Esteri

Il braccio violento della Tunisia

Detenuti morti in carcere, ragazzi picchiati senza motivo dalla polizia, dissidenti e attivisti repressi. Sotto Kais Saied il Paese maghrebino ha detto definitivamente addio ai tempi della rivoluzione dei gelsomini. Ed è diventato uno Stato di polizia. Anche con i soldi dell’Ue

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

18 minuti di lettura
I commenti dei lettori