Missile Houti su Israele. Netanyahu promette vendetta
di Rossella TercatinGERUSALEMME – Tel Aviv di nuovo del mirino del fuoco yemenita. Sono le 6.32 del mattino. Gli allarmi antiaerei mandano nei rifugi tutta la regione centrale di Israele. A far scattare le sirene, un missile terra terra sparato dagli Houti undici minuti prima, che ha viaggiato per oltre 2mila chilometri. Una prima nota dell’esercito pochi minuti più tardi ha descritto il missile come atterrato in un’area aperta, più tardi un’indagine dell’aviazione rivela che l’ordigno è stato sì intercettato dai sistemi di difesa ma distrutto solo parzialmente, causando un incendio in un’area boschiva vicino al villaggio di Kfar Daniel, a pochi chilometri dall’aeroporto di Ben Gurion, e danni alla stazione ferroviaria di Modi’in.
“L’operazione è stata realizzata utilizzando un nuovo missile balistico ipersonico che è riuscito a raggiungere il suo obiettivo e che le difese nemiche non sono riuscite a intercettare,” la dichiarazione del portavoce del gruppo yemenita Yahya Sare'e, che ha anche espress…
GERUSALEMME – Tel Aviv di nuovo del mirino del fuoco yemenita. Sono le 6.32 del mattino. Gli allarmi antiaerei mandano nei rifugi tutta la regione centrale di Israele. A far scattare le sirene, un missile terra terra sparato dagli Houti undici minuti prima, che ha viaggiato per oltre 2mila chilometri. Una prima nota dell’esercito pochi minuti più tardi ha descritto il missile come atterrato in un’area aperta, più tardi un’indagine dell’aviazione rivela che l’ordigno è stato sì intercettato dai sistemi di difesa ma distrutto solo parzialmente, causando un incendio in un’area boschiva vicino al villaggio di Kfar Daniel, a pochi chilometri dall’aeroporto di Ben Gurion, e danni alla stazione ferroviaria di Modi’in.
“L’operazione è stata realizzata utilizzando un nuovo missile balistico ipersonico che è riuscito a raggiungere il suo obiettivo e che le difese nemiche non sono riuscite a intercettare,” la dichiarazione del portavoce del gruppo yemenita Yahya Sare'e, che ha anche espresso soddisfazione per aver “causato panico e paura tra i sionisti mandando due milioni di sionisti nei rifugi.” L’esercito israeliano ha però smentito che gli Houti abbiano utilizzato una nuova tecnologia. “I nostri nemici non sono in possesso di missili ipersonici per quanto ne sappiamo,” ha affermato l’aviazione. Ipersoniche sono le armi capaci di viaggiare a una velocità almeno cinque volte maggiore di quella del suono, ma qualunque missile balistico è solitamente in grado di farlo. Anche se, solo lo scorso giugno l’Iran, principale sostenitore degli Houti, aveva annunciato di aver costruito il primo missile ipersonico di fabbricazione locale.
Dall’inizio della guerra il 7 ottobre, sono oltre duecento i missili balistici, da crociera e droni lanciati dagli Houti contro Israele. Due mesi fa, era stato un drone a schivare le difese antiaeree, raggiungere il centro di Tel Aviv e schiantarsi in un condominio, provocando un morto e diversi feriti. In risposta Israele aveva condotto raid aerei distruggendo il porto di Hodeida. Anche in questo caso, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha promesso che Israele reagirà. “Dovrebbero sapere che a ogni tentativo di attaccarci corrisponderà un prezzo molto alto.”
E mentre cresce la tensione sul fronte yemenita, si intensificano anche gli scontri su quello Nord. Decine i razzi lanciati da Hezbollah contro Israele negli scorsi giorni (oltre sessanta sabato e quaranta domenica), con l’Idf che nel fine settimana ha colpito in profondità in territorio libanese e non solo nella zona sud. Mentre l’esercito israeliano in giornata ha dichiarato che il lancio di volantini che invitavano i civili libanesi ad evacuare l’area di confine distribuiti da un drone nel villaggio di Wazzani è stato frutto di un’iniziativa non autorizzata di un comandante di brigata.
Con diverse decine di migliaia i cittadini israeliani residenti nel nord del paese che da undici mesi non possono ritornare alle proprie case, cresce la pressione politica sulle autorità israeliane per trovare una soluzione. Negli scorsi giorni, secondo quanto riferito dal canale televisivo 13, Netanyahu avrebbe dichiarato di ritenere una guerra completa con Hezbollah inevitabile senza per questo pregiudicare lo sforzo bellico a Gaza, mentre il Ministro della Difesa Yoav Gallant avrebbe espresso timore che un tale scenario costringerebbe a ridurre le truppe nella Striscia, diminuendo ulteriormente la possibilità di liberare gli ostaggi.