Francia, ancora stallo per il governo. E già si pensa alle presidenziali: l’ex premier Édouard Philippe si candida all’Eliseo
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Cinquanta giorni dopo le elezioni politiche, sono ore decisive per la ricerca di un premier che sostituisca l'attuale capo del governo Gabriel Attal. Ma intanto c'è già chi guarda oltre. Édouard Philippe annuncia infatti di essere candidato alla presidenziale fissata nel 2027. Proprio la scelta di uscire allo scoperto in questa fase lascia però pensare che Philippe sia convinto che lo stallo politico rischia a medio termine di provocare una presidenziale anticipata, prima dei tre anni previsti dal calendario istituzionale. «Mi sto preparando a fare alcune proposte al popolo francese», dice l'ex premier, 53 anni, in una lunga intervista a Le Point.
Le ambizioni presidenziali di Philippe non erano un mistero, ma il suo annuncio rappresentano un piccolo terremoto nella già fragile coalizione con cui ha governato Macron negli ultimi sette anni. L'ex premier e sindaco di Le Havre, un tempo de…
PARIGI – Cinquanta giorni dopo le elezioni politiche, sono ore decisive per la ricerca di un premier che sostituisca l'attuale capo del governo Gabriel Attal. Ma intanto c'è già chi guarda oltre. Édouard Philippe annuncia infatti di essere candidato alla presidenziale fissata nel 2027. Proprio la scelta di uscire allo scoperto in questa fase lascia però pensare che Philippe sia convinto che lo stallo politico rischia a medio termine di provocare una presidenziale anticipata, prima dei tre anni previsti dal calendario istituzionale. «Mi sto preparando a fare alcune proposte al popolo francese», dice l'ex premier, 53 anni, in una lunga intervista a Le Point.
Le ambizioni presidenziali di Philippe non erano un mistero, ma il suo annuncio rappresentano un piccolo terremoto nella già fragile coalizione con cui ha governato Macron negli ultimi sette anni. L'ex premier e sindaco di Le Havre, un tempo dentro alla destra dei Républicains, ha creato un suo movimento, Horizons, che attualmente fa parte del blocco centrale con il partito macronista Renaissance e il Modem di François Bayrou. Il fatto che Philippe scenda in campo, aprendo l'orizzonte del dopo-Macron, è un pessimo segnale per l'Eliseo. “Mostrare individualismo quando l'urgenza è trovare la stabilità, non sembra davvero appropriato”, critica François Patriat, presidente del gruppo macronista al Senato. Macron ha più volte smentito di volersi dimettere, assicurando di voler arrivare fino alla fine del suo mandato. Ma il capo dello Stato non potrà ripresentarsi nel 2027 per limiti costituzionali, mentre non ha mai aperto un dibattito su un suo eventuale successore politico.
La sfida per la futura presidenziale sta già condizionando le mosse di molti leader, a cominciare da Laurent Wauquiez che punta a candidarsi nella speranza di guidare un blocco di destra, finora schiacciato tra Macron e Marine Le Pen. La leader del Rassemblement National, battuta al secondo turno delle legislative di luglio dal «fronte repubblicano» contro di lei, aveva definito la sconfitta una «vittoria solo rimandata». Le Pen continua a puntare sull'Eliseo. Così come Jean-Luc Mélenchon, che infatti ha spinto perché la France Insoumise presenti all’Assemblée Nationale una mozione di destituzione di Macron. Le chance che il capo dello Stato venga destituito su proposta della sinistra più radicale sono al momento scarse.
Il capo dello Stato prosegue le consultazioni da settimane, invano. L'obiettivo è trovare un premier che non sia immediatamente sfiduciato dalle opposizioni. È così che l'ultima ipotesi, quella di Xavier Bertrand, governatore della destra nel Nord, è al momento in discesa dopo che Le Pen ha spiegato che avrebbe votato contro di lui. La leader del Rassemblement National – che ha avuto un colloquio telefonico con il presidente – ha spiegato di essere disposta ad accettare solo un “premier tecnico” che metta al centro del programma di governo le sue priorità: immigrazione, sicurezza, potere d'acquisto. Il totopremier continua in un’altalena di nomi con l’entourage del Presidente che promette di dare un incarico “nelle prossime ore”.