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Convention dem, Chicago incorona Kamala Harris: un futuro di ottimismo contro l’odio di Donald Trump

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L’intervento della candidata: “Uniti, guardiamo avanti”. Scommette sul cambio generazionale da opporre al rancore a alla visione cupa di The Donald
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CHICAGO — La libertà. Quella vera, di decidere come vivere la propria esistenza, nel rispetto della legge ma senza intrusioni dello stato nelle scelte personali. E una visione per il futuro che includa tutti nel sogno americano, come è capitato a lei con la sua storia personale, invece di puntare su paura, rabbia e risentimento, per dividere l’America e così dominarla. In sostanza la vera democrazia, articolata in base ai problemi concreti dei cittadini che è chiamata a risolvere, e minacciata invece da arroganza, egoismo e sguardo rivolto al passato dell’avversario.

Kamala Harris si è presentata ieri sera al Paese che punta a guidare come presidente, per offrire un cambio generazionale che rappresenti anche un cambio di direzione per gli Usa: «Questo novembre - come aveva già anticipato lunedì - ci uniremo tutti per dichiarare con una sola voce, come un solo popolo, che intendiamo muoverci in avanti». L’opposto di Donald Trump, che invece guarda indietro alle sue recriminazioni,…

CHICAGO — La libertà. Quella vera, di decidere come vivere la propria esistenza, nel rispetto della legge ma senza intrusioni dello stato nelle scelte personali. E una visione per il futuro che includa tutti nel sogno americano, come è capitato a lei con la sua storia personale, invece di puntare su paura, rabbia e risentimento, per dividere l’America e così dominarla. In sostanza la vera democrazia, articolata in base ai problemi concreti dei cittadini che è chiamata a risolvere, e minacciata invece da arroganza, egoismo e sguardo rivolto al passato dell’avversario.

Kamala Harris si è presentata ieri sera al Paese che punta a guidare come presidente, per offrire un cambio generazionale che rappresenti anche un cambio di direzione per gli Usa: «Questo novembre - come aveva già anticipato lunedì - ci uniremo tutti per dichiarare con una sola voce, come un solo popolo, che intendiamo muoverci in avanti». L’opposto di Donald Trump, che invece guarda indietro alle sue recriminazioni, e alle nostalgie degli elettori impauriti dall’evoluzione di un Paese che ha sempre fatto dell’innovazione la propria forza. Biden aveva concentrato questo messaggio sul rischio rappresentato dal predecessore per il futuro della democrazia. Harris ha preferito puntare sulla difesa delle libertà, che riguarda comunque la democrazia, ma la inquadra nei bisogni concreti facilmente comprensibili dagli elettori.

Il discorso, lavorato per settimane e scritto dall’ex collaboratore di Obama Adam Frankel, ha avuto tre obiettivi principali. Primo, ricordare la sua storia personale di figlia di immigrati indiani e giamaicani, non solo perché racconta il suo successo come procuratrice, senatrice e vice presidente, ma anche perché incarna i valori che intende portare con sé alla Casa Bianca. Secondo, marcare la netta differenza tra la sua visione positiva e luminosa del futuro, e quella cupa e minacciosa di Trump. Naturalmente ricordando che il suo rivale ha giustificato l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2020, e poi è stato condannato penalmente per aver violato la legge, di cui in teoria come presidente doveva essere il massimo custode. Infine trasmettere un nuovo senso di patriottismo agli americani, basato sull’inclusione invece della divisione, con quel senso di riportare la gioia nella corsa alla Casa Bianca, come aveva già ripetuto il suo vice Tim Walz.

Poi certo, anche qualche dettaglio concreto, tipo il programma economico per alzare le tasse ai ricchi, in modo da finanziare programmi come quello per la casa a costi sostenibili. Oppure gli strumenti che intende adoperare per convincere le grandi aziende a non speculare sui prezzi, riducendo l’inflazione in una maniera che le famiglie avvertano nei loro portafogli. Anche la continuità in politica estera, soprattutto nel consolidamento delle alleanze che hanno consentito a Washington di tenere testa a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina. I delegati “uncommitted”, ossia quelli che si erano opposti a Biden perché contestavano la sua linea a Gaza, hanno protestato per non aver ricevuto l’opportunità di parlare alla Convention di Chicago, come invece il giorno prima avevano potuto fare i genitori dell’ostaggio Hersh Goldberg-Polin. Ma su ciò la Casa Bianca sta lavorando proprio in queste ore al cessate il fuoco, sostenuto con chiarezza in passato da Harris.

Durante tutta la Convention i democratici hanno fatto attenzione a non ascoltare le sirene della cultura “woke”, per mettersi al riparo dall’accusa di Trump di essere ormai un partito di estremisti di sinistra. Il discorso del vice Walz mercoledì sera, e ancora di più quello di Kamala ieri, sono serviti a confermare la visione progressista per il futuro dell’America, senza però scivolare nell’estremismo che poteva intimorire le poche migliaia di elettori rimasti indecisi nei sette stati chiave, da cui dipenderà il risultato.

Da quando è stata candidata al posto di Biden, Harris ha raccolto in un solo mese la cifra record di mezzo miliardo di dollari di finanziamenti elettorali. Secondo il sito FiveThirtyEight è anche passata in vantaggio a livello nazionale, con il 46,6% dei consensi contro il 43,8% di Trump. Ora si tratta di rafforzare questo scatto, consolidarlo, e non commettere errori che riaprano lo porta a Donald, disorientato da Kamala e dal suo messaggio.

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