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Zurigo, gira in auto con un poster di Hitler sul finestrino. La polizia lo lascia proseguire: "In Svizzera non è reato"

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Il Parlamento federale ha deciso di vietare i simboli che inneggiano al nazismo e al razzismo in pubblico ma la norma, non votata dai sovranisti di Udc, è in attesa di applicazione da aprile
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LUGANO – L’episodio risale a giovedì 29 agosto, quando a Zurigo la polizia ha bloccato un’utilitaria, un’Opel Corsa rossa, con una foto di Hitler in divisa nazionalsocialista, appiccicata sul lunotto posteriore. L’immagine del fermo, immortalata verosimilmente da un passante, è presto finita sull’account Instagram “szene icsh zürich”, ovvero “scena a Zurigo”.

Mistero su chi fosse alla guida della vettura, di cui per il rispetto della privacy del proprietario, è stata oscurata la targa. Proprietario che gli agenti hanno lasciato andare, dopo il controllo dei documenti, visto che in Svizzera, si spera ancora per poco, le immagini che richiamano al nazismo non sono proibite. In Svizzera soltanto nell’aprile scorso il Parlamento federale di Berna si è deciso a vietare i simboli che inneggiano al nazismo e al razzismo, in pubblico. La norma, ancora in attesa dell’ordinanza di applicazione, da parte del Governo, è stata approvata da tutti i partiti meno che dall’Udc, la prima formazione pol…

LUGANO – L’episodio risale a giovedì 29 agosto, quando a Zurigo la polizia ha bloccato un’utilitaria, un’Opel Corsa rossa, con una foto di Hitler in divisa nazionalsocialista, appiccicata sul lunotto posteriore. L’immagine del fermo, immortalata verosimilmente da un passante, è presto finita sull’account Instagram “szene icsh zürich”, ovvero “scena a Zurigo”.

Mistero su chi fosse alla guida della vettura, di cui per il rispetto della privacy del proprietario, è stata oscurata la targa. Proprietario che gli agenti hanno lasciato andare, dopo il controllo dei documenti, visto che in Svizzera, si spera ancora per poco, le immagini che richiamano al nazismo non sono proibite. In Svizzera soltanto nell’aprile scorso il Parlamento federale di Berna si è deciso a vietare i simboli che inneggiano al nazismo e al razzismo, in pubblico. La norma, ancora in attesa dell’ordinanza di applicazione, da parte del Governo, è stata approvata da tutti i partiti meno che dall’Udc, la prima formazione politica elvetica ed una delle prime, in Europa, ad ispirarsi al sovranismo.
“I comunisti hanno fatto più morti dei nazisti”, una delle tesi con cui l’Udc si è opposta al divieto dei simboli nazisti. Non stiamo parlando, giusto precisarlo, di un movimento con simpatie hitleriane anche se, anni fa, a casa di uno dei suoi esponenti più rappresentativi, Oskar Freysinger, venne immortalata, durante una trasmissione televisiva, una bandiera della Bundeswehr degli anni del Terzo Reich, spesso brandita nelle riunioni di neonazisti. Freysinger si giustificò parlando di un ricordo lasciatogli dal nonno, un cittadino austriaco.

Tornando alla Opel Corsa rossa con la foto di Hitler, fermata a Zurigo, un elemento fa riflettere. Ovvero il fatto che l’episodio sia avvenuto pochi giorni prima della vittoria degli estremisti di destra di Alternative für Deutschland in Turingia. Ed è notorio, oltre che un motivo per cui il Parlamento svizzero si è espresso per la proibizione di simboli nazisti, che in passato, approfittando di questo vuoto legislativo, non di rado simpatizzanti neonazisti si ritrovavano in territorio elvetico.

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