GERUSALEMME — Un cratere gigantesco, profondo diversi metri e poco distante le tende bianche dei rifugiati, sullo sfondo delle palme e delle acque azzurre del Mediterraneo. Ieri l’aviazione israeliana ha colpito la zona di Al-Mawasi nei pressi di Khan Yunis, un’area designata dalla stessa Israele come umanitaria.
«Stavamo dormendo e all’improvviso è stato come un tornado», ha detto all’Associated Press dall’ospedale Nasser di Gaza Samar Moamer, aggiungendo che una delle sue figlie è stata uccisa e l’altra estratta viva dalle macerie. Secondo le autorità sanitarie della Striscia, controllate da Hamas, l’attacco ha causato almeno 19 morti e decine di feriti. Cifre contestate da Israele, che ha a sua volta accusato Hamas di nascondere le proprie infrastrutture militari in mezzo ai civili.
«Diversi terroristi che operavano all’interno di un centro di comando e controllo costruito nell’area umanitaria di Khan Yunis sono stati colpiti da un attacco di precisione basato su informazioni di intelligence», si legge nella nota diramata dell’Idf, che ha aggiunto di aver eliminato il capo dell’unità aerea di Hamas a Gaza Samer Ismail Khadr Abu Daqqa, il leader dell’Intelligence militare Osama Tabesh e l’alto ufficiale Ayman Mabhouh, tutti direttamente coinvolti nel 7 ottobre. «Nonostante le ampie misure adottate per consentire alla popolazione di Gaza di allontanarsi dalle zone di combattimento, anche designando un’area umanitaria, Hamas continua a insediare i suoi agenti e le sue infrastrutture militari nell’area umanitaria e a utilizzare sistematicamente i civili di Gaza come scudo umano».
Non è la prima volta che Mawasi viene colpita: a luglio è proprio lì che l’esercito israeliano avrebbe eliminato Mohammed Deif (di cui però Hamas non ha mai confermato la morte), in un altro raid che ha causato 90 morti. «Abbiamo ricevuto 26 pazienti, per lo più donne e bambini» ha riferito al Guardian ieri il medico britannico Elspeth Pitt che lavora in un ospedale da campo a Mawasi gestito dalla ong UK-Med. «Abbiamo dovuto effettuare diverse amputazioni e ci siamo occupati di ferite da schegge e ustioni. Le condizioni sono molto difficili». Nel frattempo, l’esercito israeliano ha pubblicato i risultati preliminari dell’inchiesta sulla morte dell’attivista americana Aysenur Ezgi Eygi in Cisgiordania. «È altamente probabile che sia stata colpita indirettamente e involontariamente dal fuoco dell’Idf. L’Idf esprime il suo più profondo rammarico».
Intanto il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan ha chiesto alla Camera preliminare della corte di emettere “con la massima urgenza” i mandati di arresto richiesti per il premier israeliano Netanyahu, il suo ministro della Difesa Gallant e il leader di Hamas Yahya Sinwar a causa della “criminalità in corso” e del “deterioramento della situazione in Palestina”. “Una vergogna morale paragonare Israele e Hamas”, ha tuonato Netanyahu.