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Venezuela, le forze speciali di Maduro circondano l’ambasciata Argentina. Tensioni anche con il Brasile. All’interno si rifugiano sei oppositori politici

(reuters)

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Da quando il governo venezuelano ha espulso i diplomatici argentini, il governo brasiliano di Lula si è assunto la responsabilità dei servizi diplomatici e della tutela degli oppositori rifugiati. Di fronte alla revoca della tutela di oggi, il Brasile si è opposto: “Non abbandoneremo fino a che non sarà nominato un Paese terzo a tutela”
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Nella notte, le forze speciale venezuelane hanno circondato l’ambasciata argentina a Caracas. Dentro hanno trovato rifugio negli scorsi mesi sei membri della campagna della leader dell’opposizione Maria Corina Machcado, minacciati dal governo con mandati di arresto. E’ stato uno di loro, Pablo Urruchutru, coordinatore internazionale del partito Vente Venezuela, a dare l’allarme. Nelle scarse immagini postate si evince la presenza di un imponente dispositivo di sicurezza. La ministra degli interni argentina Patricia Bullrich ha denunciato la presenza dei servizi di intelligence venezuelani del Side sul luogo: “Tutto indica che vogliano fare irruzione in violazione di tutte le leggi internazionali”.

Urruchurtu, coordinatore internazionale della leader dell'opposizione María Corina Machado, ha dato per primo la notizia delle “pattuglie e agenti incappucciati e armati” nei pressi della sede diplomatica. "Hanno interrotto il servizio elettrico all'ambasciata argentina a Caracas che è …

Nella notte, le forze speciale venezuelane hanno circondato l’ambasciata argentina a Caracas. Dentro hanno trovato rifugio negli scorsi mesi sei membri della campagna della leader dell’opposizione Maria Corina Machcado, minacciati dal governo con mandati di arresto. E’ stato uno di loro, Pablo Urruchutru, coordinatore internazionale del partito Vente Venezuela, a dare l’allarme. Nelle scarse immagini postate si evince la presenza di un imponente dispositivo di sicurezza. La ministra degli interni argentina Patricia Bullrich ha denunciato la presenza dei servizi di intelligence venezuelani del Side sul luogo: “Tutto indica che vogliano fare irruzione in violazione di tutte le leggi internazionali”.

Urruchurtu, coordinatore internazionale della leader dell'opposizione María Corina Machado, ha dato per primo la notizia delle “pattuglie e agenti incappucciati e armati” nei pressi della sede diplomatica. "Hanno interrotto il servizio elettrico all'ambasciata argentina a Caracas che è attualmente sotto assedio da parte degli agenti del Sebin (Servizio di intelligence nazionale bolivariano) e di altre forze di sicurezza dello Stato", ha aggiunto sempre sui social l'ex deputato, Omar González.

Non è la prima volta che il governo di Caracas ordina operazioni di polizia intorno all’ambasciata ma in nessuna occasione le operazioni avevano avuto simili dimensioni. L’azione è avvenuta poche ore dopo che la ministra degli Esteri argentina Diana Mondino ha postato su X la denuncia contro Maduro presentata da Buenos Aires alla corte Penale Internazionale.

Il ruolo del Brasile

Sempre oggi, Caracas ha annullato l'autorizzazione concessa all'ambasciata dell'Argentina di passare sotto la custodia del Brasile. La gestione della sede diplomatica da parte brasiliana era stata concessa ad agosto dopo che il Venezuela aveva deciso di espellere addetti diplomatici e consolari di almeno sette Paesi (tra cui Argentina e Perù) per aver denunciato presunti brogli alle elezioni del 28 luglio, che hanno attribuito una contestata vittoria al presidente 'chavista' uscente, Nicolas Maduro.

La bandiera brasiliana era stata issata nella sede dell'ambasciata e Lula da Silva si era assunto la responsabilità non solo della rappresentanza diplomatica ma anche della protezione della sua sede e della sua residenza, così come l'integrità fisica degli oppositori del governo di Maduro rifugiatisi nell'edificio. Il Brasile ha fatto sapere oggi pomeriggio che continuerà a rappresentare l’Argentina a meno che non venga nominato un nuovo paese “tutore”.

La cronologia e i protagonisti

A maggio il governo del Venezuela aveva ribadito che non avrebbe concesso un salvacondotto ai sei oppositori rifugiatisi nell'ambasciata argentina. A marzo, la Procura generale aveva dichiarato di avere ordini di arresto per sei consiglieri della principale leader dell'opposizione venezuelana, Maria Corina Machado. Per evitare di finire in carcere, i sei avevano chiesto asilo alla sede diplomatica argentina a Caracas.Oltre a Urruchurtu e Gonzalez, all’interno ci sono anche Magalli Meda, responsabile della campagna per le elezioni presidenziali e braccio destro di Machado; Claudia Macero, Coordinatrice della comunicazione di Vente Venezuela; Humberto Villalobos, coordinatore elettorale del comando; e l'ex ministro Fernando Martínez Mottola, consigliere. Tutti loro sono stati importanti strateghi nella campagna di opposizione nonostante fossero confinati.

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