NEW YORK — In casa dem, la musica è cambiata. E non è un riferimento al mutato clima elettorale. La Convention Democratica appena conclusasi a Chicago ha stravolto la playlist dei suoi sostenitori, mirando ad ampliare la base anche attraverso le scelte musicali. Non più solo dance, soul, rhythm and blues, rap e un po’ di rock (in versione Springsteen): i dem si aprono al country. Non a caso la ke…