Pryluky — «Da pelle d’oca», racconta chi c’era. Canta la donna con la mano sul cuore, l’anziano col cappello e la camicia ricamata. I ragazzi si aiutano col cellulare per ricordare le parole, Come non amarti, mia Kiev. Intonano l’inno della Capitale ucraina nel ventre della stazione della metropolitana Teatralna, al sicuro nella città di nuovo ferita da uno degli attacchi più violenti di questa g…