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La Casa Bianca: “Putin ci riprova, così i russi influenzano il voto Usa”

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Incriminati due capi della televisione Rt, sequestrati siti e sanzionate compagnie. Chiusi 32 domini
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NEW YORK – Putin ci sta riprovando. Come aveva fatto nel 2016, ha ordinato alle agenzie di intelligence russe di lanciare una campagna di disinformazione per aiutare Donald Trump a vincere le presidenziali del 5 novembre. La denuncia è arrivata ieri 4 settembre dalla Casa Bianca e dal dipartimento alla Giustizia, che ha incriminato due dipendenti della televisione russa RT, sanzionato compagnie e sequestrato siti usati per diffondere la disinformazione. Lo scopo è favorire il candidato repubblicano, screditare Kamala Harris e i democratici, e in generale dividere la società americana per destabilizzarla. Mosca guida queste operazioni, ma secondo il New York Times anche Cina e Iran sono impegnate in attività simili, perché ormai costituiscono un asse di potenze straniere unite nell’obiettivo di indebolire gli Stati Uniti.

L’incriminazione

Il dipartimento alla Giustizia ha incriminato due dipendenti russi di RT, Kostiantyn Kalashnikov ed Elena Afanasyeva, per violazione della legg…

NEW YORK – Putin ci sta riprovando. Come aveva fatto nel 2016, ha ordinato alle agenzie di intelligence russe di lanciare una campagna di disinformazione per aiutare Donald Trump a vincere le presidenziali del 5 novembre. La denuncia è arrivata ieri 4 settembre dalla Casa Bianca e dal dipartimento alla Giustizia, che ha incriminato due dipendenti della televisione russa RT, sanzionato compagnie e sequestrato siti usati per diffondere la disinformazione. Lo scopo è favorire il candidato repubblicano, screditare Kamala Harris e i democratici, e in generale dividere la società americana per destabilizzarla. Mosca guida queste operazioni, ma secondo il New York Times anche Cina e Iran sono impegnate in attività simili, perché ormai costituiscono un asse di potenze straniere unite nell’obiettivo di indebolire gli Stati Uniti.

L’incriminazione

Il dipartimento alla Giustizia ha incriminato due dipendenti russi di RT, Kostiantyn Kalashnikov ed Elena Afanasyeva, per violazione della legge sulla registrazione degli agenti stranieri. L’accusa è di aver speso 10 milioni di dollari per pagare in segreto una società anonima del Tennessee, allo scopo di diffondere circa 2.000 video in lingua inglese su YouTube, TikTok, Instagram e X. I video, che contengono propaganda russa sull’Ucraina, Gaza e altro, hanno ottenuto 16 milioni di visualizzazioni su YouTube. Gli imputati, che restano latitanti, utilizzavano identità false e la società non era a conoscenza di essere utilizzata dalla Russia.

Il dipartimento al Tesoro ha poi sanzionato Ano Dialog, organizzazione no-profit russa che aiuta a gestire la rete Doppleganger, oltre alla caporedattrice di RT Margarita Simonyan e i suoi vice. Quindi ha sequestrato 32 domini utilizzati per diffondere la disinformazione. Doppleganger è gestita da Sergei Kiriyenko, ex primo ministro e ora primo vice capo dello staff del presidente Putin. Lo scopo è imitare siti legittimi, per usarli nella distribuzione di fake news. Il dipartimento di Stato poi ha offerto una ricompensa di 10 milioni di dollari per informazioni relative all’interferenza straniera nelle elezioni americane e ha sanzionato cinque organi di informazione russi finanziati dallo stato, tra cui RT, Ruptly e Sputnik.

L’intelligence americana ha stabilito che nel 2016 la Russia aveva cercato di aiutare Trump a vincere le presidenziali, perché vedeva Hillary Clinton come un nemico. L’inchiesta sul “Russiagate” condotta dal procuratore speciale Mueller non è riuscita a chiarire fino in fondo il rapporto tra Putin e il tycoon, ma ora il Cremlino sta cercando di ripetere l’operazione.

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