Dopo aver vietato di mostrare il volto, ora i talebani vogliono toglier loro anche la voce. L’accanimento del governo di Kabul contro le donne continua e passo dopo passo sta rendendo sempre più difficile la loro esistenza privata e pubblica.
Togliere la voce alle donne
A fine agosto i talebani hanno pubblicato nuove restrizioni. Trentacinque articoli mirati a combattere “il vizio e promuovere la virtù”. Tra questi c’è quello che di fatto toglie la voce alle donne, vietando loro di parlare in pubblico o cantare poiché potenzialmente corruttrici dell’integrità e veicolo di tentazione.
Il divieto è stato subito aspramente criticato dentro e fuori al Paese. Organizzazioni non governative e governi si sono schierati contro questa norma draconiana e disumana. Ma ad alzare la voce sono state proprio le stesse donne che sui social hanno condiviso video di sé, a volte a volto scoperto, intente a cantare o recitare poesie. Un’alzata di scudi piena di coraggio per rivendicare il proprio d…
Dopo aver vietato di mostrare il volto, ora i talebani vogliono toglier loro anche la voce. L’accanimento del governo di Kabul contro le donne continua e passo dopo passo sta rendendo sempre più difficile la loro esistenza privata e pubblica.
Togliere la voce alle donne
A fine agosto i talebani hanno pubblicato nuove restrizioni. Trentacinque articoli mirati a combattere “il vizio e promuovere la virtù”. Tra questi c’è quello che di fatto toglie la voce alle donne, vietando loro di parlare in pubblico o cantare poiché potenzialmente corruttrici dell’integrità e veicolo di tentazione.
Il divieto è stato subito aspramente criticato dentro e fuori al Paese. Organizzazioni non governative e governi si sono schierati contro questa norma draconiana e disumana. Ma ad alzare la voce sono state proprio le stesse donne che sui social hanno condiviso video di sé, a volte a volto scoperto, intente a cantare o recitare poesie. Un’alzata di scudi piena di coraggio per rivendicare il proprio diritto ad esistere e sottolinato dall’hashtag #letusexist (lasciateci esistere) lanciato dall’atleta olimpica Marzieh Hamidi che a Parigi ha partecipato nella squadra dei rifugiati nella disciplina del Taekwondo.
Come colonna sonora della protesta, negli ultimi giorni le donne afghane stanno condividendo “Bella Ciao” nella versione diventata virale nel 2022 durante le proteste delle iraniane contro l’uccisione di Mahsa Amini ad opera della polizia morale di Teheran seguita all’arresto della giovane per aver indossato in modo sbagliato l’Hijab.