Mistero su Hvaldimir, la balena sospettata di essere una spia russa e ritrovata morta in Norvegia: “È stata uccisa”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - "Verso di te rotolo, verso di te, balena che tutto distruggi senza riportar vittoria; fino all'ultimo mi azzuffo con te, dal cuore dell'inferno ti trafiggo; in nome dell’odio, ti sputo addosso l'estremo respiro”. Magari il presunto assassino di Hvaldimir, la controversa balena beluga ritrovata circa cinque anni fa sulle coste settentrionali della Norvegia e sospettata di essere una presunta spia russa, non avrà recitato il "Moby Dick" di Herman Melville prima di affondare il colpo ferale. Ma ora si specula che, per qualche oscuro motivo, il povero animale sia stato davvero ucciso, o almeno così pensano le associazioni ambientaliste, dopo che un padre e un figlio ne hanno ritrovato il corpo galleggiante lo scorso weekend al largo di Risavika, nel Sud della Norvegia.
Ne sono convinte le ong Noah e One Whale, che nei giorni scorsi hanno presentato una denuncia alla polizia norvegese e chiesto di aprire un’inchiesta. “Hvaldimir è stata ritrovata con numerose ferite di proiettili…
LONDRA - "Verso di te rotolo, verso di te, balena che tutto distruggi senza riportar vittoria; fino all'ultimo mi azzuffo con te, dal cuore dell'inferno ti trafiggo; in nome dell’odio, ti sputo addosso l'estremo respiro”. Magari il presunto assassino di Hvaldimir, la controversa balena beluga ritrovata circa cinque anni fa sulle coste settentrionali della Norvegia e sospettata di essere una presunta spia russa, non avrà recitato il "Moby Dick" di Herman Melville prima di affondare il colpo ferale. Ma ora si specula che, per qualche oscuro motivo, il povero animale sia stato davvero ucciso, o almeno così pensano le associazioni ambientaliste, dopo che un padre e un figlio ne hanno ritrovato il corpo galleggiante lo scorso weekend al largo di Risavika, nel Sud della Norvegia.
Ne sono convinte le ong Noah e One Whale, che nei giorni scorsi hanno presentato una denuncia alla polizia norvegese e chiesto di aprire un’inchiesta. “Hvaldimir è stata ritrovata con numerose ferite di proiettili”, ha dichiarato Regina Haug, fondatrice dell’associazione ambientalista One Whale che sul proprio sito ha pubblicato le immagini che ritrarrebbero i buchi ritrovati nel corpo del beluga. Concorda il direttore di Noah, Siri Martinsen: “Le ferite che aveva la balena sono inquietanti e non si può escludere che sia stata vittima di un atto criminale. Siamo sotto shock”.
Più cauta invece Marine Mind, l’organizzazione che ha ritrovato la carcassa di Hvaldimir: “Per ora non ci sono elementi a sufficienza per sostenere la tesi dell’uccisione deliberata”, ha detto alla Bbc il direttore Sebastian Strand, “Ci sono dei segni sul corpo, ma non è ancora chiaro di che natura”. Le autorità norvegesi, in ogni caso, hanno annunciato una analisi più approfondita e dovrebbero giungere a una conclusione ufficiale entro tre settimane. Anche perché Hvaldimir è morto all’età di 15 anni. Dunque prematuramente rispetto all’aspettativa media di vita per un simile animale, che in media oscilla tra i 50 e i 60 anni.
La storia di Hvaldimir, balena bianchissima come il Moby Dick che in Melville incarnava l'inaccettabile indifferenza della natura nei confronti dell’uomo, è tragica e straordinaria. Nel 2019, questo beluga appare al largo dell’isola norvegese di Ingoya, sulla punta settentrionale del Paese. Il rinvenimento desta subito sospetti, perché è raro che simili balene si spingano così a Sud dall’Artico.
Ma non è l’unica ambiguità. Innanzitutto, il cetaceo viene ritrovato con una telecamera subacquea “GoPro” legata al corpo, e un’imbracatura con la scritta "Equipment of St Petersburg”, equipaggiamento di San Pietroburgo, in Russia. Insomma, si teme che Hvaldimir sia l’ennesima, seppur bizzarra, spia di Mosca.
I sospetti aumentano quando gli esperti notano una strana e spiccata confidenza della balena con gli esseri umani. Come se fino a quel momento fosse stata sapientemente addestrata. Un’altra strana coincidenza è che l’isola di Ingoya dista “soltanto” 415 chilometri da Murmansk, dove la Flotta settentrionale russa ha la sua base. Il sito Barents Observer ha notato in passato come proprio in questa località i russi, che hanno una lunga tradizione di addestramento di mammiferi marini, abbiano installato negli anni scorsi un recinto dove sono allevate e forse ammaestrate, diverse balene.
Per tutte queste coincidenze, questo simpatico e amichevole beluga era stato chiamato Hvaldimir: una fusione di “Hval”, ovvero “beluga” in norvegese, e Vladimir, ossia Vladimir Putin. Ora invece è giunta la sua morte, prematura e misteriosa. Mosca ha sempre negato che Hvaldimir fosse una spia russa, anzi non ha mai confermato che sia stato addestrato dall’esercito russo: “Non esiste alcun programma di questo tipo da parte nostra”. Forse ne sapremo di più nei prossimi giorni. Intanto, dasvidania, Hvaldimir.