Star dei social, under 40 e rampolla di una dinastia politica: ecco chi è Paetongtarn Shinawatra, la nuova premier della Thailandia
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Dopo il padre e la zia, tocca a lei. E sarà il premier più giovane che la Thailandia abbia mai avuto. “Sono onorata e felice. Era giunto il momento di fare qualcosa per il Paese e il partito”, dice. Trentasette anni, Paetongtarn Shinawatra, rampolla della dinastia che anima e divide la vita politica thai da due decenni, è la nuova prima ministra di Bangkok. Nuova leader, stessa famiglia al potere.
Diventa la terza degli Shinawatra (quarta se si considera il cognato del fondatore del clan) a ricoprire tale ruolo, dopo il padre Thaksin e la zia Yingluck, entrambi rovesciati da un colpo di Stato (il primo nel 2006, la seconda nel 2014). Precedenti non molto incoraggianti.
Ha riconosciuto di non essere “né la migliore né la più talentuosa, ma penso di avere una buona squadra”, le prime parole ai giornalisti mentre le tremavano le mani per l’emozione.
Dopo che mercoledì la Corte costituzionale ha destituito il suo compagno di partito Srettha Thavisin, il Parlamento ha scelto l…
PECHINO - Dopo il padre e la zia, tocca a lei. E sarà il premier più giovane che la Thailandia abbia mai avuto. “Sono onorata e felice. Era giunto il momento di fare qualcosa per il Paese e il partito”, dice. Trentasette anni, Paetongtarn Shinawatra, rampolla della dinastia che anima e divide la vita politica thai da due decenni, è la nuova prima ministra di Bangkok. Nuova leader, stessa famiglia al potere.
Diventa la terza degli Shinawatra (quarta se si considera il cognato del fondatore del clan) a ricoprire tale ruolo, dopo il padre Thaksin e la zia Yingluck, entrambi rovesciati da un colpo di Stato (il primo nel 2006, la seconda nel 2014). Precedenti non molto incoraggianti.
Ha riconosciuto di non essere “né la migliore né la più talentuosa, ma penso di avere una buona squadra”, le prime parole ai giornalisti mentre le tremavano le mani per l’emozione.
Dopo che mercoledì la Corte costituzionale ha destituito il suo compagno di partito Srettha Thavisin, il Parlamento ha scelto lei alla guida del Paese. Candidata dal Pheu Thai, che governa in una coalizione a undici non solidissima, Paetongtarn ha ottenuto 319 voti favorevoli, quasi due terzi della Camera.
Non avrà vita facile, però. Non ha mai ricoperto ruoli di governo. Dovrà subito affrontare varie sfide, l'economia in crisi, ma anche tenere insieme la coalizione e fermare il calo dei consensi per il partito di famiglia: quel Pheu Thai che lo scorso anno arrivò secondo alle elezioni ma che alleandosi con i partiti vicini ai militari, mettendo da parte i vecchi rancori, si è assicurato la guida del Paese.
Al capofamiglia, il miliardario Thaksin, è stato permesso di tornare in patria l’anno scorso dopo 15 anni di auto-esilio proprio come parte di un grande accordo con i suoi vecchi nemici conservatori, che ora sono in coalizione con il Pheu Thai, pur di non far governare i progressisti di Move Forward che le elezioni del 2023 le avevano invece vinte. La caduta di Srettha dopo meno di un anno di mandato sarà però un chiaro promemoria del tipo di ostilità che Paetongtarn potrebbe affrontare, sostengono gli analisti.
Una tregua quella tra gli Shinawatra e le élite conservatrici vicine al re e all’esercito molto fragile. “È una grande scommessa per Thaksin. C'è la possibilità che la figlia fallisca e questo è un grosso rischio per l’intera dinastia”, dice a Reuters il politologo Titipol Phakdeewanich. Il Pheu Thai non aveva molte carte da giocare, però: o lei o un vecchio ex procuratore che il partito non riteneva avesse il carisma per guidarlo alle prossime elezioni.
Laurea in scienze politiche alla prestigiosa Università Chulalongkorn, si guadagnò le prime pagine dei giornali la prima volta a 17 anni quando andò a lavorare part-time da McDonald’s. Ha un master in gestione alberghiera all'Università del Surrey, in Inghilterra, e ha lavorato per alcuni anni proprio nel gruppo alberghiero Rende di proprietà della sua famiglia. Popolare sui social (679mila follower su Instagram) dove condivide il suo stile di vita lussuoso e i momenti trascorsi con la famiglia, i due figli e il marito, Paetongtarn si è data alla politica tardi: nel 2021 è entrata nel Pheu Thai e lo scorso anno era una dei tre candidati premier del partito alle elezioni, facendo campagna mentre era incinta.
Per i thailandesi rimane “la figlia di papà”. Qualunque cosa farà al governo, si presume che agisca sempre sotto le istruzioni del padre. E Thaksin rimane una figura molto divisiva. Popolarissimo negli anni Duemila soprattutto tra le comunità rurali, il populista Thaksin, che ha fatto fortuna nelle telecomunicazioni, è stato a lungo la bestia nera dei generali.
Nel giro di una settimana la Corte Costituzionale ha prima sciolto il principale partito di opposizione (Move Forward, bandendo il suo leader dalla vita politica per dieci anni) e poi ha destituito il premier Srettha, facendo precipitare il “Paese del sorriso” in una nuova stagione di instabilità.
Tutti gli ultimi governi guidati dagli Shinawatra sono finiti prima del tempo: sentenze della Corte o golpe militari. Paetongtarn spera di non fare la stessa fine. Ma con la politica thai, turbolenta per usare un eufemismo, non si sa mai.