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Nuovo caso di antisemitismo a Davos: giovane ebreo picchiato da due sconosciuti

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A febbraio divenne un caso il cartello di un ristorante che non noleggiava slitte agli ebrei. Ora un 19enne è stato aggredito da due persone che, secondo la sua testimonianza, avrebbero gridato “Free Palestine”
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LUGANO – Di questi tempi Davos, la località grigionese nota per ospitare a gennaio il Wolrd Economic Forum, è meta di migliaia di turisti ebrei ortodossi, che da decenni soggiornano in questa regione della Svizzera, oltre che a Sankt Moritz, a Lenzerheide e ad Arosa. A Davos, tuttavia, per la seconda volta in un anno, un cittadino di religione ebraica, è rimasto vittima di una violenza antisemita.

È successo nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, quando un ebreo 19enne è stato pestato, apparentemente per ragioni politiche, da due sconosciuti. Nel febbraio scorso fece scalpore una scritta in ebraico, comparsa al di fuori di un ristorante, il Bergrestaurant Pischa, situato sulle piste da sci, con il quale si annunciava che non venivano noleggiate slitte agli ebrei. Il titolare del ristorante si giustificò dichiarando che “se certi gruppi di turisti non vogliono rispettare le regole minime di decenza del Paese ospitante, è un problema loro”. In sostanza rimproverava agli ebrei scarso …

LUGANO – Di questi tempi Davos, la località grigionese nota per ospitare a gennaio il Wolrd Economic Forum, è meta di migliaia di turisti ebrei ortodossi, che da decenni soggiornano in questa regione della Svizzera, oltre che a Sankt Moritz, a Lenzerheide e ad Arosa. A Davos, tuttavia, per la seconda volta in un anno, un cittadino di religione ebraica, è rimasto vittima di una violenza antisemita.

È successo nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, quando un ebreo 19enne è stato pestato, apparentemente per ragioni politiche, da due sconosciuti. Nel febbraio scorso fece scalpore una scritta in ebraico, comparsa al di fuori di un ristorante, il Bergrestaurant Pischa, situato sulle piste da sci, con il quale si annunciava che non venivano noleggiate slitte agli ebrei. Il titolare del ristorante si giustificò dichiarando che “se certi gruppi di turisti non vogliono rispettare le regole minime di decenza del Paese ospitante, è un problema loro”. In sostanza rimproverava agli ebrei scarso rispetto per il materiale noleggiato. La giustizia del Canton Grigioni non gli ha, però, creduto, condannandolo a una multa per discriminazione razziale.

Un caso che era un spia di un malessere latente, tra gli ospiti ebrei e la popolazione di Davos. Per prevenirlo è stata creata una task force, incaricata di elaborare 10 misure per garantire il rispetto reciproco. In particolare si è deciso che “saranno organizzati eventi per spiegare alla popolazione locale i limiti dell’antisemitismo”.

La scorsa settimana, tuttavia, è stato superato un limite che non era mai stato toccato. Almeno a Davos. Si è arrivati alla violenza fisica ai danni di un 19enne che indossava gli abiti tipici degli ebrei ortodossi. Il giovane è stato colpito da pugni e sputi da due sconosciuti. La vittima ha dichiarato che i suoi aggressori hanno gridato, a più riprese “Free Palestine”.

Jonathan Kreutner, segretario generale della Federazione svizzera delle comunità ebraiche ha dichiarato che “non ne sono sicuro al 100% ma, stando a quanto detto dalla vittima, credo che il motivo dell’aggressione vada cercato nella situazione in Medio Oriente, che si è creata dopo il 7 ottobre”. Insomma, se già c’era tensione tra i residenti di Davos e gli ebrei, il pogrom di Hamas e la guerra scatenata a Gaza da Israele, hanno contribuito a peggiorare la situazione.

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