KIEV — In principio furono i droni, ma Teheran è andata ben oltre. C’è una nuova minaccia sui cieli ucraini, Mosca avrebbe già ricevuto almeno 200 missili Fath-300 di produzione iraniana, capaci di colpire fino a 120 chilometri di distanza. Non si tratterebbe né di una fornitura straordinaria, né dei missili più performanti che gli ayatollah sarebbero pronti a consegnare alla Russia, partner strategica e alleata nei Brics. L’allarme lo ha lanciato il ministero degli Esteri ucraino dopo l’anticipazione del Wall Street Journal attribuita a funzionari Usa.
Il carico di missili sarebbe stato consegnato mercoledì, via nave attraverso il Mar Caspio. Per la Difesa ucraina potrebbe avere un impatto notevole nel Donbass. Ma Farzin Nadimi, esperto del Washington Institute for Near East Policy, avverte che potrebbero essere utilizzati anche per colpire obiettivi strategici come Kharkiv e Sumy, e le retrovie nella regione di Dnipro. Ma è la porta aperta verso la fornitura di armi più pericolose …
KIEV — In principio furono i droni, ma Teheran è andata ben oltre. C’è una nuova minaccia sui cieli ucraini, Mosca avrebbe già ricevuto almeno 200 missili Fath-300 di produzione iraniana, capaci di colpire fino a 120 chilometri di distanza. Non si tratterebbe né di una fornitura straordinaria, né dei missili più performanti che gli ayatollah sarebbero pronti a consegnare alla Russia, partner strategica e alleata nei Brics. L’allarme lo ha lanciato il ministero degli Esteri ucraino dopo l’anticipazione del Wall Street Journal attribuita a funzionari Usa.
Il carico di missili sarebbe stato consegnato mercoledì, via nave attraverso il Mar Caspio. Per la Difesa ucraina potrebbe avere un impatto notevole nel Donbass. Ma Farzin Nadimi, esperto del Washington Institute for Near East Policy, avverte che potrebbero essere utilizzati anche per colpire obiettivi strategici come Kharkiv e Sumy, e le retrovie nella regione di Dnipro. Ma è la porta aperta verso la fornitura di armi più pericolose a preoccupare: i missili iraniani a lungo raggio possono colpire obiettivi a oltre 500 chilometri di distanza.
Teheran nega ogni coinvolgimento nel conflitto. La missione presso l’Onu dice che il Paese considera «disumano» il trasferimento di armi alle parti in guerra. Sui cieli ucraini continuano però a volare i droni Shahed: Teheran sostiene di averli forniti prima dell’invasione, ma è una tesi claudicante. Al contrario, intelligence occidentale e ucraini sono convinti di un crescente coinvolgimento dell’Iran nel conflitto. Per questo Kiev esorta i partner a fare pressione su Teheran. «L’Iran è nostro nemico comune, dobbiamo affrontarlo insieme», dice l’ambasciatore israeliano in Ucraina, Michael Brodsky. Il portavoce del Consiglio di sicurezza Usa, Sean Savett, definisce «drammatica escalation» il sostegno iraniano alla Russia avvertendo che Usa e G7 sono pronti a «conseguenze significative». Cioè nuove sanzioni.