Biden e Kamala Harris irritati con Netanyahu: ultimatum sui negoziati. Il premier israeliano si dice “sconcertato”
di Massimo BasileNEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è irritato con Benjamin Netanyahu. L’assenza di riferimenti al premier israeliano nel messaggio di cordoglio, diffuso nella notte tra sabato e domenica, dopo la morte dell’ostaggio americano Hersh e degli altri cinque, uccisi da Hamas, è stato il segnale che i rapporti tra i due leader erano ai minimi termini. Nelle ore successive è arrivata la conferma nei toni. Alla domanda dei giornalisti che gli chiedevano se Netanyahu avesse fatto abbastanza per raggiungere un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi, Biden ha risposto con un secco “no”.
Le reazioni di Netanyahu e Hamas
Israele non ha gradito. L’ufficio di Netanyahu ha definito “sconcertanti” le dichiarazioni, ricordando che la Casa Bianca “fa pressione” sul premier israeliano che ha “accettato la proposta Usa già il 31 maggio, e la proposta ponte il 16 agosto, e non sul leader di Hamas Sinwar che continua a rifiutare con veemenza qualsiasi intesa”. Hamas ha, invece, …
NEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è irritato con Benjamin Netanyahu. L’assenza di riferimenti al premier israeliano nel messaggio di cordoglio, diffuso nella notte tra sabato e domenica, dopo la morte dell’ostaggio americano Hersh e degli altri cinque, uccisi da Hamas, è stato il segnale che i rapporti tra i due leader erano ai minimi termini. Nelle ore successive è arrivata la conferma nei toni. Alla domanda dei giornalisti che gli chiedevano se Netanyahu avesse fatto abbastanza per raggiungere un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi, Biden ha risposto con un secco “no”.
Le reazioni di Netanyahu e Hamas
Israele non ha gradito. L’ufficio di Netanyahu ha definito “sconcertanti” le dichiarazioni, ricordando che la Casa Bianca “fa pressione” sul premier israeliano che ha “accettato la proposta Usa già il 31 maggio, e la proposta ponte il 16 agosto, e non sul leader di Hamas Sinwar che continua a rifiutare con veemenza qualsiasi intesa”. Hamas ha, invece, accolto positivamente il messaggio: “È il riconoscimento degli Stati Uniti - ha dichiarato un rappresentante - che Netanyahu ha messo a rischio gli sforzi per raggiungere il cessate il fuoco”.
La posizione di Kamala Harris
Poche ore prima Biden aveva convocato una riunione nella Situation Room, la sala delle emergenze della Casa Bianca, a cui ha partecipato la vice e candidata presidenziale Kamala Harris. C’erano, tra gli altri, il direttore della Cia William Burns, il segretario di Stato Antony Blinken e l’inviato per il Medio Oriente Brett McGurk. La freddezza verso Netanyahu è condivisa da Biden e Harris, attesi nel pomeriggio da un evento elettorale insieme, in Pennsylvania. Anche la vicepresidente guarda con insofferenza i tentativi del premier israeliano di portare avanti il suo piano militare di sradicamento totale di Hamas. I consiglieri militari di Biden hanno provato a spiegare che è un’operazione impossibile e molto rischiosa per gli ostaggi e per i civili palestinesi.
L’ultimatum a Netanyahu
L’abbandono dei toni diplomatici e l’uso di messaggi duri verso Netanyahu - anche Harris, domenica, non ha mai menzionato il premier israeliano nel suo messaggio di cordoglio sul destino dei sei ostaggi - arrivano dopo la rivelazione del Washington Post, secondo cui gli Stati Uniti hanno posto, per la prima volta, l’ultimatum sui negoziati: o Israele e Hamas trovano un accordo concreto nelle prossime settimane, oppure la Casa Bianca lascerà la guida delle trattative condotte assieme a Egitto e Qatar. Gli staff di Biden e Harris non hanno smentito questa rivelazione, arrivata dall’interno dell’amministrazione per lanciare un altro segnale indiretto a Israele.
Siamo al drammatico “prendere o lasciare”, ma potrebbe essere anche uno stratagemma per mettere più pressione sul premier israeliano, già sotto attacco in casa con le manifestazioni di protesta degli israeliani. I continui viaggi in Israele di Burns e Blinken non hanno prodotto risultati positivi. “Non puoi continuare a negoziare in questo modo - ha detto al Washington Post un rappresentante della Casa Bianca - questo processo deve arrivare a mettere un punto”. Stati Uniti, Egitto e Qatar stavano lavorando a una proposta finale prima che i sei ostaggi venissero trovati morti, uccisi da Hamas. “Questo farà deragliare l’accordo? - ha aggiunto la fonte - no, semmai dovrebbe aggiungere urgenza in questa fase conclusiva, in cui siamo già”.