✕

Mosca, la saga coniugale e aziendale intorno all’Amazon russo sfocia in una sparatoria: due morti

(afp)
Sparatoria nella sede di Wildberries. Appoggiato da Kadyrov, Vladislav Bakalchuk contesta la fusione del rivenditore online col gruppo Russ voluta dalla moglie e fondatrice Tatiana, la donna più ricca di Russia. Che però ha avuto l’ok di Putin e intanto ha chiesto il divorzio. Una storia di soldi, sesso e sangue
2 minuti di lettura

Soldi, sesso e – da ieri – anche sangue. Non manca più nulla alla saga familiare e aziendale dei coniugi Bakalchuk sfociata ieri in una sparatoria che ha provocato almeno due morti e sette feriti.

La “success story” di Wildberries

Vent’anni fa era iniziata come una “success story” hollywoodiana, o almeno così è sempre stata venduta: un’insegnante inglese della periferia di Mosca, Tatiana Bakalchuk, che costruisce da zero Wildberries, diventato in poco tempo il più grande sito di vendite online russo, “l’Amazon russo”, tanto da farne la donna più ricca di Russia con un patrimonio stimato da Forbes in 7,9 miliardi di dollari.

La strana fusione tra Wildberries e Russ

La storia prende tutt’altra piega quando, lo scorso giugno, la oggi 48enne Bakalchuk annuncia la fusione dell’azienda con il conglomerato pubblicitario Russ. L’accordo solleva diversi interrogativi.

Primo, perché Bakalchuk abbia deciso di trasferire a un piccolo operatore in declino come Russ il 35% di un gigante in crescita…

Soldi, sesso e – da ieri – anche sangue. Non manca più nulla alla saga familiare e aziendale dei coniugi Bakalchuk sfociata ieri in una sparatoria che ha provocato almeno due morti e sette feriti.

La “success story” di Wildberries

Vent’anni fa era iniziata come una “success story” hollywoodiana, o almeno così è sempre stata venduta: un’insegnante inglese della periferia di Mosca, Tatiana Bakalchuk, che costruisce da zero Wildberries, diventato in poco tempo il più grande sito di vendite online russo, “l’Amazon russo”, tanto da farne la donna più ricca di Russia con un patrimonio stimato da Forbes in 7,9 miliardi di dollari.

La strana fusione tra Wildberries e Russ

La storia prende tutt’altra piega quando, lo scorso giugno, la oggi 48enne Bakalchuk annuncia la fusione dell’azienda con il conglomerato pubblicitario Russ. L’accordo solleva diversi interrogativi.

Primo, perché Bakalchuk abbia deciso di trasferire a un piccolo operatore in declino come Russ il 35% di un gigante in crescita come Wildberries, nonché tutta la logistica e sviluppo della joint-venture.

Secondo, perché abbia cercato di ottenere il via libera dello stesso presidente russo Vladimir Putin stuzzicandolo, secondo i media, con la prospettiva della creazione di un sistema di pagamento internazionale in grado di bypassare la rete di messaggistica finanziaria Swift da cui la Russia è stata esclusa nel febbraio 2022 dopo aver aggredito l’Ucraina.

A infittire il mistero la voce che, dietro ai veri proprietari di Russ, si nasconda l’oscuro senatore del Daghestan Sulejman Karimov.

L’alleanza tra Mister Bakalchuk e il leader ceceno Kadyrov

Il marito 47enne e padre dei sette figli di Tatiana, Vladislav Bakalchuk, si oppone. Possedendo però soltanto l’1% dell’azienda contro il 99% della moglie, non ha molte carte da giocare e pensa bene di rivolgersi a Ramzan Kadyrov, il governatore della Cecenia, la Repubblica caucasica che ha dato i natali a Tatiana.

L’insolita coppia, Vladislav e Ramzan, appare insieme in un video diffuso online a metà luglio dove Bakalchuk lamenta che Tatiana ha abbandonato il tetto coniugale già lo scorso aprile a causa di una “acquisizione ostile”, mentre Kadyrov denuncia una “frode su larga scala” orchestrata da “diavoli” che “hanno distrutto una famiglia” e assicura che “riporterà la signora in famiglia”.

Alla fine, secondo Tatiana, la ragione dei dissidi sarebbe tutta lì: lei vuole il divorzio e il marito teme di restare senza moglie e senza azienda.

Stando ad alcuni media, la vicenda sarebbe però più complessa e risalirebbe all’incendio di gennaio in uno dei più grandi magazzini di Wildberries a San Pietroburgo.

Le autorità avevano aperto un’inchiesta perché all’azienda mancavano alcuni permessi e il vero proprietario di Russ, Karimov, avrebbe aiutato Bakalchuk a venirne fuori e ora starebbe passando all’incasso.

Il ritorno al caos degli Anni Novanta

La disputa coniugale, in ogni caso, si è trasformata in una faida caucasica. Un “circo pubblico”, lo ha definito tempo fa l’economista Aleksandra Prokopenko, a suo dire segno di un ritorno al caos degli Anni ’90 quando i disperati proprietari di aziende cercavano protezione dalle acquisizioni ostili.

Tutta colpa, secondo Prokopenko, di Putin che ponendosi al di sopra dei tribunali avrebbe banalizzato il sistema legale russo. Peccato che ci sia scappato il morto.

La sparatoria a pochi passi dal Cremlino

Ieri Mister Bakalchuk ha provato a entrare nella sede di Wildberries nel pieno centro di Mosca, a poche centinaia di metri dal Cremlino, accompagnato da due ex manager e da guardie del corpo.

È iniziata una rissa sfociata in men che non si dica in una sparatoria che ha provocato due morti e sette feriti, tra cui due agenti delle forze dell’ordine che erano intervenuti per calmare le acque, e portato a 30 arresti.

Non è chiaro chi abbia aperto prima il fuoco. Marito e moglie, oramai ex, si accusano a vicenda. Ma poco importa. Ciò che conta è come reagirà stavolta il leader del Cremlino.

Leggi i commenti