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Continua la battaglia di Macron per fermare Le Pen: salta l’ipotesi Cazeneuve, avanza Beaudet

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Nella difficile formazione del nuovo governo francese, spunta l’ipotesi di un primo ministro tecnico. E i media francesi coniano un neologismo per fotografare i desideri del presidente: la “coalitazione”, un compromesso tra una coalizione e coabitazione
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PARIGI — Quasi due mesi dopo aver impedito l’ascesa al potere dell’estrema destra, la Francia è ancora in cerca di un nuovo governo. Se il “fronte repubblicano” — gli accordi di desistenza tra partiti — ha impedito al Rassemblement National di ottenere una maggioranza alle elezioni legislative del 30 giugno e 7 luglio, il paesaggio politico è bloccato. Il totopremier continua frenetico e ieri sono improvvisamente scese le quotazioni per la nomina del socialista Bernard Cazeneuve. L’ex premier, già alla guida del governo sotto la presidenza di François Hollande, ha incontrato ieri Emmanuel Macron, ponendo le sue condizioni per accettare. Secondo quanto riferiscono nel suo entourage, Cazeneuve vuole poter mettere in atto un programma di discontinuità, in particolare sulla controversa riforma delle pensioni. Un segnale che spaventa Macron e i suoi fedelissimi.

In una giornata che sembrava dover dare l’attesa fumata bianca si sono così moltiplicate le consultazioni. Il capo dello Stato ha…

PARIGI — Quasi due mesi dopo aver impedito l’ascesa al potere dell’estrema destra, la Francia è ancora in cerca di un nuovo governo. Se il “fronte repubblicano” — gli accordi di desistenza tra partiti — ha impedito al Rassemblement National di ottenere una maggioranza alle elezioni legislative del 30 giugno e 7 luglio, il paesaggio politico è bloccato. Il totopremier continua frenetico e ieri sono improvvisamente scese le quotazioni per la nomina del socialista Bernard Cazeneuve. L’ex premier, già alla guida del governo sotto la presidenza di François Hollande, ha incontrato ieri Emmanuel Macron, ponendo le sue condizioni per accettare. Secondo quanto riferiscono nel suo entourage, Cazeneuve vuole poter mettere in atto un programma di discontinuità, in particolare sulla controversa riforma delle pensioni. Un segnale che spaventa Macron e i suoi fedelissimi.

In una giornata che sembrava dover dare l’attesa fumata bianca si sono così moltiplicate le consultazioni. Il capo dello Stato ha ricevuto due ex presidenti, François Hollande e Nicolas Sarkozy, e anche Xavier Bertrand, altro nome di cui si era parlato quando sembrava possibile un accordo tra macronisti e destra. Una coalizione su cui Sarkozy continua ad insistere ma che si scontra con il rifiuto del leader del gruppo in parlamento guidato da Laurent Wauquiez che pensa già alle prossime presidenziali del 2027 e non vuole fare da stampella a Macron.

In questo campo di battaglia, il capo dello Stato ripete di voler fare un passo indietro per dare più forza al gioco parlamentare ma al tempo stesso non sembra del tutto pronto a un governo che sfugge al suo controllo. I media francesi hanno coniato un neologismo per fotografare quello che vuole Macron: la “coalitazione”, un compromesso tra una coalizione e coabitazione. Mentre Cazeneuve scendeva, saliva ieri l’ipotesi di un primo ministro tecnico: il presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale (Cese), Thierry Beaudet. Docente universitario, 62 anni, espressione della società civile, Beaudet sarebbe a sua volta un ripiego dopo che Macron ha tentato di coinvolgere per il governo l’ex leader del sindacato Cfdt, Laurent Berger, che ha rifiutato. Beaudet aveva criticato la decisione improvvisa di Macron di indire elezioni anticipate e si è espresso favore dell’eutanasia o contro la legge sull’immigrazione. Le consultazioni intanto continuano. Ed è anche possibile che il nome di Beaudet sia un nuovo ballon d’essai dell’Eliseo.

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