Esteri

Il piano di Hamas per devastare il cimitero inglese a Gaza e sequestrare le bare dei veterani della Prima guerra mondiale

Il piano di Hamas per devastare il cimitero inglese a Gaza e sequestrare le bare dei veterani della Prima guerra mondiale

Il Daily Telegraph rivela che l’operazione era descritta nei documenti sequestrati a gennaio a Khan Younis dai militari israeliani

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LONDRA – Nel 1917 a Gaza si combatteva un altro conflitto: tra soldati inglesi e turchi, su uno dei tanti fronti della Prima guerra mondiale. Tremila tombe testimoniano il ricordo di quelle battaglie nel cimitero di guerra britannico che è rimasto a tutt’oggi nella Striscia palestinese. Ma due anni fa Hamas aveva pianificato di devastare l’antico campo santo e riesumare le bare dei veterani del British Empire, per usarle come un ricatto nei confronti del governo di Londra.

“Volevano prendere in ostaggio i soldati inglesi morti più di un secolo fa”, scrive il Daily Telegraph, rivelando il complotto del movimento jihadista islamico. Il progetto è stato scoperto nel gennaio scorso dalle forze israeliane durante la guerra di Gaza, all’interno di una base a Khan Younis controllata fino a quel momento da Yahya Sinwar e Mohammed Deif, i capi di Hamas e i cervelli dell’attacco nel sud di Israele del 7 ottobre 2023 che ha dato il via al conflitto (Deif è stato eliminato da un raid dello Stato ebraico a fine luglio).

Il piano risaliva tuttavia a prima della guerra attuale: era stato concepito da Hamas un anno prima, nel settembre 2022, per rispondere alle intenzioni dichiarate dall’allora premier britannica Liz Truss di trasferire l’ambasciata del Regno Unito da Tel Aviv a Gerusalemme. La maggioranza dei Paesi del mondo, Italia inclusa, hanno la propria sede diplomatica nella città israeliana affacciata al Mediterraneo, sostenendo che il trasferimento nella capitale, dove hanno sede il governo e il parlamento israeliano, potrà avvenire soltanto dopo un accordo di pace e la creazione di uno stato palestinese. Ma dopo la decisione degli Stati Uniti, durante la presidenza di Donald Trump, di trasferire l’ambasciata americana a Gerusalemme, anche altri Paesi occidentali hanno cominciato a considerare di fare altrettanto. E il governo britannico, sotto la guida della conservatrice Liz Truss, aveva manifestato una volontà simile.

Il documento rinvenuto dalle forze israeliane a Khan Yunis elenca una serie di richieste di Hamas al Regno Unito, tra cui la rinuncia esplicita a trasferire l’ambasciata a Gerusalemme, il pagamento di compensazioni arretrate fino al 1917 per la presenza del cimitero di guerra britannico a Gaza e l’eventuale rimozione delle salme dei soldati dalla Striscia. “Se il governo di Londra non accetterà le nostre richieste”, afferma il documento di sette pagine, “la municipalità di Gaza rimuoverà tutti i corpi (dei soldati inglesi, ndr.) dal cimitero e li collocherà in un luogo speciale sotto custodia giudiziaria, dichiarandoli che i corpi sono da considerare prigionieri fino a che si sarà raggiunta una soluzione. Il governo britannico si troverà così in una situazione imbarazzante di fronte al popolo britannico, al mondo politico e ai vertici militari, per la dissacrazione dei corpi dei suoi soldati”.

Poiché le tombe dei soldati britannici sono ancora sotto il controllo di Hamas, affermano fonti israeliane, la minaccia di usarle per ricattare il Regno Unito è ancora possibile: “La tattica delineata nel documento mira a terrorizzare l’opinione pubblica britannica per influenzare le decisioni politiche del governo di Londra”, dice un funzionario israeliano al Telegraph. “Non si può escludere che Hamas usi questa strategia o una strategia simile in futuro”.

La lunga battaglia sul fronte mediorientale della Prima guerra mondiale vide le forze dell’Impero britannico in azione contro quelle dell’Impero ottomano, di cui la Palestina faceva parte da secoli. Gli inglesi finirono per prevalere, anche grazie al ruolo decisivo di T. H. Lawrence, l’ufficiale britannico meglio conosciuto con il soprannome di “Lawrence d’Arabia”, che coalizzò le tribù beduine della regione in una guerriglia contro le forze turche. Alla fine della guerra, nella spartizione del Medio Oriente fra le potenze vincitrici, la Palestina passò sotto controllo britannico. E un decennio più tardi, con la Dichiarazione Balfour, dal nome dell’allora ministro degli Esteri britannico, il Regno Unito riconobbe il diritto alla creazione di un “focolare nazionale ebraico” nella regione, primo passo verso la decisione dell’Onu nel 1948 di spartire la Palestina in due stati, uno per gli ebrei e uno per i palestinesi.

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