di evacuazione da Khan Yunis e Deir al Balah, sempre nel centro di Gaza, dove è stato registrato il primo caso di poliomelite. L’Organizzazione mondiale della sanità chiede due tregue umanitarie di sette giorni l’una, per vaccinare oltre 640mila bambini.

Sul fronte Nord, un’altra giornata difficile. Un blackout nazionale ha spento le centrali elettriche in Libano: finito il carburante. Nella notte un rai…

BEIRUT — Il cessate il fuoco a Gaza, che nei negoziati sembra difficile, sul terreno appare lontanissimo. Il giorno dopo il round di colloqui a Doha, il Medio Oriente si è svegliato con due nuove stragi. Almeno 18 persone, membri di una stessa famiglia, tra cui nove bambini tra i 2 e i 17 anni, sono rimasti uccisi in un raid israeliano che ha centrato la loro casa ad al-Zawayda, nel centro della Striscia. L’Idf dice di aver colpito obiettivi militari in un’area da cui erano stati lanciati razzi, spiegando che è stata aperta una verifica sull’ “incidente”. E ha emesso nuovi ordini di evacuazione da Khan Yunis e Deir al Balah, sempre nel centro di Gaza, dove è stato registrato il primo caso di poliomelite. L’Organizzazione mondiale della sanità chiede due tregue umanitarie di sette giorni l’una, per vaccinare oltre 640mila bambini.

Sul fronte Nord, un’altra giornata difficile. Un blackout nazionale ha spento le centrali elettriche in Libano: finito il carburante. Nella notte un raid dell’esercito israeliano a Nabatieh, nel Sud, ha fatto almeno 10 morti, tra cui una donna e due bambini, tutti siriani. Gli israeliani dicono di aver colpito un deposito di armi di Hezbollah. Poche ore dopo, hanno ucciso Hussein Ibrahim Kassab, un comandante dell’unità speciale di Hezbollah, la Radwan, mentre si spostava in motocicletta aTiro. In risposta ai due attacchi, il movimento sciita ha lanciato circa 55 razzi contro il kibbutz Ayelet HaShahar, nel Nord di Israele, a circa 10 km dal confine libanese, che non era stato evacuato, ferendo due persone.

Questo è il contesto in cui si cerca di far avanzare la trattativa. Usa, Qatar e Israele esprimono «cauto ottimismo» sui negoziati, mentre Sami Abu Zuhri, dell’ufficio politico di Hamas, ha parlato di «illusione» americana definendo «diktat» i progressi annunciati da Washington. Riscontro negativo anche dal rappresentante dell’Iran al Cairo - «nessun progresso finora», mentre è più sfumata la posizione dell’Egitto: «Ci sono lacune dal colmare», un patto «è possibile» se c’è la «volontà politica».

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