✕

Scholz lavora a un piano di pace per portare la Russia al tavolo. “L’ipotesi è che Kiev accetti cessioni territoriali”

Scholz e Zelensky in una foto del febbraio scorso (afp)

Ascolta l'audio

Il cancelliere ha deciso di giocarsi la carta ucraina per uscire dall’angolo.
2 minuti di lettura

BERLINO – Olaf Scholz ha un piano: passare alla storia come “cancelliere della pace”. Travolto dai devastanti risultati elettorali in Turingia e Sassonia e inseguito dalle voci sempre più pressanti che una eventuale sconfitta il 22 settembre in Brandeburgo potrebbe costringerlo al passo indietro, il cancelliere ha deciso di giocarsi la carta ucraina per uscire dall’angolo.

L’ipotesi di cessioni territoriali

Il leader socialdemocratico sta già lavorando insieme ad alcuni fedelissimi nella Spd “ad una sorta di ‘Minsk 3’, compresa l’ipotesi di cedere pezzi di territorio ucraino a Mosca”, rivela un’autorevole fonte parlamentare. E ieri, non a caso, il cancelliere ha sfruttato i microfoni dell’emittente pubblica Ard per annunciare che “è arrivato il momento di discutere su come accelerare, per uscire da una situazione di guerra e arrivare alla pace”.

Nel suo consueto tedesco un po’ legnoso, Scholz ha detto durante la tradizionale “intervista estiva” che punta a una conferenza di pace …

BERLINO – Olaf Scholz ha un piano: passare alla storia come “cancelliere della pace”. Travolto dai devastanti risultati elettorali in Turingia e Sassonia e inseguito dalle voci sempre più pressanti che una eventuale sconfitta il 22 settembre in Brandeburgo potrebbe costringerlo al passo indietro, il cancelliere ha deciso di giocarsi la carta ucraina per uscire dall’angolo.

L’ipotesi di cessioni territoriali

Il leader socialdemocratico sta già lavorando insieme ad alcuni fedelissimi nella Spd “ad una sorta di ‘Minsk 3’, compresa l’ipotesi di cedere pezzi di territorio ucraino a Mosca”, rivela un’autorevole fonte parlamentare. E ieri, non a caso, il cancelliere ha sfruttato i microfoni dell’emittente pubblica Ard per annunciare che “è arrivato il momento di discutere su come accelerare, per uscire da una situazione di guerra e arrivare alla pace”.

Nel suo consueto tedesco un po’ legnoso, Scholz ha detto durante la tradizionale “intervista estiva” che punta a una conferenza di pace sull’Ucraina con la partecipazione di Vladimir Putin. “Ci sarà in ogni caso un’altra conferenza sulla pace”, ha sottolineato il leader socialdemocratico, e il riferimento è al summit di giugno in Svizzera, alla quale avevano partecipato 90 Paesi ma né la Russia, né la Cina. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky aveva detto allora che la pace avrebbe potuto essere discussa “domani” con Putin, se Mosca avesse ritirato le sue truppe dall’Ucraina.

Il coinvolgimento del Cremlino

Ma Zelensky si era sempre mostrato riluttante all’idea di coinvolgere anche il Cremlino; la sua idea era quella di riuscire a trascinare anche Pechino a un tavolo per elaborare un piano da sottoporre a Putin soltanto alla fine di una serie di conferenze internazionali, quando avrebbe avuto le spalle coperte da un ampio sostegno internazionale. Ieri Scholz ha chiarito che lui e il presidente ucraino sarebbero invece “d’accordo” sulla partecipazione di Putin. Una novità.

Scholz ha fretta. Anzitutto, di non perdere la poltrona. E dopo una tornata elettorale che ha messo indubbiamente in evidenza una stanchezza crescente tra i tedeschi – quasi uno su due ha votato partiti che chiedono la “pace in Ucraina” – sembra che il cancelliere stia lavorando con due esponenti della sinistra del partito, Rolf Muetzenich e Ralf Stegner, a un piano di pace, un “Minsk 3”. I primi due erano stati faticosamente negoziati da Angela Merkel con Putin. Che li aveva disattesi sempre.

Ragioni di politica interna

La fonte precisa che anche una fetta della Cdu starebbe spingendo nella stessa direzione di Scholz, segnatamente l’ala merkeliana e l’ex candidato alla cancelleria Armin Laschet. “Il cancelliere vuole piegare l’Ucraina a tutti i costi”, osserva la fonte. Insomma, come le elezioni in Nordreno-Westfalia decisero tristemente il destino della Grecia nel 2010 - Merkel ritardò di mesi il salvataggio europeo e lo rese tre volte più costoso - quelle in Brandeburgo potrebbero segnare quello dell’Ucraina.

Leggi i commenti