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La mamma di Kamala Harris e le altri madri dem: esempi virtuosi sul palco di Chicago

(agf)

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L’analisi. Kamala Harris, Michelle Obama e Hillary Clinton le hanno citate: piacciono al ceto medio e rassicurano sull’aborto
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CHICAGO — «Non lamentarti di ciò che non va. Fai qualcosa per risolverlo»: Shyamala Gopalan non potrebbe essere più fiera. L’affettuoso rimprovero rivolto tante volte alle figlie Kamala e Maya quando erano piccole, oggi è lo slogan di un intero partito. Si più: «Do something», fai qualcosa, appunto, è un grido di battaglia. Invito (e pretesa) a partecipare al cambiamento, assumendosi responsabilità. Efficace messaggio politico da contrapporre al vittimismo di Donald Trump e alla nostalgia per un’America del passato, forse mai esistita.

Mamma Shyamala, la biologa indiana arrivata in America a 19 anni, da sola col suo sogno americano «di trovare la cura per il tumore al seno», come l’ha ricordata (è morta nel 2009) la stessa Kamala, è stata l’eroina dell’intera convention. Evocata dalla figlia nel discorso d’accettazione della candidatura: «Rifiutò di tornare in India per un matrimonio combinato. Noi siamo il frutto della sua scelta di autodeterminazione».

Anche Hillary Clinton ha …

CHICAGO — «Non lamentarti di ciò che non va. Fai qualcosa per risolverlo»: Shyamala Gopalan non potrebbe essere più fiera. L’affettuoso rimprovero rivolto tante volte alle figlie Kamala e Maya quando erano piccole, oggi è lo slogan di un intero partito. Si più: «Do something», fai qualcosa, appunto, è un grido di battaglia. Invito (e pretesa) a partecipare al cambiamento, assumendosi responsabilità. Efficace messaggio politico da contrapporre al vittimismo di Donald Trump e alla nostalgia per un’America del passato, forse mai esistita.

Mamma Shyamala, la biologa indiana arrivata in America a 19 anni, da sola col suo sogno americano «di trovare la cura per il tumore al seno», come l’ha ricordata (è morta nel 2009) la stessa Kamala, è stata l’eroina dell’intera convention. Evocata dalla figlia nel discorso d’accettazione della candidatura: «Rifiutò di tornare in India per un matrimonio combinato. Noi siamo il frutto della sua scelta di autodeterminazione».

Anche Hillary Clinton ha voluto ricordarla, immaginandola al fianco della sua, di mamma: quella Dorothy Howell nata «prima ancora che le donne potessero votare» in una famiglia povera e disfunzionale, eppure tanto la incoraggiò a fare politica: «Se ci vedessero oggi direbbero “Continuate così”».

Il giorno dopo è stata Michelle Obama a onorare Mrs.Gopalan e sua mamma, Marion Robinson, scomparsa di recente. Cresciuta nel South Side di Chicago, una vita di lavoro come segretaria, «m’impose standard morali altissimi insegnandomi il potere della mia voce» ha raccontato l’ex First Lady. Dicendosi poi «grata per il lavoro sotterraneo e nascosto di intere generazioni di donne capaci di forgiare il tessuto della nazione».

Ecco perché a fianco delle parole “gioia” e “libertà”, i dem hanno messo pure “mamma”: le lezioni morali di quelle donne provenienti da background etnici e sociali diversi, hanno permesso alle loro figlie di diventare leader. Un messaggio essenziale per il partito che mira a conquistare il ceto medio, ben sapendo che proprio l’elettorato femminile determinerà il prossimo presidente. In un’elezione che si gioca anche sul corpo delle donne – la sentenza della Corte Suprema a maggioranza conservatrice del 2022 ha reso l’aborto illegale in 14 stati mentre altri 6 impongono forti limiti limitato in altri 6 – è cruciale far capire che battersi per la libertà di scelta non è un atto contro la famiglia.

Come invece i repubblicani vorrebbero far credere, battendo sull’anomalia di quella di Harris, descritta da JD Vance come “gattara senza figli” (scatenando contro di lui le ire della potente “lobby” delle amanti dei gatti). Kamala non ha figli suoi, ok. Ma ha contribuito a crescere - insieme alla loro mamma biologica- quelli del marito Doug Emhoff. Ed è convinta che sia l’amore, insieme alla morale, a far crescere le persone. Lo ha detto chiaro ricordando gli amici e le amiche di Shyamala, madre single, che l’aiutarono a crescere le sue figlie: «Con nessuno di loro avevo legami di sangue. Con tutti ho un legame d’amore».

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