CHICAGO — Il Qatar si preparava ad ospitare colloqui tra Russia e Ucraina, per raggiungere un accordo finalizzato a fermare gli attacchi sulle infrastrutture energetiche dei due Paesi. Il negoziato però è saltato, o rimandato alla fine del mese, a causa dell’offensiva di Kiev in territorio russo. Lo rivela il Washington Post, scrivendo che se la trattativa avesse funzionato, sarebbe potuta diventare il punto di partenza per discussioni più approfondite su un cessate il fuoco di portata più ampia.
Il Qatar si era proposto come mediatore, ospitando le due delegazioni a Doha e facendo la spola da intermediario. Lo scopo era un cessate il fuoco parziale, per arrivare alla fine degli attacchi russi contro la rete elettrica ucraina, e quelli ucraini sulle infrastrutture russe di petrolio e gas. Un esito importante per entrambi, perché gli assalti di Kiev hanno ridotto del 15% le capacità di raffinazione di Mosca, ma quelli del Cremlino hanno quasi dimezzato l’elettricità a disposizion…
CHICAGO — Il Qatar si preparava ad ospitare colloqui tra Russia e Ucraina, per raggiungere un accordo finalizzato a fermare gli attacchi sulle infrastrutture energetiche dei due Paesi. Il negoziato però è saltato, o rimandato alla fine del mese, a causa dell’offensiva di Kiev in territorio russo. Lo rivela il Washington Post, scrivendo che se la trattativa avesse funzionato, sarebbe potuta diventare il punto di partenza per discussioni più approfondite su un cessate il fuoco di portata più ampia.
Il Qatar si era proposto come mediatore, ospitando le due delegazioni a Doha e facendo la spola da intermediario. Lo scopo era un cessate il fuoco parziale, per arrivare alla fine degli attacchi russi contro la rete elettrica ucraina, e quelli ucraini sulle infrastrutture russe di petrolio e gas. Un esito importante per entrambi, perché gli assalti di Kiev hanno ridotto del 15% le capacità di raffinazione di Mosca, ma quelli del Cremlino hanno quasi dimezzato l’elettricità a disposizione degli ucraini, rendendo molto difficile la sopravvivenza in inverno. Le delegazioni erano pronte ad andare a Doha, ma dopo l’inizio dell’offensiva nel Kursk i russi si sono tirati indietro, chiedendo tempo. Gli ucraini volevano comunque andare, ma i qatarini hanno risposto che incontrare una sola parte non sarebbe stato utile.
Mosca non ha commentato oltre con il Washington Post, mentre Kiev ha detto che il vertice è stato posticipato «a causa della situazione in Medio Oriente», ma che si svolgerà comunque con il formato della videoconferenza il 22 agosto.
Secondo il quotidiano, gli ucraini erano scettici sulla sincerità dei russi, perché il precedente accordo per l’esportazione del grano era stato rinnegato da Putin, per il fallimento dei colloqui di Istanbul all’inizio dell’invasione, e per le pretese territoriali di Mosca. Invece l’offensiva lanciata nel campo nemico potrebbe mettere il presidente ucraino Zelensky in una posizione migliore per un eventuale negoziato sul cessate il fuoco più ampio, prendendo il controllo di regioni da scambiare poi al tavolo della trattativa. Resta da vedere ora se i colloqui mediati dal Qatar avverranno davvero a fine agosto, anche se in videoconferenza, e se potranno diventare l’occasione per avviare un dialogo più ampio.
Nel frattempo, sul terreno, l’attenzione è tornata ieri proprio sulle fonti energetiche, con l’Ucraina accusata di aver colpito con i droni una strada di accesso alla centrale nucleare di Zaporizhzhia (episodio che ha preoccupato anche l’Aiea). Proprio mentre l’avanzata di Kiev nel Kursk minaccia il controllo russo sulla locale centrale nucleare.