Alla vigilia di Ferragosto una pattuglia di incursori ucraini ha trovato una sorpresa in un villaggio della regione di Kursk: un mezzo russo abbandonato intatto e molto interessante, su cui da mesi sognavano di mettere le mani. Il T-80 BVM è stato subito trasferito in patria per poterlo studiare: è l’ultima versione di un anziano tank completamente aggiornato l’anno scorso e dotato di piccoli strumenti elettronici che lo rendono immune dagli attacchi dei droni. Solo una delle tante prede che i due eserciti raccolgono sui campi di battaglia per spiare gli armamenti del nemico, comprenderne i punti deboli o trafugare le tecnologie più segrete.
Accade in tutte le guerre. Nel 1991, immediatamente prima che venisse scatenata la “Tempesta del Deserto” contro Saddam Hussein, i commandos del Sas britannico si impadronirono della più moderna batteria missilistica contraerea irachena e così venne escogitato un modo per neutralizzarla. Celebre e molto romanzata l’epopea delle operazioni per…
Alla vigilia di Ferragosto una pattuglia di incursori ucraini ha trovato una sorpresa in un villaggio della regione di Kursk: un mezzo russo abbandonato intatto e molto interessante, su cui da mesi sognavano di mettere le mani. Il T-80 BVM è stato subito trasferito in patria per poterlo studiare: è l’ultima versione di un anziano tank completamente aggiornato l’anno scorso e dotato di piccoli strumenti elettronici che lo rendono immune dagli attacchi dei droni. Solo una delle tante prede che i due eserciti raccolgono sui campi di battaglia per spiare gli armamenti del nemico, comprenderne i punti deboli o trafugare le tecnologie più segrete.
Accade in tutte le guerre. Nel 1991, immediatamente prima che venisse scatenata la “Tempesta del Deserto” contro Saddam Hussein, i commandos del Sas britannico si impadronirono della più moderna batteria missilistica contraerea irachena e così venne escogitato un modo per neutralizzarla. Celebre e molto romanzata l’epopea delle operazioni per recuperare la macchina cifrante tedesca Enigma e decifrare i codici usati dal Terzo Reich, ottenendo uno dei successi più brillanti nella storia dell’intelligence.
L’invasione dell’Ucraina ha aperto le porte degli arsenali russi e Nato, scaraventando sulla linea del fronte sistemi bellici spesso mai utilizzati prima. Il Cremlino dopo la confusione iniziale ha creato una direzione specializzata che raccoglie le apparecchiature sottratte nei combattimenti e le analizza: i suoi emissari vengono chiamati “cacciatori di trofei”.
Nei loro laboratori sono finiti i missili controcarro Javelin, protagonisti della resistenza di Kiev, da cui sarebbero state clonate alcune componenti. Invece un drone killer Bayraktar turco precipitato sul lato sbagliato del fronte ha permesso di individuare le frequenze di guida e cancellare la supremazia dei velivoli senza pilota prodotti a Istanbul. Ancora più significativa la cattura di uno Storm Shadow britannico, il missile a lungo raggio più letale schierato dall’aviazione ucraino: è un ordigno che risale agli anni Novanta, ma dispone di un sistema di navigazione che riconosce il profilo del terreno e non dipende dalle coordinate gps. Si ritiene che gli ingegneri di Mosca stiano tentando di duplicarlo per inserire quella tecnologia nei loro cruise, come hanno fatto con i droni marittimi ucraini arenati sulle coste della Crimea: non si erano mai visti battelli d’assalto del genere e grazie al “reverse engineering” – ossia lo smontaggio di tutti i pezzi copiati uno a uno – adesso sono entrati in azione i primi barchini telecomandati russi.
Il Most Wanted però è stato uno strumento futuristico: un robot cingolato TheMis della Milrem estone, l’azienda leader negli automi militari terrestri che rifornisce tutti i comandi Nato. Quando nell’autunno 2022 il governo di Tallin ha annunciato di averne donati una decina a Kiev, è stata addirittura messa una taglia: un milione di rubli a chi ne avesse catturato uno in buone condizioni. Il premio è stato intascato alla fine di maggio da una compagnia di fanti, che hanno scoperto un TheMis immobilizzato tra i cespugli: probabilmente verrà consegnato agli impianti Kalashnikov, che ora producono pure droni volanti Lancet e robot cingolati Ural-9.
Gli ucraini hanno fatto incetta di migliaia di tank, blindati e cannoni russi, tutti subito impiegati in combattimento visto che erano identici o molto simili ai loro armamenti d’origine sovietica. Pochi però rappresentavano una novità: tra questi il semovente lanciarazzi a testata termobarica Buratino – così chiamato perché ricorda il naso di Pinocchio – e il tank Terminator progettato per gli scontri urbani. Gli agenti del servizio segreto militare hanno condotto operazioni dietro le linee per recuperare gli apparati mobili da contromisure elettroniche, impiegati per spezzare la guida remota dei droni e accecare i navigatori gps: un settore in cui le aziende di Mosca hanno dimostrato capacità superiori a ogni aspettativa. Ovviamente, le loro prede sono state molto gradite pure agli specialisti della Nato, che hanno potuto dare un’occhiata alle creazioni più moderne dell’armata di Putin.