Ville, automobili e anatre: il prezzo di Linda Sun, spia di Pechino a New York
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliLinda Sun con il marito Chris Hu
(reuters)NEW YORK — È noto a tutti come l’anatra sia una prelibatezza in Cina, ricercata dai turisti perché attrazione culinaria imperdibile. Meno conosciuto era il fatto che venisse usata anche come strumento di corruzione, per aspiranti spie al servizio della Repubblica popolare negli Stati Uniti.
Per quanto ridicola possa sembrare, questa è una storia vera, che ha portato all’incriminazione di Linda Sun, ex vice capo di gabinetto della governatrice di New York Kathy Hochul.
L’accusa è di aver ricevuto soldi e favori per fare gli interessi di Pechino, a partire da quello di ostacolare in ogni modo le attività di Taiwan. Ma è solo l’ultimo campanello dall’allarme sulle operazioni spionistiche condotte dalla Cina in America, che si sommano a quelle della Russia, accusata ieri dal dipartimento alla Giustizia di aver lanciato una nuova campagna per influenzare le presidenziali americane del 5 novembre a favore di Donald Trump, e dell’Iran, che secondo un’inchiesta del New York Times sta divent…
NEW YORK — È noto a tutti come l’anatra sia una prelibatezza in Cina, ricercata dai turisti perché attrazione culinaria imperdibile. Meno conosciuto era il fatto che venisse usata anche come strumento di corruzione, per aspiranti spie al servizio della Repubblica popolare negli Stati Uniti.
Per quanto ridicola possa sembrare, questa è una storia vera, che ha portato all’incriminazione di Linda Sun, ex vice capo di gabinetto della governatrice di New York Kathy Hochul.
L’accusa è di aver ricevuto soldi e favori per fare gli interessi di Pechino, a partire da quello di ostacolare in ogni modo le attività di Taiwan. Ma è solo l’ultimo campanello dall’allarme sulle operazioni spionistiche condotte dalla Cina in America, che si sommano a quelle della Russia, accusata ieri dal dipartimento alla Giustizia di aver lanciato una nuova campagna per influenzare le presidenziali americane del 5 novembre a favore di Donald Trump, e dell’Iran, che secondo un’inchiesta del New York Times sta diventando «la principale minaccia per la disinformazione nelle elezioni», in questo caso però allo scopo di boicottare il candidato repubblicano. Dunque una sfida senza quartiere, che sembra unire il nuovo “asse del male” formato da Pechino, Mosca e Teheran allo scopo di generare caos e instabilità negli Usa, anche se non sempre puntando contro lo stesso obiettivo.
Sun, 40 anni, era rapidamente salita nella scala politica di New York, lavorando prima per il governatore Andrew Cuomo, e poi con Hochul, che l’aveva promossa a vice capo di gabinetto. In questa posizione, si era adoperata per obbedire agli ordini della Repubblica popolare. Tra le altre cose, aveva nascosto a Cuomo l’invito dell’allora leader taiwanese Tsai Ing-wen a incontrarlo, bloccato ogni attività o dichiarazione di Hochul su questo tema, sulla persecuzione degli uiguri nella provincia dello Xinjiang, e qualunque attività sgradita ai committenti. Spesso poi li informava delle azioni intraprese, evidentemente per guadagnare la loro riconoscenza: «Avevano proposto un incontro alla governatrice con rappresentati di Taiwan, ma io l’ho bloccata». In cambio lei e il marito Chris Hu, che gestiva un negozio di liquori al Queens, avevano potuto riciclare fondi per 3,6 milioni di dollari, con cui avevano comprato una villa di cinque stanze a Long Island, un appartamento da 2 milioni a Honolulu, auto di lusso inclusa una Ferrari. Poi avevano ricevuto biglietti per spettacoli vari, viaggi, e anche un posto di lavoro per la cugina di Linda rimasta nella madrepatria. E naturalmente forniture a vita di anatre “Nanjing style”, cucinate dallo chef del consolato cinese a New York e consegnate direttamente a casa.
Sun e il marito giurano di essere innocenti e promettono di provarlo, ma le 65 pagine dell’incriminazione, corredate da documenti in mandarino, non sembrano lasciare molto margine di manovra. E non è l’unico caso del genere scoperto dall’Eastern District di New York, l’Fbi, e la procura federale di Brooklyn. Il mese scorso, come ricorda il Times, il settantacinquenne del Queens Shujun Wang è stato condannato come spia del Partito comunista cinese. Tre uomini in New Jersey sono stati giudicati colpevoli dello stalking di una famiglia ordinato dal governo di Pechino, e altri due per aver aperto a Lower Manhattan una stazione della polizia segreta cinese. Insomma, una campagna a tappeto lanciata dalla Repubblica popolare su vari fronti, per spiare, ostacolare o deragliare gli Usa, in quella che ormai è la vera competizione per la leadership globale del nostro tempo.
La Cina però non è sola in questa attività, anche perché condivide diversi obiettivi destabilizzanti con la Russia e l’Iran. Secondo un’inchiesta del New York Times, Teheran si è scatenata nelle attività di disinformazione, un po’ per far deragliare Trump, che aveva cancellato l’accordo nucleare e ucciso il capo dei pasdaran Soleimani, ma anche per screditare Biden e Harris. Qualunque cosa, dunque, pur di indebolire il nemico comune ai membri del nuovo “asse”.