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Kiev affonda la nave con le scorte di greggio destinate alla Crimea ma soffre nel Donbass

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Zelensky visita le truppe al confine con il Kursk: “Resteremo indipendenti”. Mosca accusa: “Gli ucraini hanno provato a colpire la centrale nucleare”
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SUMY — Un missile Neptune ucraino ha colato a picco una nave traghetto russa, la Conroe Trader, a bordo della quale viaggiavano 30 vagoni serbatoio colmi di greggio. Era nel porto di Kavkaz, nello stretto di Kerch che separa la Crimea dalla Russia, all’imbocco del mar d’Azov. Grandi esplosioni, vampe di fuoco e alte nuvole di fumo. Diciassette marinai se la sono cavata tuffandosi in mare, alcuni risultano ancora dispersi. L’ennesimo capitolo favorevole a Kiev della battaglia navale del mar Nero è un siluro alla logistica militare russa nel fronte Sud. La Conroe Trader era il mezzo utilizzato da Mosca per rifornire di greggio la Crimea, la sua vita civile e le truppe schierate nei territori occupati. Transitare sul ponte di Kerch è troppo rischioso, si pensava.

Sono giorni carichi di tensione. Di preoccupazione, ma anche eccitazione per la fine di una lunga fase di stallo sfavorevole a Kiev. Il fallimento della controffensiva ucraina della scorsa estate — dall’attacco a Sud fran…

SUMY — Un missile Neptune ucraino ha colato a picco una nave traghetto russa, la Conroe Trader, a bordo della quale viaggiavano 30 vagoni serbatoio colmi di greggio. Era nel porto di Kavkaz, nello stretto di Kerch che separa la Crimea dalla Russia, all’imbocco del mar d’Azov. Grandi esplosioni, vampe di fuoco e alte nuvole di fumo. Diciassette marinai se la sono cavata tuffandosi in mare, alcuni risultano ancora dispersi. L’ennesimo capitolo favorevole a Kiev della battaglia navale del mar Nero è un siluro alla logistica militare russa nel fronte Sud. La Conroe Trader era il mezzo utilizzato da Mosca per rifornire di greggio la Crimea, la sua vita civile e le truppe schierate nei territori occupati. Transitare sul ponte di Kerch è troppo rischioso, si pensava.

Sono giorni carichi di tensione. Di preoccupazione, ma anche eccitazione per la fine di una lunga fase di stallo sfavorevole a Kiev. Il fallimento della controffensiva ucraina della scorsa estate — dall’attacco a Sud frantumato sulla linea difensiva russa Surovikin al tentativo abortito di creare teste di ponte sulla sponda sinistra del Dnipro — aveva fiaccato il morale di molti ucraini. Ma quella che senti oggi è fiducia ritrovata, alimentata dall’operazione a sorpresa a Kursk, indiscutibile successo ucraino come la battaglia navale sul Mar Nero.

Ieri il presidente Volodymyr Zelensky è andato vicino al confine russo violato a incontrare le sue truppe e il comandante delle forze armate Oleksandr Syrskyi, festeggiando «un altro Paese caduto sotto controllo ucraino. Le nostre operazioni di difesa a Donetsk e Kharkiv, nell’Ucraina meridionale, la liberazione dalla flotta russa del Mar Nero, l’operazione a Kursk sono il nostro modo di porre fine alla guerra con un’Ucraina indipendente».

Intanto una bomba con le ali sganciata dai jet russi per restare al sicuro e colpire lontano, (le chiamano Kab, e sono altamente imprecise) ha ucciso due anziani che sopravvivevano a questa follia nel villaggio di Esman, regione di Sumy, a una quindicina di chilometri dal confine tra campi e galline razzolanti, case basse e vita di campagna. Avevano 67 e 74 anni. Scene di orrore ordinario, in guerra.

Nel Donbass l’avanzata russa punta su Toretsk e Pokrovsk, due bastioni strategici. Le forze ucraine hanno abbandonato villaggi indifendibili e concentrano le difese. Il confine è infinito e la coperta resta corta. Poi c’è la diplomazia: il premier indiano Narendra Modi oggi sarà a Kiev, dopo la visita in Polonia. È il leader più importante di un Paese Brics mai arrivato a Kiev, il più cauto nel mantenere rapporti equidistanti tra Oriente e Occidente perché con entrambi collabora ed entrambi teme. Dice di venire perché «le guerre non si vincono sul campo» ma servono «dialogo e la diplomazia per ripristinare pace e stabilità».

Di notte volano droni assassini: quelli russi ieri hanno colpito l’aeroporto militare a Marinovka, regione di Volgograd. Quelli russi hanno centrato «una fabbrica di fuochi d’artificio» — cioè un deposito di munizioni — a Bila Tserkva, a 80 chilometri da Kiev. Putin accusa l’Ucraina di avere «cercato di colpire la centrale nucleare» di Kursk mercoledì notte, e ha «informato» l’Aiea che ha promesso di «inviare specialisti per valutare la situazione». Il direttore generale Rafael Grossi si dice «molto preoccupato» e andrà sul posto la prossima settimana.

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