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Attentato al confine con la Giordania: uccisi tre civili israeliani

(reuters)

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Un camionista giordano ha aperto il fuoco al valico di Allenby, usato normalmente dai palestinesi della Cisgiordania per raggiungere Amman e viaggiare all’estero
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GERUSALEMME – Un posto di confine solitamente tranquillo, un bilancio pesante che getta benzina sul fuoco di una situazione già tesa. Tre israeliani sono rimasti uccisi ieri in un attentato terroristico al Ponte di Allenby, al confine tra la Cisgiordania e la Giordania.

A sparare, in quella che viene talvolta definita come “la porta dei palestinesi al mondo” è stato un camionista giordano trentanovenne, membro di una potente famiglia del Sud del Paese, secondo quanto riportato dalla Reuters, che è sceso dal veicolo e ha aperto il fuoco contro il personale della postazione, prima di essere a sua volta ucciso dalle forze di sicurezza israeliane.

Le vittime sono state identificate come Yohanan Shchori, 61 anni, Yuri Birnbaum, 65 anni, e Adrian Marcelo Podsmeser, 57 anni. Erano lavoratori addetti al carico-scarico delle merci. Nelle ore successive all’attacco, Israele ha chiuso tutti i valichi con la Giordania via terra.

"All'improvviso abbiamo sentito degli spari", ha raccontato un …

GERUSALEMME – Un posto di confine solitamente tranquillo, un bilancio pesante che getta benzina sul fuoco di una situazione già tesa. Tre israeliani sono rimasti uccisi ieri in un attentato terroristico al Ponte di Allenby, al confine tra la Cisgiordania e la Giordania.

A sparare, in quella che viene talvolta definita come “la porta dei palestinesi al mondo” è stato un camionista giordano trentanovenne, membro di una potente famiglia del Sud del Paese, secondo quanto riportato dalla Reuters, che è sceso dal veicolo e ha aperto il fuoco contro il personale della postazione, prima di essere a sua volta ucciso dalle forze di sicurezza israeliane.

Le vittime sono state identificate come Yohanan Shchori, 61 anni, Yuri Birnbaum, 65 anni, e Adrian Marcelo Podsmeser, 57 anni. Erano lavoratori addetti al carico-scarico delle merci. Nelle ore successive all’attacco, Israele ha chiuso tutti i valichi con la Giordania via terra.

"All'improvviso abbiamo sentito degli spari", ha raccontato un testimone, Golani Muhammad, al Canale 12 israeliano. "Le guardie di sicurezza e la polizia hanno chiuso il posto di blocco. Passo spesso da qui e so che tipo di sicurezza c'è: non credevo che potesse esserci un attacco. Ho pensato che forse qualcuno aveva cercato di scappare e fosse stato colpito da un proiettile. Mio cugino ha un volo per Istanbul dalla Giordania, non sappiamo se riuscirà a prenderlo".

Allenby viene principalmente utilizzato dai palestinesi per raggiungere la Giordania e da lì l’estero, da visitatori internazionali e da camion impegnati nel trasporto di merci. Da lì passa anche una parte degli aiuti umanitari diretti a Gaza. Secondo dati di Yediot Achronot, circa 14mila palestinesi lo attraversano ogni giorno in direzione della Giordania, e 250mila lavorano nel suo indotto. Un luogo solitamente tranquillo – l’ultimo attentato, anche in questo caso una sparatoria compiuta da un cittadino giordano, risaliva al 2014.

Israele e Giordania hanno firmato il trattato di pace nel 1994 e mantengono una stretta cooperazione in materia di sicurezza e operazioni antiterrorismo, cruciale tra l’altro per prevenire il contrabbando di armi iraniane attraverso il confine. In seguito all’attentato le autorità giordane hanno aperto un’inchiesta sull’accaduto. Allo stesso tempo, negli ultimi anni la leadership del Paese si è mostrata sempre più critica nei confronti di Israele. Negli ultimi mesi, la regina Rania di Giordania ha ripetutamente puntato il dito contro la guerra a Gaza, l’ultima volta sabato al Forum Ambrosetti di Cernobbio, quando ha anche accusato la comunità internazionale di considerare la sicurezza di Israele più importante delle vite dei palestinesi. Sono sentimenti ancora più diffusi nella “pancia” del Paese, con la piazza sempre più a favore di una recisione dei legami con lo Stato ebraico, come dimostrato dai tanti che in Giordania hanno festeggiato l’attentato distribuendo dolcetti.

L’episodio è stato elogiato anche da Hamas e dalla Jihad Islamica Palestinese. “Gli accordi di pace tra Israele e i suoi vicini sono un pilastro della stabilità della regione e confidiamo che tutte le parti indagheranno a fondo sull'incidente e lavoreranno per prevenire futuri attacchi,” il commento del presidente israeliano Isaac Herzog.

Dal 7 ottobre in poi, anche in Cisgiordania il livello di tensione ha raggiunto le stelle. Sono cinquemila i palestinesi arrestati dalle forze israeliane, di cui duemila affiliati a Hamas, e oltre 650 le vittime (in maggioranza miliziani ma anche molti civili). Trentotto le vittime israeliane, all’interno e all’esterno della Linea Verde.

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