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Ucraina, il rimpasto sotto i missili: Zelensky cambia i ministri e sente le pressioni occidentali

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Via i titolari di Esteri, Industria strategica, Giustizia. Sempre più forte il “Cardinale grigio” Yermak. Bombardamenti a tappeto. Strage a Leopoli: 7 persone uccise, 4 di una sola famiglia
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DNIPRO – Con il Donbass in estrema difficoltà e il ritorno dei bombardamenti russi a tappeto in tutta l’Ucraina, c’è un altro terremoto che sta travolgendo Kiev: il mega rimpasto di governo in corso. Un’ondata di “dimissioni” ai vertici della politica e dell’amministrazione culminata con la conferma che se ne va persino il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba. È un modo “gentile” di definire rimozioni e riposizionamenti decisi dall’alto: ha già coinvolto sei ministri e figure chiave del governo, e proseguirà nei prossimi giorni.

Dmytro Kuleba 

Il rimpasto

Il 4 settembre la fazione presidenziale dei “Servi del Popolo” ha comunicato gli spostamenti: a guidare gli Esteri sarà Andrii Sybiga, attuale vice di Kuleba. Il ministero delle regioni va a Oleksiy Kuleba, che viene dall’Ufficio presidenziale. Alla Giustizia va Olga Stefanishyn, ex viceministro all’integrazione Ue; ai Veterani Natalia Kal…

DNIPRO – Con il Donbass in estrema difficoltà e il ritorno dei bombardamenti russi a tappeto in tutta l’Ucraina, c’è un altro terremoto che sta travolgendo Kiev: il mega rimpasto di governo in corso. Un’ondata di “dimissioni” ai vertici della politica e dell’amministrazione culminata con la conferma che se ne va persino il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba. È un modo “gentile” di definire rimozioni e riposizionamenti decisi dall’alto: ha già coinvolto sei ministri e figure chiave del governo, e proseguirà nei prossimi giorni.

Dmytro Kuleba 

Il rimpasto

Il 4 settembre la fazione presidenziale dei “Servi del Popolo” ha comunicato gli spostamenti: a guidare gli Esteri sarà Andrii Sybiga, attuale vice di Kuleba. Il ministero delle regioni va a Oleksiy Kuleba, che viene dall’Ufficio presidenziale. Alla Giustizia va Olga Stefanishyn, ex viceministro all’integrazione Ue; ai Veterani Natalia Kalmykova, già vice della Difesa. All’Industria strategica Herman Smetanin prende il posto di Oleksandr Kamyshin, il quale entrerà nell’Ufficio presidenziale con lo stesso incarico. Ed entra nell’Ufficio presidenziale anche Iryna Vereshchuk, attuale vice premier con delega ai territori occupati. L’elenco prosegue, ma pare più un minuetto che una rivoluzione.

Il governo insiste siano cambiamenti pianificati da tempo. Il presidente Zelensky presenta le dimissioni come «un rinnovamento necessario per affrontare meglio le sfide», ma fonti vicine al governo e analisti politici suggeriscono una realtà più complessa.

I motivi dietro al cambiamento

Le dimissioni sembrano essere state in parte “suggerite” dall’Occidente, e sono un tentativo di mostrare ai partner occidentali che l’Ucraina prende sul serio le richieste di trasparenza e riforme in vista di una stagione complessa e del possibile avvio di un negoziato. I rinnovamenti forzati sono iniziati col licenziamento del capo di Ukrenergo, Volodymyr Kudrytsky, accusato di corruzione e di non aver difeso l’asset cruciale della rete elettrica. Usa e Ue hanno espresso più volte la necessità di affrontare la corruzione come condizione per il supporto finanziario. Il deficit statale raggiungerà i 12 miliardi di dollari entro fine anno, e il supporto esterno è vitale per evitare un tracollo economico. Il capo dell’ufficio del presidente, Andriy Yermak, ha discusso anche di questo nella sua visita a Washington.

Andriy Yermak (afp)

La posizione di Yermak ne esce ulteriormente rafforzata, perché piazza persone di sua fiducia in ruoli chiave. Il “Cardinale Grigio” della politica ucraina esercita un’influenza decisiva e non priva di controversie sulle decisioni strategiche del governo: lo guardano con sospetto tanto l’opposizione interna quanto i partner occidentali, che temono un accentramento eccessivo di potere.

Bombardamenti a tappeto

Le dimissioni del ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, saranno votate forse già il 5 settembre alla Rada. Ma hanno matrici diverse, in parte legate alla delusione per le aspettative disattese e in parte al logorio per un ruolo difficilissimo. In ogni caso non cambierà molto: i principali dossier sono nelle dirette competenze dell’ufficio di Yermak.

Intanto ieri 4 settembre è stata l’ennesima giornata di bombardamenti a tappeto, con allarmi ed esplosioni che continuano anche mentre scriviamo. Il segno dell’escalation è la strage a Leopoli, meno colpita in passato. Ieri sono state uccise sette persone, quattro nella famiglia Bazilevich: Evgeniya, 43 anni, e le figlie Emilia, Daria e Yarina di 7, 18 e 21 anni. Sono state bombardate anche Dnipro, Sumy, Poltava e Kryvyj Rih.

Sull’altro fronte la guerra non è meno drammatica per i civili: a Donetsk gli ucraini hanno colpito un mercato e un autobus uccidendo due uomini e una donna; e tre persone sono morte in un raid ucraino a Novaya Tavolzhanka, nella regione di Belgorod. A Est i russi avanzano verso Pokrovsk rivendicando nuove conquiste.

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