Nel catalogo di orrori e di strumenti mostruosi che appaiono con sempre maggiore frequenza sui campi di battaglia ucraini, adesso è l'ora dei draghi. I primi video che li mostrano in azione riportano alla mente proprio le bestie alate delle serie fantasy: volano sui nemici e sputano fuoco. Queste però non sono fiction, ma armi di distruzione.
Si tratta infatti di droni lanciafiamme che restano a venti-trenta metri d'altezza e spargono sul terreno una lunga striscia di termite: una sostanza micidiale, che sviluppa una temperatura di duemila gradi e incenerisce tutto, uomini e cose. Può fondere persino le lastre di metallo dei blindati.
I filmati che mostrano l'opera distruttiva dei Draghi sono cominciati a spuntare online lunedì scorso e in pochi giorni si sono moltiplicati. Testimoniano il fatto che diversi reparti ucraini li stanno già impiegando sul fronte del Donbass. Vengono lanciati sopra i filari di alberi o i boschetti che dividono i vasti campi un tempo coltivati con gran…
Nel catalogo di orrori e di strumenti mostruosi che appaiono con sempre maggiore frequenza sui campi di battaglia ucraini, adesso è l'ora dei draghi. I primi video che li mostrano in azione riportano alla mente proprio le bestie alate delle serie fantasy: volano sui nemici e sputano fuoco. Queste però non sono fiction, ma armi di distruzione.
Si tratta infatti di droni lanciafiamme che restano a venti-trenta metri d'altezza e spargono sul terreno una lunga striscia di termite: una sostanza micidiale, che sviluppa una temperatura di duemila gradi e incenerisce tutto, uomini e cose. Può fondere persino le lastre di metallo dei blindati.
I filmati che mostrano l'opera distruttiva dei Draghi sono cominciati a spuntare online lunedì scorso e in pochi giorni si sono moltiplicati. Testimoniano il fatto che diversi reparti ucraini li stanno già impiegando sul fronte del Donbass. Vengono lanciati sopra i filari di alberi o i boschetti che dividono i vasti campi un tempo coltivati con grano o girasoli. Sono gli unici rifugi dove mimetizzare le postazioni difensive e quindi condizionano i combattimenti: in estrema sintesi, occuparli significa avanzare di qualche chilometro.
Dopo il fallimento della controffensiva dell'estate 2023, i tecnici di Kiev si sono posti il problema di come neutralizzare queste barriere naturali, trasformate dai russi nell'ossatura della loro linea fortificata. Per questo hanno studiato gli effetti della termite, una miscela originariamente a base di polvere d'alluminio e ossido ferrico che veniva usata dagli Alleati nei bombardamenti a tappeto della Seconda Guerra Mondiale. Per quanto non sia esplicitamente vietata dalle convenzioni internazionali, negli ultimi ottant'anni quasi tutte le forze armate hanno smesso di usarla: soltanto Mosca l'ha mantenuta nel suo arsenale, imbottendo le testate di granate e razzi sparati in abbondanza nel primo anno dell'invasione.Come indica una brochure della società di Kiev Steel Hornets - Vespe d'Acciaio - i progettisti di droni ucraini stavano mettendo a punto questi ordigni sin dalla scorsa primavera ed è probabile che l'esordio operativo dei prototipi sia stato tenuto segreto in modo da poterli produrre in quantità rilevanti.
Mercoledì scorso infatti un'unità di Kiev - il 116mo Gruppo Khorne - ha pubblicato un filmato dei Draghi spiegando: "Siamo contro chiunque condivida online nuove tecnologie per distruggere il nemico, ma ormai è stato fatto e quindi mostriamo il nostro filmato in cui gli orchi vengono inceneriti con le munizioni alla termite".
Le immagini sono terrificanti. Il drone procede lentamente per quaranta-sessanta secondi rovesciando lingue di fuoco che si fanno più intense a contatto con il suolo. Proprio come un drago, crea una striscia di fiamme che scivola nelle trincee e nelle botole dei bunker, continuando a bruciare per minuti: non c'è speranza di sopravvivere. Al posto del bosco rimane una terra desolata di tronchi carbonizzati, dove è impossibile nascondersi.
Un'arma del genere fa doppiamente paura e provoca un danno psicologico profondo nei soldati asserragliati nelle buche. In più, esalta l'immaginario vichingo dei reparti scelti ucraini: "Quando i nostri Vidar agiscono, gli orchi non potranno mai più dormire!", hanno scritto gli uomini della 60ma brigata meccanizzata. Vidar è il Dio norreno della vendetta; gli orchi un riferimento alla saga di Tolkien: "Questi droni sono le nostre ali della vendetta, portano il fuoco direttamente dal cielo".
Anche i russi stanno però schierando qualcosa di simile: hanno applicato a un quadricottero telecomandato una bomba da mortaio da 120 millimetri, che sgancia submunizioni alla termite. Il risultato è apparentemente uguale, con tanti piccoli ordigni incendiari che generano un lungo rogo. Il bersaglio è identico: i filari d'alberi che celano le postazioni difensive. E, nel duello di propaganda che caratterizza il conflitto, pure loro inondano i social con le registrazioni dei Draghi impegnati a tormentare gli avversari.
I lanciafiamme volanti sono solo l'ultima evoluzione di un settore, quello dei droni, che non conosce più limiti. Quando è cominciata la guerra, russi e ucraini ne avevano poche decine: ora ne vogliono costruire milioni, con prestazioni e tecnologie sempre più sconvolgenti.