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Il senatore statunitense Graham: “L’ultima richiesta di Zelensky: piloti Nato in pensione per guidare gli F-16 in Ucraina”

(fotogramma)

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Il repubblicano ha presenziato all’incontro a porte chiuse con il presidente ucraino
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Cernobbio – «Come ho trovato Zelensky? Molto frustrato per la questione armi…». Il senatore repubblicano Lindsey Graham esce svelto da una sala laterale di Villa d’Este dove si è appena tenuto l’incontro a porte chiuse con il presidente ucraino. È quasi il tramonto sul lago di Como. Insieme con lui c’erano anche il democratico del Maryland Ben Cardin e Mike Johnson, lo speaker repubblicano del Congresso: sono tre dei quattro relatori americani che tengono un “Country Focus” sugli Stati Uniti.

Lindsey Graham 

Sull’agenda di Zelensky, questo bilaterale è cerchiato di rosso: è l’appuntamento più importante della sua prima giornata a Cernobbio, che lui antepone a ogni altro impegno. Hanno parlato dell’andamento del conflitto, dei missili a lungo raggio, della gittata oltre confine verso la Russia ma soprattutto, per la prima volta, è venuta fuori l’idea di ricorrere a piloti volontari in pensio…

Cernobbio – «Come ho trovato Zelensky? Molto frustrato per la questione armi…». Il senatore repubblicano Lindsey Graham esce svelto da una sala laterale di Villa d’Este dove si è appena tenuto l’incontro a porte chiuse con il presidente ucraino. È quasi il tramonto sul lago di Como. Insieme con lui c’erano anche il democratico del Maryland Ben Cardin e Mike Johnson, lo speaker repubblicano del Congresso: sono tre dei quattro relatori americani che tengono un “Country Focus” sugli Stati Uniti.

Lindsey Graham 

Sull’agenda di Zelensky, questo bilaterale è cerchiato di rosso: è l’appuntamento più importante della sua prima giornata a Cernobbio, che lui antepone a ogni altro impegno. Hanno parlato dell’andamento del conflitto, dei missili a lungo raggio, della gittata oltre confine verso la Russia ma soprattutto, per la prima volta, è venuta fuori l’idea di ricorrere a piloti volontari in pensione, appartenenti alla Nato, sugli F-16 consegnati agli ucraini. Come avvenne nella Seconda guerra mondiale.

L’esempio cinese

Un passo indietro, molto indietro. Repubblica di Cina, 1941, la guerra contro il Giappone: a un certo punto in cielo apparvero le Tigri Volanti, che era il soprannome del primo Gruppo aereo americano volontario inviato da Washington. Era un’iniziativa del presidente Roosevelt che acconsentì alla richiesta d’aiuto del generale cinese Chiang Kai-shek, a patto che gli aviatori militari venissero registrati come civili e avessero rassegnato le dimissioni dall’Aeronautica. «Noi stiamo fornendo gli F-16 all’Ucraina — ragiona con Repubblica il senatore Graham — e ci sono già volontari stranieri che combattono sul terreno. Perché quindi non prevedere volontari che combattono in aria, come fece il gruppo delle Flying Tigers del 1941? I piloti in pensione non devono essere per forza americani, possono essere italiani o degli altri Paesi Nato che hanno a disposizione quel tipo di apparecchio».

(reuters)

Graham dice che appena tornerà a Washington farà pressione sull’amministrazione Biden perché prenda in considerazione la proposta.

Dunque, da quel che si può ricostruire, nell’incontro bilaterale con i rappresentanti del Congresso il presidente Zelensky ha chiesto due cose. La prima è maggiore flessibilità sull’uso delle armi, in particolare la possibilità di poter lanciare i missili a lungo raggio in territorio russo, con l’impegno di non colpire mai oltre i 300 chilometri dal confine e di usarli solamente su infrastrutture militari. «Solo così possiamo aiutare l’esercito ucraino ad allentare la pressione russa nel Donbass, perché potrà colpire le basi aeree in Russia da cui partono i cacciabombardieri del Cremlino». La seconda richiesta riguarda appunto un aiuto pratico per governare i moderni F-16 consegnati dall’Occidente e mai pilotati prima dagli ucraini. Aiuto che è diventato indispensabile dopo la morte di Oleksyi “Moonfish” Mes, il più bravo pilota ucraino che si è schiantato su un F-16 americano per un errore di manovra e non perché abbattuto dalla contraerea russa.

Zelensky, su X, riassume così l’incontro al Forum Ambrosetti. «In Italia ho incontrato la delegazione del Congresso degli Stati Uniti guidata dal senatore Lindsey Graham. Li ho informati sulla situazione attuale al fronte, sui risultati dell’operazione nella regione di Kursk e sulle conseguenze del terrore missilistico russo. Inoltre, abbiamo discusso delle necessità urgenti dei nostri guerrieri. Garantire ulteriori sistemi di difesa aerea e missili, insieme all’espansione delle missioni di addestramento per i piloti ucraini sui caccia F-16, rimane una priorità assoluta». Il presidente ucraino pubblicamente parla solo di addestramento e non accenna all’idea di usare in cielo aviatori in pensione della Nato. Ma è esattamente questa la proposta che la delegazione americana porterà a Washington.

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