“Siamo tutte Gisèle”, migliaia in piazza in Francia per la donna fatta violentare per anni dal marito
a cura della redazione EsteriColpite dal “coraggio” di Gisèle Pélicot, drogata dal marito e poi violentata da decine di uomini attualmente sotto processo, oltre 10mila persone hanno manifestato ieri in Francia a sostegno delle vittime di violenza sessuale, chiedendo che “la vergogna cambi bandiera”. “Siamo tutte Gisèle”, ‘”violentatore ti vediamo, vittima ti crediamo”, “non sei più sola”, hanno scandito i 3.500 manifestanti riuniti a Parigi in Place de la République.
A Marsiglia, diverse centinaia di persone - più di 1.000 secondo gli organizzatori - si sono radunate davanti al tribunale con uno striscione che recitava “Perché la vergogna cambi campo”. Dall'altro capo della Francia, a Rennes, tra le 200 e le 400 persone hanno mo…
Colpite dal “coraggio” di Gisèle Pélicot, drogata dal marito e poi violentata da decine di uomini attualmente sotto processo, oltre 10mila persone hanno manifestato ieri in Francia a sostegno delle vittime di violenza sessuale, chiedendo che “la vergogna cambi bandiera”. “Siamo tutte Gisèle”, ‘”violentatore ti vediamo, vittima ti crediamo”, “non sei più sola”, hanno scandito i 3.500 manifestanti riuniti a Parigi in Place de la République.
A Marsiglia, diverse centinaia di persone - più di 1.000 secondo gli organizzatori - si sono radunate davanti al tribunale con uno striscione che recitava “Perché la vergogna cambi campo”. Dall'altro capo della Francia, a Rennes, tra le 200 e le 400 persone hanno mostrato cartelli con lo stesso slogan ovvero “proteggi tua figlia, educa tuo figlio”, “Gisèle on t'aime”. L'appello a unirsi per le vittime di violenza sessuale era stato lanciato con un manifesto che mostrava il volto di Gisèle Pélicot, con un taglio di capelli a caschetto e occhiali tondi, disegnato dall'artista belga Aline Dessine.
Accettando di rendere pubblico il processo al marito e agli oltre cinquanta uomini da lui reclutati su internet per violentarla mentre era incosciente, la donna, 71 anni, ha generato una potente ondata di sostegno alle vittime di stupri e violenze sessuali. Il processo a Dominique Pélicot e ai suoi 50 coimputati, di età compresa tra i 26 e i 74 anni, si è aperto il 2 settembre ad Avignone. Tuttavia, l'assenza dell'ex marito di Gisèle, 71 anni, malato, ha fatto sì che il processo venisse sospeso fino a lunedì, e il tribunale ha preso in considerazione la possibilità di archiviare il caso se Dominique Pélicot fosse “permanentemente indisponibile”.
“Ci permette di vedere i volti di suo marito, ma anche di tutti gli altri, di vedere che non erano persone marginali ma padri di famiglia'”, ha spiegato all’agenzia Afp Justine Imbert, 34 anni, tra i manifestanti di Marsiglia con la figlia di sei anni. I manifestanti hanno espresso ovunque la speranza che questi temi non siano più un tabù e che il processo in corso sproni la società e le autorità pubbliche ad agire.
“Questo processo di alto profilo ci aiuterà a parlare di questi problemi e a sensibilizzare le persone”, ha dichiarato Martine Ragon, una pensionata di 74 anni che manifestava a Marsiglia per denunciare la cultura dello stupro. “Siamo di fronte a una vittima estremamente potente, estremamente coraggiosa, che mostra il suo volto, che si è rifiutata di farsi riprendere e che chiede che gli occhi del mondo intero siano puntati su questo caso, quindi siamo qui per fare luce su di lei e per chiedere che sia fatta giustizia”, ha sottolineato anche Elsa Labouret, portavoce di Osez le féminisme! che ha manifestato a Place de la République a Parigi.
Tra i manifestanti parigini c'erano Charlotte Arnould, che ha presentato una denuncia per stupro contro Gérard Depardieu, nei confronti del quale la procura di Parigi ha chiesto un processo; Camille Kouchner, autrice del libro “La Famiglia grande”, che denuncia l'incesto commesso su suo fratello dal politologo Olivier Duhamel; e la deputata Sandrine Josso, che ha presentato una denuncia nel 2023 contro il senatore Joël Guerriau, che accusa di averla drogata al fine di aggredirla.