New York — La prossima conferenza per discutere la pace in Ucraina si terrà a novembre e la Russia sarà invitata. Lo ha detto il presidente Zelensky, secondo l’agenzia Unian, mentre alla Casa Bianca i leader americano e britannico Biden e Starmer discutevano se dare a Kiev il permesso di usare i loro missili a lunga gittata per colpire il territorio di Mosca. “Putin - ha dichiarato il presidente Usa - non preverrà”. Il premier del Regno Unito ha aggiunto: “Sosterremo la battaglia dell’Ucraina per la libertà”. Washington ha fatto sapere che la sua politica non è cambiata e un annuncio sui missili non è imminente, però ha lasciato intendere che Londra e Parigi, essendo nazioni sovrane, possono decidere in autonomia. Una scelta che l’Italia ha già fatto, secondo il ministro degli Esteri Tajani, negando questo permesso, perché "noi non siamo in guerra con la Federazione Russa, difendiamo il diritto dell'Ucraina a essere indipendente".
Se Putin accetterà di partecipare alla conferenza è da vedere, perché finora non ha lanciato segnali di essere interessato a negoziare seriamente la fine del conflitto che ha scatenato. Zelensky ha detto che la controffensiva a Kursk dei russi è stata frenata, e ha confermato che questo mese, presumibilmente a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu, presenterà a Biden «il piano di vittoria». Ha spiegato che «non ha molti punti, e ogni punto dipenderà dalla decisione di Biden. Ecco perché penso che aiuterà. Non posso garantire al 100% che fermerà Putin, ma renderà l’Ucraina più forte».
Il leader di Kiev ha anche insistito sulla richiesta di ricevere il via libera per attaccare il territorio di Mosca con i missili: «Chiunque veda semplicemente sulla mappa da dove la Russia colpisce, dove prepara le forze e mantiene le riserve, dove colloca le strutture militari e quale logistica utilizza, capisce a cosa servano le armi a lungo raggio. Ne abbiamo parlato in dettaglio con i ministri Blinken e Lammy a Kiev. Spero che dopo la nostra conversazione non rimangano più domande senza risposta, sul perché l’Ucraina abbia bisogno di un raggio d’azione sufficiente».
Il portavoce della Casa Bianca Kirby, qualche ora prima del vertice tra Biden e Starmer, ha detto che «non c’è stato alcun cambiamento nella nostra politica. Non mi aspetto un annuncio oggi». Il New York Times ha scritto che in realtà il presidente è pronto a dare il via libera, prima all’uso degli Storm Shadows e Scalp britannici e francesi, e poi degli Atacms americani. Alla domanda se Londra e Parigi debbano ottenere prima il permesso da Washington per ragioni legali, Kirby ha risposto che «la conversazione con gli alleati è costante», ma sono Paesi sovrani e decidono in autonomia cosa fare con le loro armi. Quanto all’avvertimento di Putin secondo cui l’uso di missili occidentali in territorio russo scatenerebbe un conflitto diretto, ha detto che «prendiamo seriamente le sue minacce, ma le abbiamo già sentite in passato».
Il candidato repubblicano alla vicepresidenza, James David Vance, ha invece spiegato al “The Shawn Ryan Show” l’ipotetico piano dell’amministrazione Trump per chiudere la guerra. L’idea sarebbe quella di creare una “zona smilitarizzata” nel territorio ucraino ora occupato da Mosca. Kiev manterrebbe l’indipendenza in cambio della garanzia di neutralità, ossia non entrare nella Nato o nella Ue.