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Ucraina, caute aperture di Kiev e Mosca al piano di pace di Scholz. Ma il cancelliere è criticato in patria

(afp)

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L’ex ambasciatore ucraino in Germania, ora in Brasile, il “falco” Andrij Melnik, incoraggia il leader tedesco ad aprire un canale con la Russia. E parla di “segnali” dal Cremlino per una mediazione di Brasile, Cina e India. Contraria invece la Cdu
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BERLINO – Il Cremlino ha appreso del piano di pace di Olaf Scholz “dai media”. Il portavoce Dmitri Peskov ha smorzato le aspettative intorno a una rapida soluzione del conflitto in Ucraina, dopo che il cancelliere tedesco aveva fatto sapere in un’intervista all’Ard di voler accelerare in direzione della pace. Da Mosca hanno fatto sapere dunque che la Russia non respinge in anticipo alcuna iniziativa per una fine dell’aggressione russa in Ucraina, ma che “è necessario capire di cosa stiamo parlando”.

Le reazioni in Germania

A Berlino, intanto, il cancelliere è stato travolto dalle critiche. Anzitutto quelle della Cdu, che attraverso il suo responsabile Esteri, Roderich Kiesewetter, si è scagliata contro l’ipotesi di un “finto negoziato" con la Russia che rischia di sfociare in un accordo “dettato” da Mosca. E il parlamentare cristianodemocratico ha anche accusato Scholz di malafede, dopo che il governo ha deciso di dimezzare il suo sostegno all'Ucraina il prossimo anno a 4 miliard…

BERLINO – Il Cremlino ha appreso del piano di pace di Olaf Scholz “dai media”. Il portavoce Dmitri Peskov ha smorzato le aspettative intorno a una rapida soluzione del conflitto in Ucraina, dopo che il cancelliere tedesco aveva fatto sapere in un’intervista all’Ard di voler accelerare in direzione della pace. Da Mosca hanno fatto sapere dunque che la Russia non respinge in anticipo alcuna iniziativa per una fine dell’aggressione russa in Ucraina, ma che “è necessario capire di cosa stiamo parlando”.

Le reazioni in Germania

A Berlino, intanto, il cancelliere è stato travolto dalle critiche. Anzitutto quelle della Cdu, che attraverso il suo responsabile Esteri, Roderich Kiesewetter, si è scagliata contro l’ipotesi di un “finto negoziato" con la Russia che rischia di sfociare in un accordo “dettato” da Mosca. E il parlamentare cristianodemocratico ha anche accusato Scholz di malafede, dopo che il governo ha deciso di dimezzare il suo sostegno all'Ucraina il prossimo anno a 4 miliardi di euro, rispetto ai quasi 7,5 miliardi di quest’anno.

L’apertura ucraina

Che qualcosa si stia muovendo, però, lo dimostra anche un’altra, importante novità. L’ex ambasciatore ucraino in Germania Andrij Melnik, il falco che si è sempre battuto contro una “pax putiniana” e non ha mai risparmiato critiche feroci alla riluttanza di Scholz quando esitava sulle forniture di armi in Ucraina, ha fatto persino appello al cancelliere perché riavvii un dialogo con Mosca.

Alla Berliner Zeitung l’ex sottosegretario agli Esteri ucraino ha detto che “Scholz dovrebbe diventare creativo e sfruttare gli attuali canali diplomatici per capire se un colloquio con Putin avrebbe senso”. Melnyk, che è attualmente ambasciatore in Brasile, ha rivelato che ci sarebbero dei “segnali” da Putin che potrebbe accettare la mediazione di Brasile, Cina e India per una soluzione del conflitto.

Le parole di Scholz

Nel pomeriggio, il portavoce del cancelliere, Steffen Hebestreit, è dovuto intervenire per precisare che il cancelliere punta a una pace giusta, non una "pace dettata" da Mosca all'Ucraina. "Una pace giusta non dovrebbe comportare che l'Ucraina debba alzare bandiera bianca", ha aggiunto. "Siamo in una situazione in cui entrambi devono vedere come vogliono continuare a relazionarsi l'uno con l'altro".

Domenica Scholz aveva sostenuto di essere d'accordo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sulla necessità di un'altra conferenza di pace ma alla quale, aveva aggiunto, dovrebbe partecipare anche la Russia. "Ci deve essere in ogni caso un'altra conferenza di pace e io e il presidente ucraino siamo d'accordo che anche la Russia deve essere presente", ha detto Scholz. Al momento, tuttavia, Hebestreit ha dovuto ammettere che i russi "non hanno dato l'impressione di una grande disponibilità ad avviare negoziati di pace costruttivi". In ogni caso, ha aggiunto, il cancelliere non avrebbe "alcuna esitazione a tenere una conversazione telefonica con il presidente russo", se Putin ritenesse il momento "appropriato".

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