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Usa e Ue contro l’Iran per i missili alla Russia: “Sanzioni e stop ai voli”

Antony Blinken e Keir Starmer (afp)

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Gli alleati annunciano nuove misure contro le fabbriche di armi e le compagnie aeree. Teheran: “Tutto falso”
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Stati Uniti e alleati europei — Regno Unito, Francia e Germania — hanno rotto gli indugi. Niente più allusioni o minacce velate. Hanno le prove, sostengono, che Teheran ha consegnato missili balistici a Mosca a dispetto di tutti i moniti sulla «drammatica escalation» che avrebbe costituito un passo del genere. E dalle minacce sono passati ai fatti annunciando nuove sanzioni contro la Repubblica islamica e, in particolare, contro il suo trasporto aereo.

L’accusa è arrivata dal segretario di Stato americano Antony Blinken in una conferenza stampa a Londra al fianco del suo omologo britannico David Lammy. «La Russia ha ricevuto consegne di questi missili balistici e probabilmente li utilizzerà nelle prossime settimane in Ucraina», ha detto Blinken annunciando che «questa settimana» viaggerà con Lammy a Kiev nella prima missione congiunta dei ministri degli Esteri americano e britannico in oltre un decennio in vista dell’incontro alla Casa Bianca fissato venerdì tra il presidente s…

Stati Uniti e alleati europei — Regno Unito, Francia e Germania — hanno rotto gli indugi. Niente più allusioni o minacce velate. Hanno le prove, sostengono, che Teheran ha consegnato missili balistici a Mosca a dispetto di tutti i moniti sulla «drammatica escalation» che avrebbe costituito un passo del genere. E dalle minacce sono passati ai fatti annunciando nuove sanzioni contro la Repubblica islamica e, in particolare, contro il suo trasporto aereo.

L’accusa è arrivata dal segretario di Stato americano Antony Blinken in una conferenza stampa a Londra al fianco del suo omologo britannico David Lammy. «La Russia ha ricevuto consegne di questi missili balistici e probabilmente li utilizzerà nelle prossime settimane in Ucraina», ha detto Blinken annunciando che «questa settimana» viaggerà con Lammy a Kiev nella prima missione congiunta dei ministri degli Esteri americano e britannico in oltre un decennio in vista dell’incontro alla Casa Bianca fissato venerdì tra il presidente statunitense Joe Biden e il premier britannico Keir Starmer.

Secondo il capo della diplomazia statunitense, decine di soldati russi si sarebbero addestrati in Iran per utilizzare il missile balistico Fath-360, che ha una gittata di 120 chilometri, offrendo a Mosca «capacità e flessibilità aggiuntive» e consentendole di risparmiare i suoi missili a lungo raggio per obiettivi più lontani dalla linea del fronte. «Avevamo avvertito l’Iran in privato che un passo del genere avrebbe costituito una drammatica escalation», ha osservato Blinken accusando il nuovo presidente e ministro degli Esteri iraniani di aver invocato la riapertura del dialogo e l’alleggerimento delle sanzioni, ma di aver portato avanti «azioni destabilizzanti» che «avranno esattamente l’effetto opposto». È stato il Dipartimento del Tesoro a entrare nel dettaglio: le sanzioni colpiranno sei aziende iraniane di droni e missili balistici, fornitori della Russia in base a un contratto firmato alla fine del 2023, tra cui la compagnia Iran Air, nonché 10 loro dirigenti e dipendenti.

In un comunicato stampa diffuso poco dopo, anche le cosiddette nazioni E3 — Londra, Parigi e Berlino — hanno dichiarato di avere «conferma che l’Iran ha effettuato questi trasferimenti» e annunciato ritorsioni contro «individui ed entità coinvolte», nonché lo stop ai voli diretti. Le sanzioni entreranno in vigore tra 12 mesi e il capo della diplomazia Ue Josep Borrell le sottoporrà anche agli Stati membri dell’Unione per l’approvazione all’unanimità.

Teheran ha respinto le accuse. «La diffusione di informazioni false e fuorvianti sul trasferimento di armi iraniane verso alcuni Paesi non è altro che un’orribile propaganda e una menzogna volta a nascondere la portata del massiccio e illegale sostegno alle armi da parte degli Stati Uniti e di alcuni Paesi occidentali per il genocidio nella Striscia di Gaza», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani.

Da Mosca, invece, per ora nessun commento. In mattinata il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov si era rifiutato di confermare le indiscrezioni sulle forniture limitandosi a sottolineare che la Russia collabora con l’Iran anche nelle aree «più sensibili». Mentre l’ex ministro della Difesa russo Sergej Shojgu, oggi a capo del Consiglio di sicurezza, aveva annunciato che la Russia ha quasi completato le procedure in vista della «conclusione imminente» di un nuovo trattato bilaterale con l’Iran. Il nuovo patto sostituirà l’accordo strategico siglato nel 2001, in scadenza nel 2025, che prevedeva la cooperazione in materia di sicurezza ed energia, compresa la costruzione di centrali nucleari. Non si conoscono i dettagli ma esperti, come Mohammed Soliman del Middle East Institute, sostengono che mirerà ad aggirare ulteriormente le sanzioni occidentali, ma soprattutto a «rafforzare l’opposizione condivisa contro l’Occidente». Una sfida simbolica più che operativa. Che Teheran però ora pagherà cara.

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