L’ultimo sacrificio di Biden alla convention di Chicago: “Viva Kamala Harris, ora tocca a lei”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliBiden in partenza verso Chicago
CHICAGO — Se il 5 novembre gli americani manderanno Kamala Harris alla Casa Bianca, «la democrazia sarà salva». Joe Biden sperava di pronunciare queste parole nella serata conclusiva della Convention democratica, lanciando la sua corsa alla rielezione. Invece si è dovuto accontentare di regalarle ieri alla vice, indicandola al partito e al Paese come la scelta migliore per portare avanti la propria eredità politica, e soprattutto impedire a Donald Trump di resuscitare la sua. Ora il rischio è tutto qui, ossia se il difficile equilibrismo compiuto da Joe per incoronare la delfina senza rancore e rivendicando i suoi successi, aiuterà i democratici a conservare la presidenza, oppure offrirà munizioni ai repubblicani per dipingere Kamala come una seconda amministrazione Biden, incompetente in economia, colpevole per l’inflazione, e arresa all’immigrazione illegale.
Poche ore prima che l’ex ragazzo di Scranton salisse sul palco dello United Center per avviare il crepuscolo politico, …
CHICAGO — Se il 5 novembre gli americani manderanno Kamala Harris alla Casa Bianca, «la democrazia sarà salva». Joe Biden sperava di pronunciare queste parole nella serata conclusiva della Convention democratica, lanciando la sua corsa alla rielezione. Invece si è dovuto accontentare di regalarle ieri alla vice, indicandola al partito e al Paese come la scelta migliore per portare avanti la propria eredità politica, e soprattutto impedire a Donald Trump di resuscitare la sua. Ora il rischio è tutto qui, ossia se il difficile equilibrismo compiuto da Joe per incoronare la delfina senza rancore e rivendicando i suoi successi, aiuterà i democratici a conservare la presidenza, oppure offrirà munizioni ai repubblicani per dipingere Kamala come una seconda amministrazione Biden, incompetente in economia, colpevole per l’inflazione, e arresa all’immigrazione illegale.
Poche ore prima che l’ex ragazzo di Scranton salisse sul palco dello United Center per avviare il crepuscolo politico, l’ex amica Nancy Pelosi rivendicava così il merito di averlo spinto al ritiro, parlando con i giornalisti: «Volevo solo vincere queste elezioni. Perciò se qualcuno nel mio partito è arrabbiato, mi dispiace per lui. Il Paese però è molto felice». La Speaker emerita della Camera ha esaltato Biden come «uno dei presidenti più grandi e consequenziali nella storia degli Stati Uniti», e ha definito la sua decisione di ritirarsi «molto altruistica».
La Convention ha mandato lo stesso messaggio collettivo, disegnando la serata inaugurale come omaggio e ringraziamento a Joe, oltre al discorso di Hillary Clinton che ha augurato a Kamala di riuscire dove lei aveva fallito nel 2016. L’intera arena era tappezzata dagli slogan preferiti dal capo della Casa Bianca, tipo “Spread the faith” e “History is in your hands”, ossia “la storia è nelle vostre mani, vinciamo insieme”. Ad introdurlo ci hanno pensato la moglie Jill, che fino all’ultimo aveva caparbiamente difeso il suo diritto a continuare la corsa presidenziale, e la figlia Ashley. E i delegati si sono spellati le mani, dove non hanno versato qualche lacrima, non solo per ringraziarlo del passo indietro, ma anche perché sono convinti che sia stato un presidente trasformativo per l’America.
Joe ha rivendicato i successi, che secondo lui gli avrebbero dovuto garantire il secondo mandato. Primo fra tutti il merito di aver salvato il Paese dall’epidemia di Covid, così mal gestita o ignorata da Trump per salvaguardare il suo interesse personale. Poi gli stimoli economici con cui ha fatto rinascere gli Usa dalla recessione, anche se molti li accusano di essere all’origine dell’inflazione. Quindi gli oltre 16 milioni di posti di lavoro creati, almeno 800.000 nel settore manifatturiero; leggi e regole per affrontare l’emergenza clima; le iniziative per ricostruire le infrastrutture, rilanciare la produzione dei chip in patria, abbassare i prezzi delle medicine. E ovviamente la leadership internazionale, soprattutto nel consolidare l’alleanza occidentale per fermare Putin in Ucraina, anche se 36 delegati non impegnati a sostenerlo si preparavano a contestare le sue scelte a Gaza.
Un successo complessivo per gli Usa, che ora però è minacciato dal pericolo Trump per le basi stesse della democrazia. Perciò ha indicato in Harris la scelta più logica per proteggere la sua eredità politica e far procedere il rilancio dell’America, come Paese inclusivo dove l’opportunità di realizzare i sogni viene offerta a tutti nella stessa maniera. Tra gli applausi Biden si è avviato verso il viale del tramonto, partendo subito per una vacanza di due settimane in California, che secondo l’interpretazione più benevola serve a lasciare la scena a Kamala, mentre secondo quella più maliziosa aveva l’obiettivo di evitare l’incontro con Barack Obama, stasera sul palco.
Passando la torcia, come aveva promesso già nel 2020, Joe spera di aver salvato la democrazia negli Usa. A meno che abbracciando troppo stretta Harris, non le abbia messo al collo il peso degli errori che Trump gli rinfaccia e intende usare per batterla.