Il candidato dell'opposizione alla presidenza del Venezuela, Edmundo Gonzalez, in una lettera postata su X e datata Madrid, dove si è rifugiato per sfuggire a ritorsioni del regime di Nicolás Maduro, si è diretto ai venezuelani per spiegare di aver preso la decisione di chiedere asilo politico in Spagna "pensando" alla sua famiglia e al futuro del Paese, nella speranza che si possa aprire una nuova tappa.
"Cari venezuelani, ho deciso di lasciare il Venezuela e trasferirmi in Spagna, il cui governo ringrazio profondamente per avermi accolto e per avermi dato protezione in questi momenti, così come ringrazio l'Ambasciata dei Paesi Bassi in Venezuela", scrive Gonzalez nella lettera, pubblicata 24 ore dopo l'atterraggio nella capitale iberica a bordo di un velivolo delle forze aeree spagnole, per esprimere gratitudine all'esecutivo iberico e alla sede diplomatica dei Paesi Bassi a Caracas, dove aveva trovato riparo all'indomani delle elezioni presidenziali del 28 luglio.
"Ho preso tale decisione pensando al Venezuela e al fatto che il nostro destino come Paese non può né deve essere quello di un conflitto di dolore e sofferenza", spiega il diplomatico di 75 anni, candidato alla presidenza in nome della leader dell'opposizione, Maria Corina Machado. "L'ho fatto pensando alla mia famiglia e a tutte le famiglie venezuelane in questi momenti di tanta tensione e angoscia. L"ho fatto perché le cose possano cambiare e possiamo costruire una nuova tappa per il Venezuela", ha aggiunto il candidato presidente dell'opposizione a Maduro.
Nella missiva, Edmundo Gonzalez ha inoltre ricordato di aver sempre difeso "i valori democratici di pace e libertà" e che il suo impegno "non si fonda sull'ambizione personale". Per cui la decisione di chiedere asilo in Spagna "è un gesto che tende la mano a tutti", nella speranza che "sia corrisposto come tale".
La politica del dialogo
Nel testo Gonzalez Urrutia auspica che la sua partenza serva "perché cambino le cose e costruiamo una nuova tappa per il Venezuela" . Da qui, l'appello dell'oppositore venezuelano alla "politica del dialogo" anche nei confronti di Nicolás Maduro.
"Solo la politica del dialogo può farci rincontrare come compatrioti", scrive Gonzalez. "Solo la democrazia e la realizzazione della volontà popolare possono essere la strada per il nostro futuro come Paese", aggiunge, assicurando che continuerà nel suo impegno. Che lo vedrà mobilitato per la libertà dei prigionieri politici in Venezuela, che è "la grande priorità" e "un'esigenza irrinunciabile".
Gonzalez chiude la lettera con un ringraziamento per tutti coloro che lo hanno sostenuto in Venezuela come fuori dal Paese, per rivendicare "il lavoro e lo sforzo di Maria Corina Machado", la leader dell'opposizione che ha guidato il processo elettorale, e della Piattaforma Unitaria "per il loro lavoro e impegno".