Putin premia il capo della boxe del caso Angela Carini: è il nuovo padrone del più grande concessionario di auto
di Riccardo RicciMOSCA - Il più grande concessionario di automobili russo, Rolf, è stato acquisito da Umar Kremlev, il presidente della International Boxing Association. Durante le Olimpiadi di Parigi l’imprenditore russo era finito al centro delle polemiche per aver offerto un premio alla pugile italiana Angela Carini, che aveva rinunciato a proseguire l’incontro con l’algerina Imane Khelif, accusata senza prove di non essere una donna, dopo meno di un minuto. Kremlev cavalcò così la polemica dei sovranisti occidentali sulle Olimpiadi “degenerate” – a partire dalla cerimonia di apertura – rilanciando la narrazione della Russia come difensore dei valori tradizionali: “I Giochi di Parigi rappresentano una sodomia – disse – Sono la distruzione dei valori tradizionali in tutto il mondo”.
Ora il nome di Kremlev compare nella compravendita degli attivi della rete di concessionari che da sei mesi era stata messa da Putin sotto amministrazione s…!-->!-->
MOSCA - Il più grande concessionario di automobili russo, Rolf, è stato acquisito da Umar Kremlev, il presidente della International Boxing Association. Durante le Olimpiadi di Parigi l’imprenditore russo era finito al centro delle polemiche per aver offerto un premio alla pugile italiana Angela Carini, che aveva rinunciato a proseguire l’incontro con l’algerina Imane Khelif, accusata senza prove di non essere una donna, dopo meno di un minuto. Kremlev cavalcò così la polemica dei sovranisti occidentali sulle Olimpiadi “degenerate” – a partire dalla cerimonia di apertura – rilanciando la narrazione della Russia come difensore dei valori tradizionali: “I Giochi di Parigi rappresentano una sodomia – disse – Sono la distruzione dei valori tradizionali in tutto il mondo”.
Ora il nome di Kremlev compare nella compravendita degli attivi della rete di concessionari che da sei mesi era stata messa da Putin sotto amministrazione statale.
La società ha annunciato di avere un nuovo investitore strategico che “permetterà all'azienda di mantenere la sua cultura aziendale unica e di ampliare la gamma delle attività”. Il nuovo proprietario, si legge nel comunicato, stando alle dichiarazioni dell’ufficio stampa sembra intenzionato a espandere l’operatività “a livello federale”. Kremlev è già proprietario di tre delle più grandi società di scommesse del Paese e può vantare conoscenze tra i vertici delle principali società statali e nell’amministrazione presidenziale. Il pugile-imprenditore ha promesso che proverà a portare l’azienda “in tutte le regioni della Russia” e “nei Paesi vicini”, magari sviluppando una linea propria di pezzi di ricambio.
Attualmente la rete di concessionari dispone di 51 saloni e tre centri per la rivendita di auto usate a Mosca e San Pietroburgo. In catalogo può vantare 32 marchi, tra cui marchi storici come Audi e Bmw oltre alle nuove proposte dei produttori asiatici Chery, Haval, Baic. Secondo la rivista AutoBusiness Review, nel 2023, Rolf ha venduto quasi 30mila auto nuove e oltre centomila auto usate, per un fatturato di circa 3,4 miliardi di euro. Dallo scorso inverno le quote societarie sono state in possesso dell’Agenzia per la gestione della proprietà statale.
La nazionalizzazione di Rolf si è trascinata per cinque anni prima dell’intervento decisivo del presidente russo. Il processo è iniziato nel lontano 2019, quando è stato aperto un procedimento penale contro il proprietario dell'azienda, Sergej Petrov, che l’aveva fondata nel 1991.
Petrov, nel 2019 è stato accusato di aver trasferito illegalmente all’estero quasi 4 miliardi di rubli di fondi ottenuti da attività commerciali. Secondo gli inquirenti nel 2014 avrebbe messo in atto una compravendita a prezzi gonfiati di titoli della “Rolf Estate”, allo scopo di trasferire denaro nei conti della cipriota Panabel Limited.
Secondo Petrov, invece, le azioni legali erano una vendetta per l'attività politica svolta in parlamento dal 2007 al 2016. Il deputato era stato eletto con il partito “Russia giusta”, un tempo considerato d’opposizione moderata. Ad ogni modo, il procedimento penale per sottrazione di capitali fu preceduto da una campagna diffamatoria sui social network che accostava Petrov all’attivista Aleksej Navalny.
Nel febbraio 2022, il tribunale della città di Khimki, vicino a Mosca, su richiesta della Procura ha disposto il recupero di quasi 20 miliardi di rubli da Rolf. Secondo gli inquirenti Petrov avrebbe continuato di fatto a svolgere attività imprenditoriale incompatibile con lo status di parlamentare anche nel periodo in cui era deputato alla Duma. Secondo l'accusa, il trasferimento di gestione di Rolf al figlio avvenuto nel 2007 sarebbe stato solo fittizio. Nel dicembre 2023, con decreto presidenziale, Vladimir Putin ha definitivamente trasferito il controllo dell’azienda all'Agenzia federale per la gestione della proprietà statale. A febbraio 2024, con decisione di un tribunale di San Pietroburgo la proprietà degli asset di Rolf, non più solo la gestione, è passata allo Stato. Un mese dopo, il direttore generale nominato all’indomani del decreto di dicembre è stato sostituito un da un socio in affari di Kremlev, Roman Antonov, lasciando intravedere il destino dell’azienda.