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L’Idf elimina il capo di Hamas che il 7 ottobre bevve una Coca-Cola dopo aver ucciso un padre davanti ai figli

(ansa)

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Il comandante delle Brigate Nukhba è stato ucciso in un’operazione mirata delle forze israeliane e dello Shin Bet, è stato personalmente responsabile dell’assassinio di 17 residenti di un villaggio israeliano al confine con la Striscia
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GERUSALEMME — È stato uno dei crimini più efferati documentati dalle telecamere il 7 ottobre, un terrorista che uccide il padre davanti agli occhi dei figli piccoli e poi si gusta una Coca-Cola presa dal frigorifero delle sue vittime. Ieri l’uomo, Ahmed Fawzi Nasser Muhammad Wadiyya, un comandante delle Brigate Nukhba, le forze speciali di Hamas, è stato eliminato in un’operazione mirata dell’esercito israeliano e dello Shin Bet, con l’aviazione che ha colpito un compound dell’organizzazione nei pressi dell’ospedale Al Ahli a Gaza City.

Wadiyya guidava il battaglione Daraj Tuffah. Il 7 ottobre è stato uno dei terroristi che si è paracadutato nel territorio israeliano e ha diretto l’assalto alla comunità di Netiv HaaSara, mille anime a poche decine di metri dal confine con Gaza, che ha registrato oltre venti morti. Insieme ad alcuni uomini il terrorista è entrato nella casa della famiglia Taasa. Le telecamere hanno ripreso come i miliziani abbiano lanciato una granata nella stanza…

GERUSALEMME — È stato uno dei crimini più efferati documentati dalle telecamere il 7 ottobre, un terrorista che uccide il padre davanti agli occhi dei figli piccoli e poi si gusta una Coca-Cola presa dal frigorifero delle sue vittime. Ieri l’uomo, Ahmed Fawzi Nasser Muhammad Wadiyya, un comandante delle Brigate Nukhba, le forze speciali di Hamas, è stato eliminato in un’operazione mirata dell’esercito israeliano e dello Shin Bet, con l’aviazione che ha colpito un compound dell’organizzazione nei pressi dell’ospedale Al Ahli a Gaza City.

Wadiyya guidava il battaglione Daraj Tuffah. Il 7 ottobre è stato uno dei terroristi che si è paracadutato nel territorio israeliano e ha diretto l’assalto alla comunità di Netiv HaaSara, mille anime a poche decine di metri dal confine con Gaza, che ha registrato oltre venti morti. Insieme ad alcuni uomini il terrorista è entrato nella casa della famiglia Taasa. Le telecamere hanno ripreso come i miliziani abbiano lanciato una granata nella stanza bunker dove si era rifugiata la famiglia. Una sequenza che le autorità israeliane hanno inserito nel filmato mostrato a leader e giornalisti locali e internazionali negli scorsi mesi per raccontare le atrocità della giornata (un video non diffuso al pubblico proprio in ragione dell’efferatezza delle immagini). Ciò che accadde nella stanza, lo hanno raccontato i due bambini Koren e Shay, dodici e otto anni, che si trovavano con il papà Gil.

«Di sicuro nostro padre aveva paura, ma ha deciso di salvarci ed è saltato sulla granata. C’è stata un’esplosione, ho visto del fumo e all’improvviso eravamo coperti di sangue», ha raccontato Koren all’emittente israeliana Kan nelle settimane successive al massacro.

In una sequenza successiva del filmato, si vedono i bambini sporchi di sangue e piangenti invocare la madre, con il piccolo che dice di non vederci da un occhio e grida «Perché sono vivo?», mentre Wadyya prende la bibita dal frigorifero. Koren ha poi rivelato di aver provato ad aprire Google Translate per dire al terrorista che volevano andare dalla madre, ma quello ha aperto Facebook e cominciato a filmare il padre, prima di schiaffeggiarlo sul collo. In seguito, i terroristi hanno abbandonato l’abitazione e i bambini sono riusciti a scappare e raggiungere la madre Sabine alcune case più in là.

Per la famiglia Taasa questa non è stata l’unica tragedia che li ha colpiti il 7 ottobre. Anche Or, il primogenito diciassettenne, è stato massacrato dagli uomini di Hamas, che l’hanno sorpreso sulla spiaggia di Zikim dove era andato a pescare presto al mattino con alcuni amici.

Nell’operazione israeliana sono stati eliminati altri sette terroristi del battaglione, incluso il responsabile delle attività anti-carro e dei tiratori scelti, che si era anche procurato l’esplosivo per far saltare la rete di confine tra Israele e Gaza nella loro zona. Secondo quanto dichiarato da Itay Levy, rappresentante di Netiv HaaSara nell’agenzia del governo per la ricostruzione del Sud, Wadyya è stato personalmente responsabile dell’assassinio di 17 residenti del villaggio.

«I miei figli sono felici e questa è la cosa più importante», il commento di Sabine Taasa al Canale 12. «Mio figlio Koren mi ha detto che vuole vedere una foto del terrorista morto. Per me il cerchio si sarà veramente chiuso soltanto dopo aver saputo che tutti i membri di Hamas sono stati eliminati, incluso Sinwar».

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