Contrattacco russo a Kursk: i soldati di Mosca attraversano il fiume Seym e colgono di sorpresa gli ucraini
di Gianluca Di FeoA oltre un mese dall'offensiva ucraina, Mosca lancia il primo grande contrattacco nella regione di Kursk. L'operazione condotta da reparti scelti di paracadutisti e fanti di marina sembra avere colto di sorpresa le forze di Kiev. I russi infatti sono riusciti a trasferire sul fronte mezzi corazzati e truppe, attraversando il fiume Seym nonostante tutti i ponti siano stati distrutti dai bombardamenti.
Ieri pomeriggio una colonna di tank è avanzata all’improvviso travolgendo la prima linea di postazioni ucraine, composta da buche e trincee con armi controcarro, nei pressi di Snagost, parte del distretto di Korenevo. Le notizie sono frammentarie ed è impossibile capire se si tratti di un'incursione limitata oppure se sia l'inizio di una manovra massiccia. I reparti di Mosca sarebbero andati all'assalto in tre direzioni differenti, cercando di aggirare i capisaldi di Kiev. Almeno cinque villaggi sarebbero stati riconquistati e sono stati diffusi video che mostrano una trentina di pri…
A oltre un mese dall'offensiva ucraina, Mosca lancia il primo grande contrattacco nella regione di Kursk. L'operazione condotta da reparti scelti di paracadutisti e fanti di marina sembra avere colto di sorpresa le forze di Kiev. I russi infatti sono riusciti a trasferire sul fronte mezzi corazzati e truppe, attraversando il fiume Seym nonostante tutti i ponti siano stati distrutti dai bombardamenti.
Ieri pomeriggio una colonna di tank è avanzata all’improvviso travolgendo la prima linea di postazioni ucraine, composta da buche e trincee con armi controcarro, nei pressi di Snagost, parte del distretto di Korenevo. Le notizie sono frammentarie ed è impossibile capire se si tratti di un'incursione limitata oppure se sia l'inizio di una manovra massiccia. I reparti di Mosca sarebbero andati all'assalto in tre direzioni differenti, cercando di aggirare i capisaldi di Kiev. Almeno cinque villaggi sarebbero stati riconquistati e sono stati diffusi video che mostrano una trentina di prigionieri.
Il generale Apti Alaudinov, che comanda i commandos ceceni dell’Akhmat, sostiene che gli insediamenti “liberati” siano dieci: “Le cose stanno andando bene”. Siti ucraini in genere attendibili come Deep State scrivono che la situazione del fianco sinistro dello schieramento avrebbe subito un duro colpo. A presidiarlo c’è la 103 Brigata territoriale, che ha rimpiazzato le unità d’èlite penetrate oltre i confini russi lo scorso 6 agosto. Gran parte degli analisti erano convinti che l’eliminazione dei ponti su Seym avrebbe trasformato il settore di Korenevo in una trappola per i battaglioni russi, chiusi tra il fiume e la frontiera: c’era la prospettiva di una sacca, dove i soldati avrebbero faticato a ricevere rifornimenti e sarebbero stati lentamente sconfitti.
l contrattacco di ieri potrebbe non solo cancellare questo scenario ma anche ribaltare le condizioni sul campo, mutando gli assediati in assedianti in un rovesciamento di fronti come quello condotto dall’Armata Rossa a Stalingrado. Per questo starebbero puntando sulla linea Obukhovka-Lyubimovka in modo da spezzare in due il terreno occupato dagli ucraini. Ieri mattina i comandi di Kiev hanno mandato avanti piccoli reparti dal confine per ostacolare il contrattacco mentre sono stati intensificati gli scontri nella zona di Szuda, dove si trova il fianco Ovest della task force attestata nel territorio russo.
Vengono segnalati combattimenti duri e raid dei caccia Sukhoi intorno a Sumy per impedire i movimenti dei rinforzi. Ma il generale Syrsky ha davanti una situazione globale difficile, perché i russi stanno aumentando la pressione pure nel Donbass: nei giorni scorsi elementi di tre brigate della Guardia Nazionale e un battaglione della Azov sono stati spostati nel Donetsk per potenziare le difese. Non è chiaro però quante altre riserve siano rimaste per rispondere a un’eventuale assalto su larga scala pure nel settore di Kursk.